CARLO MAGNO dettati ortografici e letture

CARLO MAGNO dettati ortografici e letture, di autori vari, per bambini della scuola primaria.

I Franchi

I Franchi, verso il secolo V, varcato il Reno, erano penetrati in Gallia e vi avevano fondato un regno romano-barbarico. Il loro re Clodoveo (481-511), capostipite della dinastia che fu detta dei Merovingi, era stato il primo fra i Germani che con il suo popolo si era convertito al cattolicesimo.

A Clodoveo erano succeduti re inetti al governo che avevano lasciato il potere in mano ai Maggiordomi. Fra questi, aveva avuto grande autorità Carlo Martello, che nel 732 aveva sconfitto gli Arabi a Poitiers, salvando l’Europa.

Il figlio di lui, Pipino il Breve, nel 752 fece chiudere in convento l’ultimo merovingio e si proclamò re dei Franchi. Il papa Stefano II si recò personalmente in Francia ad incoronarlo. Aveva così inizio la dinastia del Carolingi.

Pipino, sollecitato dal Papa, calò in Italia e sconfisse il re longobardo Astolfo due volte, nel 754 e nel 756, costringendolo a cedere alla Chiesa le terre occupate.

Il figlio di Pipino, Carlo, assunse quindi il titolo di re dei Franchi e dei Longobardi. Al papa confermò ed accrebbe le precedenti donazioni, dando vita ormai a un vero e proprio Stato Pontificio che da Roma, attraverso il Lazio, l’Umbria e le Marche, si estendeva fino alla Romagna e comprendeva le antiche terre del dominio bizantino.

Re Carlo

Carlo, Re dei Franchi, detto dai posteri, per ammirazione, Magno, fu veramente uno dei più notevoli personaggi del Medioevo. Egli fu soprattutto un grande unificatore e si giovò anche della religione per dare unità spirituale ai diversi popoli del suo immenso dominio. Egli condusse vittoriosamente in tutta l’Europa occidentale circa sessanta imprese militari e riunì sotto il suo scettro un territorio vastissimo che comprendeva la Francia, il Belgio, l’Olanda, la Germania, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Serbia, la Croazia, l’Ungheria, la Svizzera e metà dell’Italia odierne.

Per garantire il confine dei Pirenei marciò contro gli Arabi della Spagna, tolse loro le due regioni dell’Aragona e della Catalogna, con le quali costituì la Marca Spagnola.

Durante il ritorno da questa spedizione nel 778, la retroguardia di Carlo, comandata dal famoso paladino Orlando, fu assalita dai Baschi nella gola di Roncisvalle e distrutta. L’eroica morte di Orlando, caduto combattendo per il suo re e per la sua fede, fu cantata nella Chanson de Roland, il primo di una lunga serie di poemi cavallereschi sui paladini di Francia.

La vastità, l’unità del dominio di Carlo e l’alto prestigio politico di cui godeva fecero rinascere l’idea dell’Impero Romano, che fu consacrata dal papa Leone III la notte di Natale dell’800 a Roma, nella basilica di San Pietro. Con una cerimonia solenne il Papa incoronò Carlo imperatore del Sacro Romano Impero, mentre tutto il popolo acclamava: “A Carlo, piissimo, augusto, coronato da dio grande e pacifico imperatore dei Romani,  vita e vittoria!”.

Carlo meritò effettivamente questi onori perchè fu un sovrano illuminato. Benché analfabeta, promosse gli studi, le arti e l’istruzione pubblica, facendo aprire numerosissime scuole per ricchi e poveri, e fondando in Aquisgrana, sua residenza preferita, l’Accademia Palatina, che accolse i dotti del tempo.

Carlo Magno morì ad Aquisgrana nell’814, dopo 46 anni di regno, e lì fu sepolto.

Come governò Carlo Magno

Carlo Magno amministrò saggiamente il suo vasto impero. Per poterlo governare meglio, secondo un’usanza franca, lo suddivise in contee, che affidò a uomini a lui fedeli; presso i confini creò contee più estese e militarmente più forti che si chiamarono marche. Coloro che governavano marche e contee, cioè i marchesi ed i conti, dipendevano direttamente dall’Imperatore ed avevano poteri amplissimi.

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IL FEUDALESIMO dettati ortografici e letture

IL FEUDALESIMO dettati ortografici e letture, di autori vari, per bambini della scuola d’infanzia.

Le terre che Carlo Magno aveva distribuito a conti e marchesi di chiamavano feudi, e coloro che le avevano ricevute venivano chiamati col nome generico di feudatari.

Il possesso di un feudo durava quanto la vita del feudatario, e alla morte di quest’ultimo tornava sotto la diretta signoria dell’Imperatore.

Coloro che avevano ricevuto un feudo dall’imperatore divenivano suoi vassalli e, finché vivevano, potevano godere di tutti i prodotti della terra su cui governavano.

I vassalli, in cambio, giuravano fedeltà all’imperatore, avevano l’obbligo di versargli una parte delle ricchezze ricavate dal feudo e, in caso di necessità, di procurargli un dato numero di guerrieri.

Col tempo i vassalli ottennero di essere esonerati dal pagamento delle tasse e dall’arruolamento di guerrieri.

Infine, i feudatari più potenti, approfittando della debolezza di alcuni imperatori, ottennero che i loro feudi , da vitalizi, diventassero ereditari.

I vassalli, divenuti proprietari del loro feudo, ne assegnarono, a loro volta, una parte ad uomini loro fedeli che si chiamavano valvassori. Costoro avevano verso i feudatari gli stessi obblighi che i feudatari avevano verso l’imperatore. Col tempo, ottennero anch’essi che le loro terre, assegnate a vita, divenissero ereditarie. Talvolta anche i valvassori affidarono una parte delle loro terre ad altri: i valvassini.

La terra era lavorata dai coloni e dai servi della gleba.

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Dettati ortografici e materiale didattico sul FRIULI VENEZIA GIULIA

Dettati ortografici e materiale didattico sul FRIULI VENEZIA GIULIA, di autori vari, per bambini della scuola primaria.

Osserviamo la cartina

Confini: Mare Adriatico, Slovenia, Austria, Veneto

Lagune: di Marano, di Grado

Golfi: di Trieste, Vallone di Muggia

Promontori: Punta Sdobba

Monti: Alpi Orientali (Carniche), Prealpi Venete (Carniche, Giulie).

Cime più alte: Monte Coglians, Monte Montasio, Monte Mangart, Monte Canin (Alpi Carniche); Col Nudo, Cima dei Preti, Monte Pramaggiore (Prealpi Venete)

Valli: del Tagliamento

Valichi: della Mauria, di Monte Croce Carnico, di Tarvisio, del Predil

Fiumi: Livenza col suo affluente Meduna; Tagliamento col suo affluente Fella; Isonzo (italiano solo nell’ultimo tratto) con il suo affluente Torre e il subaffluente Natisone; Stella; Aussa; Timavo.

Isole: di Grado.

Anche questa regione è costituita da due territori: il Friuli, rappresentato dal bacino idrografico del Tagliamento, e la Venezia Giulia.

Gran parte dei territori che costituivano la regione prima del secondo conflitto mondiale sono stati ceduti alla Repubblica iugoslava in seguito alle sfortunate vicende della guerra.

La regione è limitata a nord dalle Alpi Carniche che degradano verso l’alta Valle del Tagliamento. A sud la fertile pianura è limitata dall’Adriatico che ne bagna la costa lagunosa.

Vita economica

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Dettati ortografici sull’educazione stradale

Dettati ortografici sull’educazione stradale – una collezione di dettati ortografici per la scuola primaria, di autori vari, sul tema dell’educazione stradale. Difficoltà ortografiche varie.

Impara a camminare

Tieni la destra, cammina sul marciapiede e fila dritto; non bordeggiare come una barca, e il naso tienilo davanti a te e non in aria.

Se attraversi ad un incrocio, stai attento ai semafori ed ai segnali stradali; cammina sulle strisce pedonali e procedi sicuro, ma non ti incantare!

Se attraversi dove non ci sono segnali, guarda bene a sinistra e a destra e, soltanto quando sei ben sicuro del fatto tuo, taglia la strada ad angolo retto speditamente, senza correre e senza esitare.

Impara ad andare in bicicletta

Tieni la destra e sorpassa a sinistra.

Non fermarti di colpo senza guardarti indietro. Il veicolo che ti segue può precipitarti addosso. Se cambi direzione, fai prima segno stendendo il braccio a sinistra o a destra; ma dai tempo a quelli che ti seguono di capire le tue intenzioni e dai un’occhiata indietro.

Attento ai segnali. Ve ne sono due che particolarmente ti riguardono: quelli di divieto di transito e quelli di senso vietato. Li conosci?

Storia dei segnali stradali

Non solo nel nostro tempo l’uomo ha sentito il bisogno di agevolare il traffico collocando sulle strade segnali utili ai viaggiatori. Già i Romani infatti, lungo le arterie che coprivano con una fitta rete tutto il loro vasto Impero, avevano collocato cippi miliari con l’indicazione delle distanze.

Ma solo ai nostri giorni la segnaletica è divenuta tanto indispensabile, e la sua mancanza renderebbe la circolazione quasi impossibile.

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Dettati ortografici e materiale didattico sul PIEMONTE

Dettati ortografici e materiale didattico sul PIEMONTE, di autori vari, per bambini della scuola primaria.

Il Piemonte in breve

confini: Francia, Valle d’Aosta, Svizzera, Lombardia, Emilia, Liguria

monti: Alpi Occidentali (Liguri, Marittime, Cozie, Graie), Alpi Centrali (Pennine, Lepontine)

cime più alte: Argentera, Monviso, Granero, Rocciamelone, Gran Paradiso, Monte Rosa

valli: della Stura di Demonte, Maira, del Chisone, di Susa, di Viù, Sesia, Anzasca, d’Ossola, Formazza, Vigezzo

valichi: Colle di Tenda, Colle della Maddalena, Monginevro, Frejus, Moncenisio, Sempione, di San Giacomo

colline: Langhe, Monferrato, Colline del Po, Canavese, Serra di Ivrea

pianure: di Alessandria, del Vercellese, del Novarese

fiumi: Po, Toce. Affluenti di destra del Po: Varaita, Maira, Tanaro con i suoi affluenti Stura di Damonte e Bormida, Scrivia. Affluenti di sinistra del Po: Pellice col suo affluente Chisone, Dora Riparia, Stura di Lanzo, Orco, Dora Baltea, Sesia, Agogna, Ticino

canali: canale Cavour

laghi: Maggiore (piemontese solo la sponda occidentale), d’Orta, di Viverone, di Candia.

province: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli.

Osserviamo la cartina

Il Piemonte deve il suo nome alla sua posizione ai piedi dei monti. Infatti le Alpi occidentali, con le più alte vette d’Europa, abbracciano la regione da tre lati.

Numerosi sono i valichi e le gallerie che permettono rapide e frequenti comunicazioni con la Francia e la Svizzera. Le gallerie autostradali del Monte Bianco e del Gran San Bernardo rendono possibili, anche durante la brutta stagione, i viaggi attraverso la catena alpina.

La parte piana della regione è costituita dal primo tratto della Pianura Padana, nella quale si elevano le colline delle Langhe, del Monferrato e di Torino.

La parte montuosa è ricca di acque. Infatti, oltre che dal corso superiore del Po, il Piemonte è solcato da molti affluenti alpini; piemontesi sono anche la riva destra del Ticino e quella del Lago Maggiore. Numerosi laghetti e canali artificiali rendono pittoresca la montagna e fertile la pianura.

Vita economica

Gli estesi pascoli montani favoriscono l’allevamento del bestiame bovino ed ovino, che fornisce latticini, carne, lana. I boschi danno legname, castagne e tartufi (Alba). I vigneti del Monferrato producono vini pregiati, e le colline delle Langhe frutta di ottima qualità. La fertile e ben irrigata pianura è ricca di grano, granoturco e riso (circa la metà della produzione nazionale).

Le industrie, favorite dalle importanti risorse idroelettriche, sono molto sviluppate; particolare importanza hanno quelle automobilistiche, tessili e dolciarie.

Dal sottosuolo si estrae talco, grafite, pirite; dalle cave granito e calcare per cemento.

Per il lavoro di ricerca

Con quali Stati e quali regioni confina il Piemonte?

Come si presenta il suo territorio?

Da quali rilievi è costituita la zona montuosa?

Quali cime vi si elevano?

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Perchè si insegna la grammatica?

Perché si insegna la grammatica?

L’obiettivo dello studio della grammatica, nella scuola primaria, è quello di arricchire il linguaggio del bambino, sviluppare l’arte della comunicazione e stimolare il suo interesse verso la lingua, per soddisfare il suo bisogno di inserirsi in modo sempre più pieno nella società. Lo studio della grammatica lo aiuta a prendere coscienza degli aspetti della lingua che già conosce, in particolare l’ordine, la struttura e la composizione .

La grammatica montessoriana mira a presentare la struttura del linguaggio in modo semplice e coerente, senza regole rigide. Si offrono al bambino esperienze molto variegate, che si espandono come una spirale toccando e approfondendo via via i vari argomenti, in modo che egli possa fare esperienze pratiche su argomenti selezionati ed isolati. Questo porta a gettare le basi esperienziali che poi affluiranno allo studio della grammatica svolto sui libri di testo, ad un’età successiva.

La grammatica dovrebbe sempre essere presentata attraverso metodi che sono la risposta ad un bisogno del bambino e che tengono conto delle sue abilità reali. Questo è il significato della parola Psicogrammatica: grammatica che si accorda ai bisogni di crescita del bambino.

Il bambino, prima di arrivare alla scuola primaria, ha già sviluppato il proprio linguaggio grazie alla sua mente assorbente, interagendo con l’ambiente. Ha già iniziato, anche, ad utilizzare la grammatica e la sintassi, anche se nessuno gliene ha mai parlato, ma come elemento che fa parte della sua lingua.

Quando arriva alla scuola primaria, noi abbiamo il compito di aiutare questo suo linguaggio a crescere e perfezionarsi.

All’età di circa 4 anni, 4 anni e mezzo, il bambino è uno studioso di suoni: impara a pronunciare con molta abilità moltissime parole, ed è capace di riconoscerne moltissime, nei discorsi che sente intorno a sé. Prova gioia nel seguire con le dita l’andamento delle lettere dell’alfabeto tattile, e poi scrive parole da sé sulla carta o con l’alfabeto mobile. In questa fase non è detto che scriva correttamente: si esercita a rappresentare i suoni delle parole, senza che questo rappresenti un rispetto di regole ortografiche.

Dopo i cinque anni si avvia allo studio delle parole: l’impressione che ne riceve, cioè l’idea che esistono diversi tipi di parole, lo apre allo studio della grammatica e della sintassi.

Il bambino, in questo stadio del suo sviluppo, non è un creatore prolifico di idee complesse, e può non trarre piacere dallo studio di concetti grammaticali. E’ quando comincia ad usare il linguaggio per rappresentare le sue proprie idee, che Maria Montessori pensa che sia pronto per il programma della scuola primaria.

Nella scuola d’infanzia, le lezioni hanno lo scopo di aiutare i bambini ad apprezzare la lingua che stanno cominciando a dominare attraverso la lettura e la scrittura, e il piano di lavoro per la scuola primaria è la naturale continuazione di questo lavoro.

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Rametto di vischio di carta tutorial

Rametto di vischio di carta tutorial con cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Baciarsi sotto il vischio è una tradizione legata a tutto il periodo natalizio; in Italia e Francia, in particolare, i baci sotto il vischio si scambiano a Capodanno. Se vuoi saperne di più di questa tradizione, puoi leggere qui:

Rametto di vischio di carta tutorial con cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Rametto di vischio di carta – materiale occorrente:

carta colorata in due toni diversi di verde

perline bianche o pasta modellabile bianca

un nastrino

forbici

colla

cartamodello.

Rametto di vischio di carta – cartamodello:

Questo è il cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf:

Rametto di vischio di carta tutorial con cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Rametto di vischio di carta – come si fa:

Ritagliate il cartamodello e riportatelo sul primo foglio di carta verde scelto. Decorate con un nastro in alto:

vischio 3 1
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Mazzolino di vischio di carta tutorial

Mazzolino di vischio  di carta tutorial con cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Baciarsi sotto il vischio è una tradizione legata a tutto il periodo natalizio; in Italia e Francia, in particolare, i baci sotto il vischio si scambiano a Capodanno. Se vuoi saperne di più di questa tradizione, puoi leggere qui:

Mazzolino di vischio di carta tutorial con cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Mazzolino di vischio  di carta – Materiale occorrente:

carta in vari toni di verde

perline bianche

un nastro

forbici

colla a caldo per fissare le perline

pinzatrice

cartamodello

Mazzolino di vischio  di carta – Cartamodello:

vischio cartamodello 31Mazzolino di vischio di carta tutorial con cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.
https://www.lapappadolceshop.it/prodotto/cartamodelli-per-foglie-di-vischio/

Mazzolino di vischio  di carta – come si fa:

ritagliate le tre parti del cartamodello, riportele su su sei fogli di carta verde e riitagliate, in modo da ottenere sei rametti di vischio. Con la pinzatrice fissate i tre elementi che compongono ogni rametto, così:

vischio 3 7
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Palla di vischio per baci di Capodanno

Palla di vischio per baci di Capodanno di carta, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Baciarsi sotto il vischio è una tradizione legata a tutto il periodo natalizio; in Italia e Francia, in particolare, i baci sotto il vischio si scambiano a Capodanno. Se vuoi saperne di più di questa tradizione, puoi leggere qui:

Palla di vischio per baci di Capodanno di carta, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Rametto di vischio di carta – materiale occorrente:

carta colorata in vari toni diversi di verde

carta bianca

una pallina dell’albero di Natale

forbici

colla

cartamodello.

Rametto di vischio di carta – cartamodello:

Questo è il cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf:

Palla di vischio per baci di Capodanno di carta, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Rametto di vischio di carta – come si fa:

Ritagliate le varie parti del cartamodello e riportate sulla carta colorata: le foglie e i rametti per le bacche, in bianco i grappolini di bacche:

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UMBRIA dettati ortografici e letture

UMBRIA  dettati ortografici e letture – una raccolta di dettati ortografici e letture sull’Umbria, di autori vari, per la scuola primaria.

L’Umbria

Questa regione non si affaccia sul mare, ma è attraversata dal Tevere e dai suoi affluenti che la rendono fertile, ricca di pascoli e di boschi. Per questo meritò d’essere chiamata la “verde Umbria”. Essa offre paesaggi dolci e sereni, che ispirarono a San Francesco d’Assisi le belle lodi che egli cantò al creato. Il capoluogo della regione è Perugia, che domina dall’alto di un colle un vasto e pittoresco paesaggio. Vicino al capoluogo sorge Assisi, una cittadina antica e suggestiva, patria di San Francesco.

Umbria

Umbria: cartina fisico – politica

I confini: Marche, Toscana, Lazio.

I monti: Appennino Centrale (Umbro – marchigiano).

Le cime più alte: Monte Vettore (m 2478), nei Monti Sibillini; Monte Pennino (m 1570); Monte Subasio (m 1290)

I valichi: Bocca Taabaria (m 1044); Bocca Serriola (m 730); Passo di Scheggia (m 575): Colle di Fossato (m 740)

Le pianure: Valle Tiberina; Conca di Gubbio; Conca di Norcia; Conca di Terni; Valle Umbra.

I fiumi: Tevere. Affluenti di destra: Nestore, Paglia. Affluenti di sinistra: Chiasco con l’affluente Topino e il subaffluente Clitunno; Nera con il suo affluente Velino, che forma la Cascata delle Marmore.

I laghi: Trasimeno (kmq 128, profondità m 6,6); lago di Piediluco.

Osserviamo la cartina

Lontana dal mare, nel cuore della Penisola, l’Umbria sembra tutta raccogliersi attorno ai suoi verdi colli. Gli Umbri, che la abitarono nell’antichità, le diedero il nome.

Il suo paesaggio dolce e sereno è un alternarsi di campi e di prati che si distendono in brevi pianure; di colline verdi, di oliveti e vigneti, di giogaie appenniniche rivestite di boschi.

Le sue valli sono bagnate dal Tevere e dal Nera; il Lago Trasimeno si stende azzurro nella pianura a ovest di Perugia.

Pellegrini di tutto il mondo giungono ogni giorno ad Assisi, la bianca città di San Francesco, dalle cui torri e dalle cui chiese corre da secoli un messaggio d’amore, un invito alla pace.

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Acquarello steineriano natalizio tutorial

Acquarello steineriano natalizio – tutorial passo passo per realizzare un quadretto in tema natalizio, adatto a bambini  a partire dalla classe terza della scuola primaria. Può essere una bella decorazione della casa, un bel regalo per una persona cara, un meraviglioso biglietto di auguri…

Acquarello steineriano natalizio

La tecnica dell’acquarello steineriano prevede l’utilizzo del foglio bagnato, e l’uso dei soli colori primari. Una caratteristica di questa tecnica è inoltre quella di lavorare per superfici di colore e non per contorni. Se è la prima volta che vi cimentate, vi consiglio di leggere questa presentazione:

Acquarello steineriano natalizio – Materiale occorrente:

– un foglio di carta da acquarello

– una spugna

– acquarello blu di Prussia, rosso carminio e giallo limone

– un barattolo di acqua

– pennello

Acquarello steineriano natalizio – Come si fa:

Preparate un bello sfondo col blu di prussia, partendo dai margini del foglio col colore più concentrato, e sfumandolo con pennellate tondeggianti e dolci verso il centro:

acquarello steineriano 1 1
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Vetrofania natalizia

Vetrofania natalizia con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Vetrofania natalizia

Materiale occorrente:

carta velina colorata

un foglio di cartoncino colorato

un foglio trasparente di carta da lucido

forbici e taglierino

colla da carta

cartamodello.

Cartamodello:

Vetrofania natalizia

pdf qui:

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Come si fa:

per prima cosa ritagliate la cornice nel cartoncino colorato:

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Perchè ci si bacia sotto il vischio?

Perchè ci si bacia sotto il vischio? Baciarsi sotto il vischio è una tradizione legata a tutto il periodo natalizio; in Italia e Francia, in particolare, i baci sotto il vischio si scambiano a Capodanno.

La storia del vischio è antichissima e piena di contraddizioni; il vischio è una delle piante più magiche, misteriose e sacre del folklore europeo.

Perchè ci si bacia sotto il vischio?

tutorial e pdf qui:

Perchè ci si bacia sotto il vischio? Un po’ di botanica

Perchè ci si bacia sotto il vischio 2

photo credit: http://en.wikipedia.org/

La botanica può spiegare perchè il vischio abbia tanto colpito gli antichi e perchè sia tanto presente nei miti e nelle leggende: pur non essendo radicata nel terreno, la pianta del vischio rimane verde per tutto l’inverno, mentre gli alberi su cui cresce e di cui si è alimentata sono secchi. Il fascino che questo fatto ha esercitato sui popoli pre-scientifici è comprensibile.

Si tratta di una pianta semi parassitaria, parente del sandalo, che si attacca su altri alberi (soprattutto salici e meli) per sottrarre al suo ospite acqua e sostanze nutritive. Non è un parassita completo perchè è capace di fotosintesi. A differenza del sandalo, i semi del vischio vengono propagati attraverso gli uccelli e per questo la pianta cresce sui rami più alti degli alberi. Anche se il vischio è considerato la pianta dell’amore, il suo nome inglese “mistletoe” deriva dal fatto che si credeva che il vischio crescesse non da semi, ma direttamente dagli escrementi degli uccelli. “Mistel” è la parola anglosassone per sterco”, e “tan” è la parola per ramoscello, così mistletoe in realtà significa “sterco sul ramoscello”. Vari tipi di vischio crescono in tutto il mondo. Il nome scientifico del vischio americano è “Phoradendron” che significa “ladro dell’albero”. Il vischio europeo è invece classificato come “Viscum album”.

Perchè ci si bacia sotto il vischio?

tutorial e pdf qui:

Perchè ci si bacia sotto il vischio? Un po’ di storia

Alcune varietà di vischio  sono velenose, altre varietà sono considerate medicinali; in ogni caso anche le varietà velenose per gli uomini non lo sono per gli uccelli.

Ippocrate considerò il vischio una piante medicinale. I greci lo usavano come una cura per tutti i mali, dai crampi mestruali ai disturbi della milza.

I Druidi celtici (1 ° secolo dC), probabilmente avendo osservato che il vischio prospera anche durante l’inverno più rigido, lo vedevano come un simbolo sacro di vitalità, e lo somministravano agli esseri umani ed agli animali nella speranza di ripristinare la fertilità. Lo consideravano una pianta sacra, e credevano avesse anche altri poteri miracolosi e che potesse guarire da varie malattie, servire come antidoto contro i veleni, garantire la protezione contro gli effetti negativi della stregoneria. Credevano che il vischio contenesse in sè lo spirito dell’albero su cui era cresciuto, perchè il vischio era l’unica parte che rimaneva verde per tutto l’inverno.

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Biglietto di auguri per l’anno nuovo

Biglietto di auguri per l’anno nuovo con rametti di vischio: tutorial e modello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Baciarsi sotto il vischio è una tradizione legata a tutto il periodo natalizio; in Italia e Francia, in particolare, i baci sotto il vischio si scambiano a Capodanno. Se vuoi saperne di più di questa tradizione, puoi leggere qui:

Biglietto di auguri per l'anno nuovo con rametti di vischio: tutorial e modello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Materiale occorrente:

– cartoncino o carta colorata verde e bianca

– matita verde scuro e nera

– carta a scelta per lo sfondo e il biglietto

– un nastrino rosso o del colore che preferite

– forbici, colla da carta, eventualmente pinzatrice

– cartamodello

Cartamodello:

Questo è il cartamodello per i rametti di vischio da ritagliare:

Biglietto di auguri per l'anno nuovo con rametti di vischio: tutorial e modello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Come si fa:

Scegliete la carta che desiderate usare per lo sfondo e ritagliate nel cartoncino verde i due rametti di vischio, seguendo il cartamodello:

vischio 32 1
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Pallina per l’albero di Natale

Pallina per l’albero di Natale realizzata in cartoncino colorato e carta velina, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

pallina per albero di Natale 8

Materiale occorrente:

cartoncino colorato

carta velina colorata

colla da carta

forbici e taglierino

cartamodello

Cartamodello:

carta pallina 1 14

pdf qui:

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Come si fa:

riportate il cartamodello sul cartoncino colorato:

pallina per albero di Natale 1
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Addobbi natalizi fai da te PALLINA PER L’ALBERO DI NATALE

Addobbi natalizi fai da te – pallina per l’albero di Natale realizzata in cartoncino colorato e carta velina, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Addobbi natalizi fai da te

Materiale occorrente:

cartoncino colorato

carta velina colorata

forbici e taglierino

colla da carta

cartamodello

Cartamodello:

carta pallina 2 15

pdf qui:

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Come si fa:

riportate il cartamodello sul cartoncino:

pallina trasparente B 1

e ritagliate. Iniziate poi ad incollare sul retro la carta velina colorata, così:

pallina 2 54
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Addobbi natalizi fai da te NATIVITA’ STILIZZATA

Addobbi natalizi fai da te NATIVITA’ STILIZZATA per decorare l’albero di Natale o per le finestre, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Addobbi natalizi fai da te

Materiale occorrente:

cartoncino colorato

carta velina colorata

forbici e taglierino

colla da carta

cartamodello

Cartamodello:

Addobbi natalizi fai da te

pdf qui:

Come si fa:

è molto semplice. Ritagliate la sagoma nel cartoncino:

Addobbi natalizi fai da te

riportate e ritagliate nella carta veline le varie parti della sagoma da riempire:

natività 2
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Addobbi natalizi fai da te – alberello origami

Addobbi natalizi fai da te – alberello origami con tutorial fotografico e video. Adatto a decorare l’albero di Natale, a realizzare festoni e composizioni per la tavola. E’ molto semplice e veloce da realizzare, anche per i bambini della scuola primaria.

alberello origami 39

Materiale occorrente:

– un foglio di carta quadrato

– forbici

Come si fa:

Piegare il foglio lungo una diagonale, aprire, piegare lungo l’altra diagonale, aprire:

alberello origami 42

Voltare il foglio e piegarlo a metà lungo la linea orizzontale, aprire, piegarlo lungo la linea verticale, aprire:

alberello origami 43

Voltare di nuovo il foglio, impugnarlo come mostrato nelle foto, e chiuderlo su se stesso seguendo le pieghe:

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addobbi natalizi fai da te – pallina diamante di carta

Addobbi natalizi fai da te – pallina diamante di carta per decorare l’albero di Natale, molto semplice e veloce da realizzare e di grande effetto.

Addobbi natalizi fai da te

Materiale occorrente:

– due fogli di carta quadrati

– forbici

– matita

– colla da carta

Come si fa:

Piegare il foglio lungo una diagonale, aprire, piegare lungo l’altra diagonale, aprire:

alberello origami 42

Voltare il foglio e piegarlo a metà lungo la linea orizzontale, aprire, piegarlo lungo la linea verticale, aprire:

alberello origami 43

Voltare di nuovo il foglio, impugnarlo come mostrato nelle foto, e chiuderlo su se stesso seguendo le pieghe:

alberello origami 44

Posare il foglio piegato sul tavolo, piegare due triangoli a destra e a sinistra, facendo combaciare il lato esterno con la piega della metà, come mostrato nelle foto, poi aprire:

alberello origami 46

allargare la parte a destra, aprirla, e richiuderla tenendo i due triangoli che si sono formati all’interno della piega, così:

Continua a leggere addobbi natalizi fai da te – pallina diamante di carta

Pallina di carta per l’albero di Natale

Pallina di carta per l’albero di Natale fai da te, con tutorial fotografico. E’ un progetto adatto anche a bambini della scuola primaria.  Io l’ho realizzata utilizzando pagine di un vecchio libro, ma si può usare anche carta da origami o cartoncino.

Pallina di carta per l'albero di Natale

Materiale occorrente:

– goniometro e righello

– matita

– forbici

– carta

– colla da carta

C0me si fa: 

Per preparare il modello, tracciate il cerchio col goniometro e marcate il centro e sei segni equidistanti lungo la circonferenza:

stella natalizia facile 1 37
stella natalizia facile 1 38

e tracciate i diametri:

stella natalizia facile 1 39

col compasso disegnate il cerchio della misura desiderata (consiglio da 2 a 4 cm):

stella natalizia facile 1 40

e disegnate all’interno del cerchio un triangolo, così:

stella natalizia facile 1 41
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Le proprietà fisiche dei corpi

Le proprietà fisiche dei corpi unità didattica completa per bambini della scuola primaria, con idee per le lezioni ed esperimenti scientifici per dimostrare i concetti.

proprietà fisiche dei corpi 12

Se domandiamo ai bambini cosa si intende per corpo, ci sentiremo rispondere: “Cose come la cattedra, la lavagna, il banco, sono corpi”. I bambini classificano per tipi e non per definizioni, ma se ci pensiamo anche lo scienziato si serve di questo tipo di classificazione quando non ha ancora colto i caratteri essenziali specifici di una determinata serie di oggetti.

Se poi chiediamo ai bambini se il pensiero, la bontà, la giustizia, la verità, sono corpi, ci risponderenno di no, perchè non si vedono: i bambini pensano che un corpo deve essere percepito dalla vista; questo spiega perchè trovino difficile considerare l’aria un corpo.

Tuttavia è semplice spiegare loro che il carattere di “visibile” non è sufficiente a designare il “corpo”, e basterà far osservare loro che, per esempio, la luce che emana da una lampadina elettrica, o da una qualsiasi altra fonte luminosa, anche se si vede, evidentemente non è un corpo.

Tornando a chiedere ai bambini cosa si intende con “corpo”, i bambini diranno che un corpo si deve poter toccare, deve essere in qualche modo percepito col tatto. “Ma allora è un corpo il calore che emana dalla stufa, dal sole, da qualsiasi altra fonte di calore?”. A questo ulteriore stimolo, i nostri piccoli scienziati cercheranno espressioni più precise, ad esempio diranno che un un corpo si deve poter prendere in mano, perchè se stringo la mano in una stanza luminosa non afferro nulla, puure non posso portare un pezzo di calore da un luogo all’altro come posso fare con un pezzo di legno o di ferro.

In questo modo ci stiamo avvicinando alla realtà un passo alla volta, ma non l’abbiamo ancora raggiunta. A questo punto ancora il bambino non potrà credere che l’aria sia un corpo, perchè non si può (o meglio non di si accorge di potere) stringere nella mano.

Primo esperimento

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Vetrofania natalizia PASTORI

Vetrofania natalizia – PASTORI che seguono la stella in cartoncino e carta velina colorata, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Vetrofania natalizia - PASTORI che seguono la stella in cartoncino e carta velina colorata, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

Materiale occorrente:

carta velina colorata

cartoncino scuro per la sagoma

colla da carta

forbici e taglierino

cartamodello.

Cartamodello:

Il cartamodello contiene le indicazioni per la forma e il colore delle veline da ritagliare ed incollare alla sagoma:

carta pastori 19

pdf qui:

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San Nicola – vetrofania

San Nicola – vetrofania di cartoncino e carta velina, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

San Nicola 11

Materiale occorrente:

cartoncino scuro (marrone, nero, blu, grigio)

carta velina azzurra, blu, turchese, rossa, bianca e gialla

forbici e taglierino

colla da carta

cartamodello

Cartamodello:

carta san nicola grande 17

pdf qui:

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Come si fa:

ritagliate la sagoma nel cartoncino:

San Nicola 1

incollate sul retro della sagoma un foglio di carta velina azzurra:

San Nicola 2

ritagliate sul rovescio le finestre:

San Nicola 3

e incollate su ognuna la velina gialla:

San Nicola 4

quindi procedete a “colorare” le nuvole nei cielo, utilizzando carta velina azzurra, blu e turchese, seguendo il cartamodello:

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Addobbi natalizi fai da te STELLINA

Addobbi natalizi fai da te – STELLINA realizzata con cartoncino colorato e carta velina: tutorial e cartamodello scaricabile e stampabili gratuitamente in formato pdf.

Addobbi natalizi fai da te

Materiale occorrente:

carta velina colorata

cartoncino colorato

forbici e taglierino

colla da carta

cartamodello

Cartamodello:

carta stella 18

pdf qui:

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Come si fa:

ritagliate la sagoma della stella, eventualmente ingrandendo o rendendo più piccolo il cartamodello, nel cartoncino colorato:

stellina trasparente 1

e incollate le veline colorate seguendo il vostro gusto personale, evitando soltanto che le varie veline si sovrappongano tra loro:

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Vetrofania natalizia PRESEPE

Vetrofania natalizia PRESEPE trasparente realizzato con cartoncino e carta velina, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

natività-trasparente-47

Materiale occorrente:

cartoncino scuro

carta velina colorata

forbici e taglierino

colla da carta

cartamodello

Cartamodello:

Vetrofania natalizia

pdf qui:

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Come si fa:

ritagliate la sagoma nel cartoncino:

maria 34

poi procedete ritagliando la carta velina colorata ed incollandola alla sagoma. Io ho iniziato con l’azzurro, così:

maria 35
natività trasparente 36

poi con le due strisce turchesi in alto:

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Le pianure italiane

Le pianure italiane materiale didattico vario per la scuola primaria.

Le pianure italiane

La Penisola Italiana, circondata a Nord dalle Alpi e percorsa in tutta la sua lunghezza dagli Appennini, presenta poche e non vaste pianure. L’unica che meriti tale nome è la pianura padano-veneta. Le altre o sono ristrette e limitate fasce costiere oppure sono conche interne, chiuse tra le catene dell’Appennino.

La Pianura Padana

Con i suoi 46.000 kmq di superficie, la Pianura Padana è la più vasta delle pianure italiane ed occupa da sola circa 1/7 della superficie totale del territorio italiano. E’ situata in quella zona che alla fine dell’era terziaria non era che un vasto golfo del Mare Adriatico. I detriti trasportati dal Po e dagli altri fiumi provenienti dalle Alpi e dall’Appennino Settentrionale respinsero gradatamente l’acqua marina, colmarono il golfo, trasformandolo prima in laguna, poi in palude ed infine in terreno compatto e fertile.

Dall’estremità meridionale dei laghi è breve il passo alla pianura. Già i fiumi che ne escono nel loro andare calmo e largo lo preannunciano. A destra e a sinistra delle loro rive i colli man mano si abbassano e si discostano; le ultime ondulazioni si vanno spianando come gli orli di un manto regale che si adagino al suolo. Comincia la grande pianura padana che insensibilmente degrada dalle Prealpi verso la lunghissima ruga trasversale in cui scorre il Po e poi insensibilmente risale verso le prime pendici dell’Appennino. L’orizzonte si fa sterminato, il cielo si distende a perdita d’occhio, sparso di nuvole bianche, sopra la terra di un verde uguale e intenso, rigata da strade dritte, fitta di città popolose e operose. Eppure anche questa grande e bella e ricca Valle Padana è il risultato di una millenaria e dura e oscura fatica. Nell’età in cui la valle del Po giaceva ancora fuori d’Italia, di là dal civile dominio di Roma, i rudi coloni cominciarono con infaticabile pazienza a costruir difese contro le acque rapinose, a colmare gli stagni, a spianare i campi, a dissodare le macchie, a mondare la terra, a coltivarla, e così di generazione in generazione, di secolo in secolo, finchè questa terra è diventata una delle più produttive regioni agricole d’Europa.

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MISURE DI TEMPO esercizi e problemi per la classe quarta

MISURE DI TEMPO esercizi e problemi per la classe quarta della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

MISURE DI TEMPO esercizi e problemi per la classe quarta

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MISURE DI TEMPO esercizi e problemi per la classe quarta

A quanti minuti primi corrispondono 2 ore? ____________ E 2 ore e mezzo? ____________ e 10 ore? ____________

Quanti minuti primi ci sono in un quarto d’ora? ____________ E in 3 quarti d’ora? ____________ E in un’ora e un quarto? ____________

Quante ore ci sono in 5 giorni? ____________ E in 10 giorni? ____________ E in una settimana? ____________

In un anno quanti mesi ci sono? ____________ Quanti trimestri? ____________ Quanti semestri? ____________ Quanti quadrimestri? ____________ Quante settimane? ____________ Quanti giorni? ____________

Un lustro equivale a 5 anni. Il nonno ha 70 anni di età. Quanti lustri? ____________

Un secolo equivale a 100 anni. Quanti secoli ci sono in 1.000 anni? ____________ Quanti lustri ci sono in un secolo? ____________ Quanti decenni? ____________

In 15 minuti percorri 1 km e mezzo. Quanti chilometri percorri in un’ora? ____________ e in tre quarti d’ora? ____________

Problemi

Un podista percorre m 135 al minuto. Quanti chilometri percorre in un’ora quel podista? Quanti metri percorre in un minuto secondo? (km 8,1 – m 2,25)

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DECORAZIONI NATALIZIE stella origami a 5 punte

DECORAZIONI NATALIZIE stella origami a 5 punte con tutorial fotografico, adatta ai bambini più grandi. Bellissima per decorare l’albero di Natale, biglietti d’auguri e per confezionare festoni e mobiles.

DECORAZIONI NATALIZIE

Materiale occorrente:

5 foglietti rettangolari di carta (meglio se da origami). Io ho utilizzato carta da origami in fogli quadrati 15×15 cm (quelli con una faccia colorata e l’altra bianca), che ho diviso a metà (ogni rettangolo misurava quindi 15 x 7,5 cm)

stella origami a 5 punte 1
stella origami a 5 punte 2

Piegate a metà dal lato lungo:

stella origami a 5 punte 3

voltate:

stella origami a 5 punte 4

piegate a metà dal lato corto, poi dividete ulteriormente a metà la metà sinistra del foglio, così:

stella origami a 5 punte 5

piegate due triangoli in corrispondenza della piegatura centrale, a destra, così:

stella origami a 5 punte 6

e ripiegate facendo combaciare la punta con la metà della prima piegatura a sinistra, così:

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Decorazioni natalizie ANGELO TRASPARENTE

ANGELO TRASPARENTE di carta velina per decorare le finestre a casa e a scuola, con tutorial passo passo e modello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

angelo trasparente

Materiale occorrente:

carta velina bianca e gialla

forbici e taglierino

colla da carta

cartamodello

Cartamodello:

il cartamodello è numerato perchè nelle due pagine dopo questa troverete le varie parti, se volete, da ritagliare una ad una:

angelo trasparente

pdf qui:

Come si fa:

ritagliate tutte le parti che compongono l’angelo; le parti 1, 2, 3, 13 e 14 in giallo, tutte le altre in bianco:

angelo trasparente 1
angelo trasparente 2

e assemblatele tra loro, semplicemente aiutandovi con l’immagine o seguendo il modello della prima pagina. Io ho cominciato unendo le ali tra loro con un goccio di colla:

Decorazioni natalizie
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Vetrofania natalizia SAN NICOLA

Vetrofania natalizia – SAN NICOLA, con tutorial e cartamodello scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf. San Nicola si festeggia il 6 dicembre, e per tradizione porta piccole merende e regalini nelle scarpe dei bambini. Nel sito puoi trovare racconti, canti, informazioni varie, tutorial per realizzare un san Nicola in lana cardata, vetrofanie e molto altro ancora…

vetrofania-San-Nicola-9

Materiale occorrente:

carta velina rossa e bianca

carta colorata rossa, arancio e gialla

un foglio di carta da lucido trasparente

colla da carta

forbici e taglierino

cartamodello

Cartamodello:

Vetrofania natalizia

pdf qui:

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Come si fa:

Fermate sul cartamodello il foglio di carta da lucido:

vetrofania San Nicola 1

Ritagliare e incollare sul foglio trasparente la parte in carta rossa:

vetrofania San Nicola 2
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ESERCIZI COI NUMERI DECIMALI per la quarta classe

ESERCIZI COI NUMERI DECIMALI per la quarta classe della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

ESERCIZI COI NUMERI DECIMALI per la quarta classe

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ESERCIZI COI NUMERI DECIMALI per la quarta classe

Trasforma in numeri decimali le seguenti frazioni decimali:

ScreenHunter_1

Trasforma in frazione decimale i seguenti numeri decimali:

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Il grammo esercizi ed equivalenze per la classe quarta

Il grammo esercizi ed equivalenze per la classe quarta della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

IL grammo esercizi ed equivalenze per la classe quarta

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Il grammo esercizi ed equivalenze per la classe quarta

Componi (esempio: 7 g e 25 cg = 7,25):

g 3 e dg 7 =__________

dg 6 e cg 2 =_________

g 2 e cg 35 =_________

g 8 e cg 26 =_________

g 5 e mg 175=________

cg 3 e mg 5 =_________

g 6 e cg 8 =__________

g 4 e cg 7 =__________

dg 3 e mg 7 =________

dg 9 e mg 6 =________

g 4 e mg 5=__________

g 8 e mg 2=__________

g 1 e cg 6 =__________

g 5 e mg 185=________

dg 4 e mg 4=_________

mezzo g =__________

mezzo dg  =__________

g 2 e mezzo =________

g 7 e mezzo=_________

dg 2 e mezzo =_______

Componi:

dag 2 e g 5 =________

dag 5 e g 2 =________

dag 12 e g 5 =________

dag 24 e g 7 =________

dag 17 e g 5 =________

dag 4 e g 5 =________

dag 45 e g 2 =________

dag 27 e g 9 =________

hg 3 e g 75 =________

hg 17 e g 15 =________

hg 0 e g 15 =________

hg 9 e g 16 =________

hg 1 e g 12 =________

hg 5 e g 6 =________

hg 12 e g 4 =________

hg 5 e g 1 =________

dag 14 e g 4 =________

hg 91 e g 12 =________

hg 17 e g 5 =________

hg 2 e g 12 =________

dag 25 e g 7 =________

dag 92 e g 1 =________

hg 72 e g 7 =________

hg 7 e g 14 =________

dag 4 e g 4 =________

dag 12 e g 7 =________

hg 19 e g 2 =________

hg 25 e g 19 =________

dag 92 e g 5 =________

dag 0 e g 1 =________

hg 0 e g 7 =________

hg 7 e g 12 =________

Scomponi (esempio: hg 7,03 = hg 7 e 4 g):

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Lavoretti per San Martino QUADRO TRASPARENTE 5

Lavoretti per San Martino QUADRO TRASPARENTE 5 con modelli scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf. Il quadretto può essere messo alla finestra, davanti ad una candelina, oppure può essere inserito in una lanterna di cartone.

trasparente 55

Questo è il disegno a contorni, se preferite ritagliare il quadro dal cartonicino nero (le parti tratteggiate sono indicazioni per il ritaglio e lo strappo delle veline colorate):

trasparente 54

Questa è la sagoma in nero, già pronta per la stampa e il ritaglio:

trasparente 52

pdf qui:

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PROBLEMI CON LE FRAZIONI per la quarta classe

PROBLEMI CON LE FRAZIONI per la quarta classe della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

PROBLEMI CON LE FRAZIONI per la quarta classe

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PROBLEMI CON LE FRAZIONI per la quarta classe

In un sacco c’erano 15 kg di patate. Ne abbiamo già consumati i 3/5. Quanti chili di patate abbiamo consumato? Quanti chili restano ancora? (kg 9; kg 6)

Il papà ha acquistato 30 kg di pasta: 2/5 si pasta lunga, il resto di pastina. Sai dire quanti chili di pasta lunga e quanti di pastina ha acquistato il papà? (kg 12; kg 18)

Lo zio di Mario trascorre ogni giorno 1/3 della giornata in ufficio. Quante ore? ( 8 ore)

Ho percorso 1/3 di una strada lunga 354 metri. Quanti metri ho percorso? Quanti ne restano da percorrere? (118; 236)

Una stoffa è lunga m 12. Ne uso ¼ per confezionare un cappotto. Quanta stoffa viene usata? Quanta ne resta? (m 3; m 9)

Nella scatola ci sono 35 caramelle. Ne metto i 2/5 in un sacchetto per fare un dono a un compagno. Quante caramelle gli regalo? Quante ne restano nella scatola? (14; 21)

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I fiumi italiani

I fiumi italiani materiale didattico vario per la scuola primaria: dettati, letture, tabelle, mappe e cartine… Per il materiale sul fiume in generale vai qui IL FIUME materiale didattico vario

I fiumi italiani

Le abbondanti piogge delle Alpi, le nevi e i ghiacciai, alimentano numerosi corsi d’acqua che per la maggior parte finiscono nel più grande fiume d’Italia: il Po.

Il Po attraversa tutta la Pianura Padana e sbocca nell’Adriatico con un largo delta, cioè si divide come le dita della mano. Il Po nasce dal Monviso e prima di arrivare al mare compie  un viaggio lungo ben 652 chilometri. Lungo il suo percorso riceve le acque di numerosi fiumi che prendono il nome di affluenti. I principali sono il Ticino, l’Adda, l’Oglio e il Mincio.

Tutti questi fiumi scendono dalle Alpi, così come l’Adige e il Piave. Anche dall’Appennino scendono numerosi fiumi, ma non molto lunghi e di solito poveri d’acqua.

Due soltanto sono importanti: l’Arno, che attraversa Firenze, e il Tevere, che attraversa Roma. Entrambi finiscono nel mar Tirreno.

Nell’Italia meridionale sono da segnalare il Volturno e il Garigliano.

Tra i fiumi che scendono dall’Appennino sono da segnalare anche il Liri e il Volturno.

Principali fiumi italiani

Po (652 km), Adige (410 km), Tevere (405 km), Adda (313 km), Oglio (280 km), Tanaro (276 km), Ticino (248 km), Arno (241 km), Piave (220 km), Reno (211 km), Volturno (175 km), Tagliamento (170 km), Ombrone (161 km), Dora Baltea (160 km), Brenta (160 km), Liri – Garigliano (158 km), Tirso (150 km), Basento (149 km), Aterno – Pescara (145 km), Imera – Salso (144 km), Isonzo (136 km), Ofanto (134 km), Flumendosa (127 km), Mannu – Coghinas (123 km), Bacchiglione (118 km), Bradano (116 km), Sangro (115 km), Simeto (113 km), Livenza (112 km), Metauro (111 km).

i fiumi italiani

Caratteristiche dei fiumi italiani

Che differenza c’è tra i fiumi alpini, quelli appenninici e quelli calabresi e insulari?

Quelli che scendono dalle Alpi provengono quasi tutti dai ghiacciai e dai nevai; sono perciò in piena nei sei mesi di primavera e estate; ma non sono piene rovinose, perchè alcuni, prima di giungere al piano, attraversano estesi laghi in cui smorzano il loro impeto e chiarificano le loro acque torbide.

Invece quelli che scendono dall’Appennino, alimentati quasi esclusivamente dalle piogge, sono in generale poveri di acque ed irregolari, passando dalle piene improvvise, talora rovinose della primavera e dell’autunno, alle magre eccessive d’estate.

Quelli, poi, calabresi e delle isole, hanno piene solo invernali, perchè è d’inverno che qui piove, salvo rimanere completamente asciutti d’estate, quando la vegetazione più ne avrebbe bisogno. Questi fiumi sono chiamati fiumare.

Fiumi tributari dell’Adriatico

I fiumi alpini che sfociano nell’Adriatico in territorio italiano sono i fiumi veneti e il Po, che raccoglie le acque degli affluenti di sinistra, provenienti dalle Alpi, e di quelli di destra provenienti dagli Appennini. Tutti questi fiumi costituiscono, presi insieme, il sistema idrografico padano-veneto, che è il maggiore d’Italia. Dagli Appennini scendono all’Adriatico tutti i fiumi del versante esterno della catena, dalla Romagna alla Puglia.

Dei fiumi veneti il più importante è l’Adige, il secondo fiume italiano per lunghezza (km 410) e il terzo per ampiezza di bacino.

L’Adige, che ha le sue sorgenti sotto il Passo di Resia, forma la Val Venosta e la Val Lagarina, ricevendo l’Isarco e l’Avisio da sinistra, il Noce da destra, finchè, sbicato in pianura, bagna Verona e si dirige verso l’Adriatico.

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Il litro esercizi ed equivalenze per la classe quarta

Il litro esercizi ed equivalenze per la classe quarta della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

Il litro esercizi ed equivalenze per la classe quarta

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Il litro esercizi ed equivalenze per la classe quarta

Occorrono 10 litri per fare un decalitro. Quanti litri occorrono per fare mezzo decalitro? __________________ E 3 decalitri? ________________ E 5 decalitri e mezzo? ________________

Quanti litri mancano a l 85 per fare un ettolitro?________________________

In una cisterna ci sono l835 di benzina. Quanti ettolitri e quanti litri sono?    _____________________________________

Quanti litri mancano in una botte che conteneva 10 ettolitri di vino, se ne abbiamo spillati 50 decalitri?__________________

Contiene di più un serbatoio di 20 ettolitri o una cisterna di 2000 litri?__________________________________________

Due vasche contengono rispettivamente hl 2,35 e dal 24 di acqua. Quale delle due vasche contiene più acqua?_____________

Un secchio contiene dal 1,2 di acqua. Quanti litri? ____________ Quanti decilitri? ____________

Una damigiana contiene l 58 di vino. Quanti decalitri? ____________ Quanti decilitri? ____________

Una tazza contiene l 0,3 di latte. Quanti decilitri? ____________ Quanti centilitri? ____________

Leggi specificando il valore di ogni cifra:

dal 3,1 = __________________________________________________________

hl 2,6 = __________________________________________________________

l 275 = __________________________________________________________

hl 0,42 = __________________________________________________________

dal 29 = __________________________________________________________

l  650 = __________________________________________________________

hl 0,5 = __________________________________________________________

Quanti decilitri devo aggiungere a decilitri 15 per fare 2 litri? _________

Quanti centilitri devo aggiungere a centilitri 380 per fare 4 litri? _________

Un barista ha servito ai suoi clienti, in un giorno, 45 bicchieri da 1 decilitro di vino. Quanti litri di vino in tutto? _________

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I laghi italiani materiale didattico

I laghi italiani materiale didattico vario per la scuola primaria: dettati, letture, materiale per ricerche, mappe e cartine. In fondo alla pagina trovi altri articoli sull’argomento: i laghi in generale, leggende sui laghi italiani, ecc…

I laghi alpini

Frequentissimi in tutta la cerchia alpina, sembrano gemme strappate al nostro bel cielo per ricreare lo spirito di chi sa raggiungerli. Se ne scoprono a tutte le altitudini, anche sopra i 3000 metri, come è il caso del bellissimo Lago Azzurro di Cima Tessa, nelle Alpi Venoste (m 3045).

Ognuno ha un nome spesso suggerito dal colore delle acque (Lago Verde nel gruppo del Monte Rosa; Lago Blu in cui si specchia il Cervino, ecc…) o dalla località in cui si trova (Laghetti di Resia presso il passo omonimo; Lago di Carezza nelle Dolomiti, ecc…); ognuno ha una sua particolare bellezza che non si dimentica.

Sono quasi sempre dovuti all’opera di escavazione dei ghiacciai ed hanno generalmente dimensioni modestissime. L’uomo però ha imparato ad ampliarli, ad arricchirli di acque con dighe e sbarramenti, allo scopo di trasformarli in preziosi serbatoi per le centrali idroelettriche.

Altri laghi, prodotti dalla glaciazione quaternaria, sono quelli racchiusi entro anfiteatri morenici: nell’anfiteatro di Rivoli Torinese i due laghi di Avigliana (Grande e Piccolo); nell’anfiteatro di Ivrea il lago di Candia e il lago di Viverone; tra le morene frontali del Varesotto e della Brianza, i laghi di Monate e di Comabbio; il lago di Varese di Biandronno;  il lago di Montorfano; i laghi di Alserio, di Pusiano, di Segrino, di Annone. Nel Friuli, intermorenico è il lago di San Daniele.

I laghi prealpini

Passando in rassegna i nostri laghi prealpini cominciando da occidente, troviamo il lago d’Orta, tutto in territorio piemontese (lunghezza sulla mediana km 13,4; perimetro km 33,5; area kmq 18; altezza allo specchio m 290 s.m.; profondità massima m 143; media m 71); è un lago a deflusso invertito cioè con lo scarico delle acque non verso sud, ma verso nord.

Con la sponda occidentale in Piemonte e quella orientale in Lombardia e l’estremità a nord nel Canton Ticino è il Lago Maggiore o Verbano, il secondo d’Italia per vastità (lunghezza sulla mediana km 13,4; perimetro km 33,5; area kmq 18; altezza allo specchio m 290 s.m.; profondità massima m 143; media m 71);(lunghezza km 65; larghezza da km 2 a km 4,5 secondi i luoghi; perimetro km 166; area kmq 216; profondità massima m 372). Suo immissario, con  altri corsi minori, è il Ticino, che ne esce unico emissario a Sesto Calende. Ha un golfo importante, il Golfo Borromeo o di Pallanza. Di fronte alla riva tra Baveno e Stresa sorgono le Isole Borromee. Alle alluvioni del fiume Toce è dovuto il distacco, dal bacino maggiore, dell’attuale Lago di Mergozzo.  Il Verbano ha un bacino l’impluvio vastissimo: il livello del lago è quindi assai variabile. Molto pescoso, ha importanti centri turistici: Stresa, Baveno, Verbania, Cannero, Luino, Laveno.

Tributario del lago Maggiore per messo del fiume Tresa è il Lago di Lugano o Ceresio, in buona parte in territorio svizzero (lunghezza massima km 12; area 49 kmq; larghezza massima 3 km; profondità massima 388 m).

Fra monti elevati si stende coi suoi rami il suggestivo Lago di Como o Lario. Da nord, dove l’Adda sbocca dalla Valtellina, si spinge fino al promontorio di Bellagio col nome di Lago o Ramo di Colico; poi si biforca nei due rami di Como e di Lecco (lunghezza fra Como e Gera 50 km; lunghezza del ramo di Lecco 19 km; area 146 kmq; larghezza minima 650 m; larghezza massima 4,4 km). Due i principiali tributari: l’Adda e la Mera; unico emissario l’Adda che, lasciato il ramo di Lecco, si allarga poi a formare i due laghi di Garlate e di Olginate.

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IL METRO esercizi ed equivalenze per la classe quarta

IL METRO esercizi ed equivalenze per la classe quarta della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

IL METRO esercizi ed equivalenze per la classe quarta

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IL METRO esercizi ed equivalenze per la classe quarta

Quali misure useresti per indicare la distanza su strada tra la località dove abiti e gli altri centri della provincia? ____________

Se tu volessi misurare la tua statura, la lunghezza del tuo banco, le dimensioni di un campo o di un cortile, quali misure useresti? _______________________________

Nomina  delle cose che si misurano con il decametro _________________________________________________________

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Nomina delle cose che si misurano a ettometri _____________________________________________________________

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Nomina delle cose che si misurano a chilometri _____________________________________________________________

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Calcola a occhio e poi controlla con il metro la lunghezza della tua aula __________________________________________

Calcola a occhio e poi controlla con il metro la lunghezza della tua cartella ______________________________________

Calcola a occhio e poi controlla con il metro la lunghezza della cattedra _____________________________________

Calcola a occhio e poi controlla con il metro la larghezza della lavagna____________________________________________

Calcola a occhio e poi controlla con il metro la larghezza della porta______________________________________

Calcola a occhio e poi controlla con il metro la larghezza della finestra_____________________________________

Calcola a occhio e poi controlla con il metro la larghezza del tuo banco__________________________________________

A quanti metri equivalgono 2 dam e mezzo?________________________________

A quanti metri equivalgono 3 dam e mezzo?_______________________________

A quanti metri equivalgono 5 dam e mezzo?_______________________________

Quanti metri misura il perimetro della tua aula?______________________________

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PROBLEMI VARI PER LA QUARTA CLASSE

PROBLEMI VARI PER LA QUARTA CLASSE della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

PROBLEMI VARI PER LA QUARTA CLASSE

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PROBLEMI VARI PER LA QUARTA CLASSE

Calcolo scritto rapido

La differenza tra due numeri è 2.357; il minore è 4.675; qual è il maggiore?

La differenza tra due numeri è 6.789; il maggiore è 12.657: qual è il minore?

A quante ore corrispondono 1.440 minuti primi?

Trovare il vino contenuto in una botte con il quale vennero riempite 16 damigiane da 50 litri ciascuna e 8 damigiane da 25 litri ciascuna.

A quanti giorni corrispondono 168 ore?

In una divisione il divisore è 28; il quoziente è 127, il resto è 15. Trovare il dividendo.

In una divisione il divisore è 49, il quoziente è 53, il resto è 14. Trovare il dividendo.

Quante bustine da 10 figurine si potranno preparare con 2 migliaia di figurine?

Che numero ottengo se levo 2 centinaia da 1 migliaio? E 6 centinaia da 4 migliaia? E 5 decine da 1 migliaio?

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OPERAZIONI VARIE PER la classe quarta

OPERAZIONI VARIE PER la classe quarta  della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf: addizioni in colonna, sottrazioni in colonna, moltiplicazioni e divisioni, composizioni e scomposizioni, equivalenze, ecc…

OPERAZIONI VARIE PER LA classe quarta

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OPERAZIONI VARIE PER LA classe quarta

Addizioni

246 + 323 = (569)

618 + 211 = (829)

465 + 521 = (986)

754 + 232 = (986)

718 + 324 = (1.042)

842 + 469 = (1.311)

567 + 733 = (1.300)

934 + 168 = (1.102)

678 + 400 = (1.078)

973 + 500 = (1.473)

850 + 300 = (1.150)

550 + 750 = (1.300)

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ESERCIZI CON LE FRAZIONI per la quarta classe

ESERCIZI CON LE FRAZIONI per la quarta classe della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

ESERCIZI CON LE FRAZIONI per la quarta classe

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ESERCIZI CON LE FRAZIONI per la classe quarta

ScreenHunter_1

 Un piatto cade e va in frantumi. I cocci rappresentano delle frazioni? No, perché il piatto non è stato diviso in parti ________________________.

La mamma ha diviso una torta in 5 parti uguali. Luisa ha avuto una parte, cioè ________________ di tutta la torta.

Scrivi sotto forma di frazione:

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ESERCIZI COI NUMERI ROMANI per la quarta classe

ESERCIZI COI NUMERI ROMANI per la quarta classe della scuola primaria, stampabili e scaricabili gratuitamente in formato pdf.

I Romani, per scrivere i numeri, usavano segni diversi dalle cifre arabe. Questi segni erano lettere dell’alfabeto:

I = 1

V = 5

X = 10

L = 50

C = 100

D = 500

M = 1000

Per scrivere i numeri, i Romani osservavano tre regole fisse:

1. Non scrivevano più di tre volte lo stesso segno. Ad esempio:

3 = III;

30 = XXX;

300 = CCC.

2. Quando una cifra di valore minore era scritta alla sinistra di una cifra di valore maggiore, doveva essere sottratta da questa. Ad esempio:

IV = (V – I) = (5 – 1) = 4

IX = (X – I) = (10 – 1) = 9

XL = (L – X) = (50 – 10) = 40

CD = (D – C) = (500 – 100) = 400

3. Quando una cifra di valore minore era scritta alla destra di una cifra di valore maggiore, doveva essere aggiunta a questa. Ad esempio:

VI = (V + I) = (5 + 1) = 6

LX = (L + X) = (50 + 10) = 60

DC = (D + C) = (500 + 100) = 600

MD = (M + D) = (1000 + 500) = 1500

esercizi coi numeri romani per la classe quarta

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ESERCIZI COI NUMERI ROMANI per la quarta classe

Leggi e quindi trascrivi in cifre arabe i seguenti numeri romani:

II = __________________

IV = __________________

VI = __________________

VII = __________________

IX = __________________

XXI = __________________

XXVI = __________________

XXII = __________________

LVI = __________________

LXII = __________________

CLVII = __________________

CXXIV = __________________

DCI = __________________

MC = __________________

CLIX = __________________

MCCL = __________________

MIX = __________________

MDLV = __________________

MXXII = __________________

MCCVI = __________________

Trascrivi usando come ordinale il corrispondente numero romano:

terza classe _______________________________

quinto corso_______________________________

seconda sezione_______________________________

quarto volume_______________________________

Pio nono_______________________________

libro primo_______________________________

sesto comandamento_______________________________

decima trasmissione_______________________________

settimo circuito_______________________________

Leggi e quindi trascrivi in cifre arabe i seguenti numeri romani:

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MISURE DI SUPERFICIE esercizi per la classe quarta

MISURE DI SUPERFICIE esercizi per la classe quarta – composizioni e scomposizioni, esercizi vari e problemi per la classe quarta della scuola primaria scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

Le misure di superficie

E’ in vendita un terreno. Occorre sapere quanta superficie di terra è contenuta nel suo perimetro. Il terreno deve essere misurato; si deve conoscere la misura della sua superficie: l’area del terreno.

L’area di un poligono non può essere misurata con il metro. Infatti, per calcolare l’area, si deve misurare l’estensione della superficie contenuta nel perimetro. Tale superficie non è estesa soltanto in lunghezza, ma ha due dimensioni: la lunghezza e la larghezza.

Per calcolare l’area di un poligono occorre una misura che sia appunto estesa in lunghezza e in larghezza.

La misura adatta alle superfici è un quadrato che ha il lato lungo un metro: il metro quadrato. Si è scelta la figura del quadrato, perché esso è un poligono regolare di facile misurazione. Il lato di questo quadrato è lungo un metro, perché il metro è misura conosciuta e di facile uso.

Il metro quadrato è l’unità principale delle misure di superficie e si scrive m².

Per misurare le superfici più piccole del metro quadrato si usano i sottomultipli del m². Invece per misurare le superfici del m² si usano i multipli del m².

I multipli del m² sono:

decametro quadrato, che di scrive dam² e vale 100 m²

ettometro quadrato, che si scrive hm² e vale 10.000 m²

chilometro quadrato, che si scrive km² e vale 1.000.000 m²

I sottomultipli del m² sono:

decimetro quadrato, che si scrive dm² e vale 0,01 m²

centimetro quadrato, che si scrive cm² e vale 0,0001 m²

millimetro quadrato, che si scrive mm² e vale 0,000001 m².

Ogni unità di misura di superficie vale 100 volte quella immediatamente più piccola; perciò si ha:

m² 1 = dm² 100

m² 1 = cm² 10.000

m² 1 = mm² 1.000.000

dam² 1 = m² 100

hm² 1 = m² 10.000

km² 1 = m² 1.000.000

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DIVISIONI CON DUE CIFRE AL DIVISORE per la quarta classe

DIVISIONI CON DUE CIFRE AL DIVISORE per la quarta classe della scuola primaria, stampabili e scaricabili gratuitamente in formato pdf.

divisioni con due cifre al divisore

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DIVISIONI CON DUE CIFRE AL DIVISORE per la quarta classe

22 : 11 = (2 resto 0)

90 : 18 = (5 resto 0)

64 : 32 = (2 resto 0)

81 : 27 = (3 resto 0)

48 : 12 = (4 resto 0)

96 : 32 = (3 resto 0)

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Problemi su peso lordo peso netto e tara per la classe quarta

Problemi su peso lordo peso netto e tara per la classe quarta della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

Problemi su peso lordo peso netto e tara per la classe quarta

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Problemi su peso lordo peso netto e tara per la classe quarta

Il peso lordo di una cassa di saponette è di kg 25; la cassa vuota pesa kg 2,5. Quanto pesa il solo sapone? Se ognuna di quelle saponette pesa g 75, quante sono le saponette contenute nella cassa? (kg 22,5; saponette 300)

Un sacco di farina pesa kg 75 e vuoto pesa g 1,250. Qual è il peso netto, in chili, della farina? (kg 73,750)

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MOLTIPLICAZIONI E DIVISIONI per 10 100 1000 per la quarta classe

MOLTIPLICAZIONI E DIVISIONI per 10 100 1000 per la quarta classe della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

MOLTIPLICAZIONI E DIVISIONI per 10 100 1000 per la quarta classe

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MOLTIPLICAZIONI E DIVISIONI per 10 100 1000 per la quarta classe

Completa inserendo i numeri mancanti:

6,31 x ________ = 63,1

75 x ________ = 75.000

56,9 x _______ = 5.690

6,74 x _______ = 6.740

7.000 : ________ = 7

4.356 : _______ = 4,356

846 :________ = 0,816

97,5 : ________ = 9,75

182 : ________ = 1,82

Esegui:

6 : 10 = _________

16 : 10 = _________

165 : 10 = _________

1,05 : 10 = _________

10,04 : 10 = _________

103 : 10 = _________

20,36 : 10 = _________

41,2 : 10 = _________

0,07 : 10 = _________

1,31 : 10 = _________

1.004,2 : 100 = _______

9,194 : 10 = _________

Completa inserendo i numeri mancanti:

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Racconti per Halloween

Racconti per Halloween alcuni dolci e scherzosi, altri più paurosi, da scegliere a seconda dell’età e del temperamento dei bambini: la storia di Stingy Jack, barzellette su cimiteri, scheletri e altro, storie di streghe e streghette, rane e ranocchi, gatti neri, alcune fiabe classiche tra quelle raccolte dai fratelli Grimm e da Italo Calvino, e molto altro ancora.

La storia di Stingy Jack

Le zucche intagliate con facce macabre o buffe e illuminate da candele sono il simbolo principale dei giorni di Halloween. Queste zucche intagliate vengono chiamate “Jack O’Lantern”, nome che deriva da un racconto popolare irlandese che ha per protagonista Stingy Jack. La pratica di intagliare le zucche deriva proprio da questo racconto, anche se in Irlanda le zucche non venivano coltivate. Le antiche culture celtiche in Irlanda intagliavano infatti non zucche, ma rape, la vigilia di All Hallow, e ponevano un tizzone al loro interno per allontanare gli spiriti maligni. Gli immigrati irlandesi portarono la tradizione in America, e presto divenne parte integrante dei festeggiamenti di Halloween.

Tanto tanto tempo fa viveva in Irlanda un uomo: il suo nome era Stingy Jack. Stingy Jack non era solo un imbroglione, ma anche un bugiardo e un ladro, e aveva la cattiva abitudine di bere troppo.

Una notte  Stingy Jack si trovava svenuto per il troppo bere in aperta campagna, e mentre la sua anima fluttuava libera, il Diavolo venne a reclamarla. Stingy Jack, che si considerava più furbo anche del Diavolo, non si spaventò per nulla, e divertito gli disse:  “Ti darò la mia anima, ma perchè prima non ci concediamo un ultimo bicchierino insieme?”

Ora, siccome anche al diavolo piace farsi un bicchierino ogni tanto, non se la sentì proprio di rifiutare l’ultimo desiderio della sua vittima.  Andarono al pub preferito di Jack e bevvero insieme, ma Jack alla fine non aveva i soldi per pagare, e disse al Diavolo: “Perché non ti trasformi in una moneta, visto che sei il Diavolo, così possiamo pagare e finalmente il barista ci permetterà di uscire dal pub… Pensa che divertimento sarà poi vedere questo buon barista litigare col buon popolo cristiano di questa città quando vedrà la moneta sparire… “

L’idea di provocare dei buoni cristiani e farli litigare tra loro per niente, naturalmente al diavolo piacque molto, così si trasformò davvero in moneta. Appena l’ebbe fatto, però, Jack afferrò la moneta e immediatamente se la mise in tasca insieme al piccolo crocefisso che teneva sempre con sè.

Il Diavolo si trovò così intrappolato e impotente nella tasca di Jack, ed era davvero infuriato. Però Jack sapeva che non c’è modo di sfuggire al diavolo, e che il suo vantaggio non sarebbe durato a lungo, così gli propose un affare: “Ti libererò se tu accetti di non tornare a prendere la mia anima prima di dieci anni”. Il Diavolo, non avendo altra scelta, naturalmente accettò.

Passarono i dieci anni, e il Diavolo si ripresentò a Jack per reclamare la sua anima, ma ancora lui si considerava il più furbo tra i due. “Va bene”, disse “ma prima di morire desidero tantissimo mangiare una di queste mele profumate. Saliresti sull’albero a cogliermene una?”

Ora, siccome anche al diavolo ogni tanto piace addentare una mela profumata appena colta dall’albero, non se la sentì proprio di rifiutare l’ultimo desiderio della sua vittima.

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Tracce per temi per la quarta classe

TRACCE PER TEMI PER LA QUARTA CLASSE

Tracce per temi per la quarta classe  – una raccolta di tracce per temi per la classe quarta della scuola primaria, scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

pdf qui:

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Questo è il contenuto

TRACCE PER TEMI PER LA QUARTA CLASSE

Temi con domande traccia

Un sogno. (Domande traccia. Quante volte ti è capitato di coricarti dopo una giornata intensa di giochi, o dopo aver assistito ad uno spettacolo, e di sognare? Pian piano la fantasia ti ha fatto vivere, come se fosse reale, un avvenimento che invece non lo era. Che cosa hai sognato? In quale luogo ti sembrava di essere? Eri con qualcuno? Chi? Che cos stavi facendo? Quali impressioni e sentimenti provavi? Chi o che cosa ha interrotto il tuo sogno? Ti piacerebbe se ciò che hai sognato divenisse realtà?)

Quali pensieri e sentimenti suscita in te la vista di un albero. (Domande traccia. In quali zone coltivate crescono gli alberi? Come si presenta una montagna alberata? Quali benefici offrono all’uomo gli alberi? Che cosa impediscono con il fitto intreccio delle radici? Che cosa ostacolano con i loro poderosi tronchi? Quali industrie alimentano? Quali pensieri provi nel riconoscere l’utilità, la ricchezza e la sicurezza che gli alberi ci procurano?)

Sosta lungo la via. (Domande traccia. Abiti in una località popolosa o sperduta e disabitata? Non ti sei mai fermato lungo la via ad osservare il movimento dei mezzi di trasporto? Che cosa hai visto passare? Biciclette? Motociclette? Automobili? Autocarri? Chi sono i conduttori delle prime? Operai che si recano o tornano dal lavoro, o ragazzi che vanno a scuola? C’è molto movimento di automobili? E di camion? Il traffico si svolge normale o ha dei momenti di più intenso passaggio? La gente che vi abita è disturbata dal frastuono prodotto dai motori? In quali momenti della giornata in modo particolare? Si sono verificati incidenti?Sai narrarne uno al quale tu abbia assistito?)

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Consigli per favorire la composizione scritta in quarta classe

Consigli per favorire la composizione scritta in quarta classe – idee, riflessioni e materiali.

“Le idee non vengono da sè allo spirito del bambini; bisogna aiutarlo a trovarle. E ancora meno prenderanno l’ordine e la forma che devono rivestire; bisogna insegnar loro a comporre”  O. Crèard

Col metodo globale, e quindi col metodo attivo che può considerarsi il metodo globale proiettato in tutte le classi, si può parlare di espressione fin da quando il bambino traccia il suo primo geroglifico sotto l’illustrazione della scheda che gli è posta tra le mani.

I bambini hanno un ricchissimo e incantevole mondo interiore che è patrimonio anche di quelli che, all’apparenza, sembrano meno dotati. Compito dell’insegnante sarà quello di rimuovere gli ostacoli che si frappongono fra questo mondo interiore e la sua possibilità di espressione e di favorirne la manifestazione nella forma migliore.

Comporre, parola comunemente usata nelle nostre scuole, significa mettere insieme qualcosa; ma per mettere insieme qualcosa, ci vuole qualcosa da mettere insieme. L’insegnante dovrà aiutare il bambino nella ricerca di questo qualcosa e a metterlo insieme. Dovrà insegnargli a comporre.

Ma come? Con tutto lo sbandieramento della spontaneità, adesso parliamo di insegnare a comporre? Noi pretendiamo, nelle nostre scuole, di insegnare la storia, la geografia, l’aritmetica; ma, per quel che riguarda l’espressione, pretendiamo che il bambino, come dicono a Napoli, nasca imparato.

Si può insegnare a nuotare in due modi: o gettando l’inesperto nell’acqua e lasciarlo annaspare e magari bere un po’ finchè  non riuscirà a stare a galla, oppure insegnandogli quei movimenti regolari che faranno di lui un nuotatore di stile. Col primo modo difficilmente lo diverrà.

Per quel che riguarda il comporre, noi ci regoliamo come nel primo caso: lasciamo che il bambino trovi faticosamente da sè il suo modo di esprimersi e che si arrangi come può. Ora, questo non è giusto e nemmeno onesto, e il risultato, nella maggior parte dei casi, lo vediamo in quei bambini che, come si dice, non riescono a comporre. E quando questo diventa un giudizio, quando il bambino si sarà messo in testa, per colpa nostra, di non essere capace a comporre, ecco che fra il mondo interiore di quel bambino e la sua espressione si sarà formato un muro che, col passare del tempo, diverrà sempre più massiccio e insuperabile. Bisogna evitare che questo muro sorga, bisogna evitare che nel bambino si formi il complesso di non avere idee e di non saperle esprimere.

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GLI APPENNINI materiale didattico vario

GLI APPENNINI materiale didattico vario per la scuola primaria.

Gli Appennini

Chi risale la strada che da Savona (Liguria) inerpicandosi conduce in Piemonte, giunto alla sommità dell’erta, nel momento in cui inizia la discesa, può scorgere alla sua destra la prima falda dell’Appennino.

Questo sistema montuoso, colonna vertebrale della penisola italiana, appare saldamente radicato al continente: si aggancia infatti al primo pendio alpino  che lo fronteggia al passo di Cadibona, e in Piemonte distende lunghe propaggini collinari verso la nascente pianura padana.

L’Appennino, esteso dalla Liguria alla Sicilia, supera di circa 200 chilometri la lunghezza del sistema alpino e, in alcuni tratti, ne uguaglia lo spessore.  Sistema notevole, quindi, ma non paragonabile di certo a quello alpino per imponenza di forme (il profilo tondeggiante prevale su quello aguzzo), per compattezza di roccia (alle salde pareti alpine contrasta lo sfasciume delle dorsali appenniniche), per altezza di vette (poche superano i 2000 metri), per ricchezza di ghiacci e di nevi (nessun ghiacciaio scintilla nelle alte conche; pochi nevai ricoprono i dossi).

Nel suo insieme, il sistema appenninico non ripete la disposizione ad arco delle catene alpine; esso è costituito da tre segmenti rettilinei successivi, i quali, se non spezzano la continuità del sistema, ne mutano tuttavia la direzione; ad un primo segmento da nord-ovest a sud-est segue un secondo segmento appoggiato alla costa adriatica, quasi in direzione nord-sud, e a questo un terzo segmento riportato al centro della penisola.

L’Appennino non procede, solo e massiccio, attraverso tutta la penisola; a tratti, lo fiancheggiano altri rilievi: nasce l’immagine di una schiera lunga e compatta che, ad un certo momento, cammini fra due ali di folla allineata ora a sinistra ora a destra. Sono rilievi ordinati in brevi catene, in massicci di estensione limitata, in ampi altipiani; si innalzano di fronte alle catene appenniniche, ora vicini ora discosti, sul lato del Tirreno e su quello dell’Adriatico, in Toscana, nel Lazio, nella Campania, nella Puglia, in quei luoghi, cioè, dove l’Appennino sembra ritrarsi in se stesso per lasciare spazio alle pianure, alle colline, ai rilievi di cui s’è fatto cenno, indicati da alcuni geografi con la denominazione comune di antiappennino.

L’Appennino è formato da rocce tenere, incapaci di resistere validamene all’azione delle acque; sono ora ammassi di rocce impermeabili sulle quali le piogge scorrono rapidamente, dilavando, limando, scavando solchi sempre più profondi (calanchi), determinando cedimenti e frane; ora sono formazioni di rocce permeabili che bevono come spugne le acque, le assorbono in profondità, lasciando arida la montagna e scaricandole in potenti risorgive ai piedi dell’Appennino.

In questo ambiente è facile immaginare come la vegetazione di media ed alta quota incontri gravi ostacoli allo sviluppo ed alla diffusione; l’uomo, da parte sua, ha contribuito in vaste plaghe a peggiorare la situazione con un diboscamento eccessivo, disordinato. I fianchi di intere montagne, ormai tutto  uno sfasciume, rendono pressocchè impossibile l’opera di rimboschimento; del resto complessa è tale opera anche nelle zone appenniniche più aride. Dove la vegetazione riesce ad imporsi crescono il castagno, il faggio e l’abete (nell’Appennino Centrale e Meridionale verdeggiano fino oltre i 2000 metri); l’olivo mette radici nelle fasce appenniniche della Liguria e della Calabria. Gli stessi pascoli, per l’aridità del suolo, sono meno estesi e meno ricchi; più che alle mandrie dei bovini offrono cibo alle greggi che, numerose, migrano nella buona stagione verso di essi, ritornando a valle alle prime avvisaglie del freddo.

Suddivisione degli Appennini

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Materiale didattico sul 25 aprile

Materiale didattico sul 25 aprile – letture, racconti, poesie e filastrocche sul tema, di autori vari, per bambini della scuola primaria.

L’Italia

L’Italia porta in fronte un diadema di montagne ove le nevi eterne risplendono come gemme. I suoi occhi sono azzurri come il suo cielo, come i suoi laghi. Il suo sorriso somiglia a quello della primavera. La sua veste è il verde lucente dei prati, quello più pallido degli uliveti, quello più cupo dei boschi: ha l’oro del frumento maturo. I rubini e i topazi dei grappoli rigonfi; il rame ardente degli aranceti carichi di frutti. (G. Fanciulli)

Io amo l’Italia

Io amo l’Italia, il mio Paese, per il suo cielo, per il suo mare, per la sua flora multicolore, per la sua spina e la sua corona di montagne gigantesche, per i suoi fiumi che hanno sulle rive un’ombra di querce e di salici piangenti, per i suoi laghi turchini come il cielo e immobili come specchi della bellezza eterna, per i suoi ghiacciai che il sole tinge di rosa, per le sue penisole che si lavano nel mare, per i suoi boschi che odorano di timo, per i suoi prati che odorano di giacinto e di viole.

Io amo il mio Paese, le memorie del mio Paese, la terra del mio Paese. (M. Mariani)

Italia, terra benedetta

Essa fu per più di seicento anni signora di tutto il mondo civile, essa ha dato la civiltà e le leggi a tutti i popoli che vivono oggi sulla terra. Terra benedetta davvero: e per questo è così bella!

Grandi montagne bianche e splendenti di ghiacciai eterni, boschi d’oro, colli verdi e ricchi, molli spiagge lungo il grande mare; e il più leggero dei cieli, ed un clima senza rigori, e campi che danno i più saporiti frutti del mondo.

Sui colli e lungo i fiumi e sulla riva del mare sorgono le meravigliose città: più di cento sono le nobilissime città d’Italia e gli stranieri vengono da ogni parte del mondo a visitarle. (P. Monelli)

L’ultima lettera di Nazario Sauro

Cara Nina,

non posso che chiederti perdono per averti lasciato con i nostri cinque figli ancora col latte sulle labbra. So quanto dovrai lottare e patire per portarli e conservarli sulla buona strada che li farà procedere su quella del loro padre; ma non mi resta a dir loro altro che io muoio contento di aver fatto soltanto il mio dovere di  italiano. Siate felici, chè la mia felicità è soltanto questa: che gli italiano hanno saputo e voluto fare il loro dovere. Cara consorte, insegna ai nostri figli che il padre loro fu prima italiano, poi padre e poi cittadino,

tuo Nazario.

Perchè amo l’Italia

Io amo l’Italia perchè mia madre è italiana, perchè il sangue che mi scorre nelle vene è italiano, perchè è italiana la terra dove sono sepolti i morti che mia madre piange e che mio padre venera, perchè la città dove sono nato, la lingua che parlo, i libri che mi educano, perchè mio fratello, mia sorella, i miei compagni e il grande popolo in mezzo a cui vivo, e la bella natura che mi circonda, e tutto ciò che vedo, che amo, che studio, che ammiro, è italiano. (E. De Amicis)

Italia

Amo i tuoi mari splendidi e le tue Alpi sublimi, amo i tuoi monumenti solenni e le tue memorie immortali, amo la tua gloria e la tua bellezza; t’amo e ti venero come quella parte diletta di te dove per la prima volta vidi il sole ed intesi il tuo nome. T’amo, patria sacra, e ti giuro che amerò tutti i figli tuoi come fratelli; che onorerò sempre in cuor mio i grandi vivi e i tuoi grandi morti. (E. De Amicis)

Il concetto di Patria

Il concetto di Patria che vogliamo non si deve identificare con un racconto di guerra. La guerra è sempre nefasta, sia che si vinca,  sia che si perda, perchè vuol dire sacrificio di preziose vite umane, distruzione di beni, profondi sconvolgimenti politici. Auguriamoci quindi che di guerra non si parli più anche se questo resterà, purtroppo, un pio desiderio.

Oggi si tende a un’Europa unita dove il nazionalismo non abbia diritto di cittadinanza, e infatti non di nazionalismo parleremo, ma di amor di Patria. Non dovremo dimenticare l’orgoglio di sentirci Italiani, il desiderio di dare di noi un quadro dignitoso per conquistarci la stima e la considerazione degli altri popoli. Non dovremo, per un falso senso di internazionalità, rinunciare ai valori della nostra stirpe, che in campo artistico, letterario, politico, i nostri grandi ci hanno lasciato, non dovremo rinunciare al nostro prestigio nazionale.

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Il grande cubo del trinomio Montessori

grande-cubo-del-trinomio-Montessori

Il grande cubo del trinomio Montessori  è un cubo costituito da 27 singole parti, della grandezza complessiva di cm 31x31x31.

Il cubo originale Montessori ha una grandezza di 9x9x9. Di seguito le misure e l’elenco dei colori da utilizzare per costruirlo in proprio.

grande-cubo-del-trinomio

photo credit: http://mariovalle.name/ABCD/index.html

photo credit: http://jaisaeducativos.net/matematicas/704-cubo-del-trinomio.html

Per costruirlo servono tavolette di compensato di 1cm di spessore con le seguenti misure:

4   tavolette cm 9×8

14 tavolette cm 10×10

4   tavolette cm 14×13

14 tavolette cm 15×15

4   tavolette cm 24×23

14  tavolette cm 25×25

12  tavolette cm 13×24

12 tavolette cm 8×24

24 tavolette cm 14×23

12 tavolette cm 8×14

24 tavolette cm 9×23

12 tavolette cm 9×13

12 tavolette cm 10×15

Con queste tavolette si costruiscono le 27 parti del cubo del trinomio come segue:

1 CUBO GIALLO: 4 tavolette 9×8 e 2 tavolette 10×10

1 CUBO BLU: 4 tavolette 14×13 e due tavolette 15×15

1 CUBO ROSSO: 4 tavolette 24×23 e 2 tavolette 25×25

3 PARALLELEPIPEDI (FACCE LUNGHE ROSSE, FACCE CORTE BLU): 6 tavolette 25×25 e 12 tavolette 13×24

3 PARALLELEPIPEDI (FACCE LUNGHE ROSSE, FACCE CORTE GIALLE): 6 tavolette 25×25 e 12 tavolette 8×24

3 PARALLELEPIPEDI (FACCE LUNGHE ROSSE, FACCE CORTE BLU): 6 tavolette 15×15 e 12 tavolette 14×23

3 PARALLELEPIPEDI (FACCE LUNGHE BLU, FACCE CORTE GIALLE): 6 tavolette 15×15 e 12 tavolette 8×14

3 PARALLELEPIPEDI (FACCE LUNGHE ROSSE, FACCE CORTE GIALLE): 6 tavolette 10×10 e 12 tavolette 9×23

3 PARALLELEPIPEDI (FACCE LUNGHE GIALLE, FACCE CORTE BLU): 6 tavolette 10×10 e 12 tavolette 9×13

6 PARALLELEPIPEDI (in cui i lati corti corrispondenti ai lati del cubo piccolo e di quello medio, verranno verniciati in giallo e in blu, sul coperchio e sul fondo, e i lati lunghi, corrispondenti ai lati del cubo grande, in rosso): 12 tavolette 10×15, 12 tavolette 14×23 e dodici tavolette 9×23.

Cubi:

4x4x4

3x3x3

2x2x2

Parallelepipedi:

(3) 4x4x3

(3) 4x3x3

(6) 4x3x2

(3) 3x3x2

(3) 4x2x2

(3) 3x2x2

tutte le facce 4×4 sono rosse

tutte le facce 3×3 sono blu

tutte le facce 2×2 sono rosse

tutte le facce non quadrate sono nere.

Questo materiale offre ai bambini un’ ampia gamma di sperimentazioni possibili: si può costruire un’alta torre grazie al particolare rapporto di grandezza tra loro; le singole parti possono essere ordinate secondo grandezza e colore, su di una base, e formare alla fine un cubo; alle varie parti possono venir associati cartoncini fino ad arrivare a sperimentare la formula del trinomio (a+b+c) x (a+b+c) x (a+b+c); le singole parti possono formare una strada o un cerchio su cui i bambini possono camminare, tenendosi in equilibrio.

Noi adulti abbiamo molte idee astratte su ciò che il bambino può o non può imparare e questo avviene anche con il grande cubo del trinomio.

E’ essenziale piuttosto prenderci sufficiente tempo per osservarli giocare e imparare da loro, invece di pretendere sempre che raggiungano i nostri obiettivi e soddisfino le nostre aspettative.

Continua a leggere Il grande cubo del trinomio Montessori

Poesie e filastrocche ESTATE

Poesie e filastrocche ESTATE – una raccolta di poesie e filastrocche, di autori vari, per bambini della scuola d’infanzia e primaria.

Primavera è passata

Caldo briccone! Senza ragnatele
è il cielo; puro, limpido, celeste,
come un immenso mare senza vele,
una canzone senza note meste.
Viene l’estate quasi inaspettata!
Fa già calduccio a maggio, e tra i frutteti
ridono le ciliegie, e sul sagrato
gorgheggia l’usignol cento segreti. (L. Nason)

Estate

I merli, i capineri, gli usignoli
empion l’aria di gridi, e canti, e voli.
Che piacere a sentirli ed a vederli,
i capineri, gli usignoli, i merli!
Maggiolini, libellule, api d’oro
ondeggiano, più lievi, in mezzo a loro.
Uccelli grandi, insetti piccolini:
libellule, api d’oro, maggiolini.
Ma una bambina canta in mezzo ai pini,
e l’ascoltano l’api e i maggiolini.
Si ferman tra le foglie sciami e stuoli,
e taccion anche i merli e gli usignoli. (M. Dandolo)

Continua a leggere Poesie e filastrocche ESTATE

I CEREALI materiale didattico

I CEREALI materiale didattico vario, letture, dettati ortografici ecc…, di autori vari,  per la scuola primaria. I cereali

I cereali sono per lo più graminacee che servono all’alimentazione dell’uomo e degli animali domestici, soprattutto se ridotti in farina. Ad essi appartengono il grano, l’avena, la segale, l’orzo, il riso, il granoturco, il miglio, il sorgo, ecc…

Le graminacee fonte di alimenti

L’amido di frumento viene utilizzato per la confezione del pane e per la fabbricazione della pasta. Per il pane, la farina di frumento, setacciata in modo da allontanare ogni residuo dei tegumenti che formano la crusca, viene impastata con acqua tiepida e lievito in opportune proporzioni; lasciata riposare per qualche ora, in modo che il lievito la faccia gonfiare, viene divisa in pezzi, modellati in vario modo, e cotta in un forno caldissimo. Il pane può essere confezionato anche lasciandovi i pezzi dei tegumenti della cariosside; in tal caso viene detto integrale.

La pasta viene ottenuta mescolando farina e acqua senza aggiungere lievito. Quando si confeziona in casa, viene schiacciata col mattarello in modo da formare uno strato sottile, che poi è tagliato secondo il bisogno in pezzetti (lasagne), rettangolini o strisce (tagliatelle o fettuccine), e così via. Nella produzione industriale l’impasto, preparato nei pastifici, viene passato in speciali macchine, che lo comprimono tra rulli e lo tagliano a nastro oppure lo passano attraverso trafile, che lo riproducono in lungi pezzi cilindrici di varia lunghezza, omogenei o cavi, secondo che si vogliano ottenere, per esempio, i vermicelli, gli spaghetti o i maccheroni. La pasta può anche essere tagliata in piccoli pezzetti e stampata ottenendo le conchiglie, le farfalle, ecc…

Nella confezione della pasta si può aggiungere anche del tuorlo d’uovo (pasta all’uovo) o del glutine (pasta glutinata).

Non tutte le varietà di frumento sono egualmente adatte alla fabbricazione della pasta alimentare. Possono essere bene utilizzati a questo scopo solamente i cosiddetti grani duri, coltivati nelle regioni a clima caldo, arido. I grani teneri sono invece preferiti per la confezione del pane.

Oltre al frumento, l’uomo utilizza anche altre graminacee. Ne ricordiamo qualcuna tra le principali.

Il mais o granoturco non è originario della Turchia, ma del Messico. Viene denominato turco perchè dopo la scoperta dell’America rimase per molto tempo l’uso di chiamare turco ogni prodotto proveniente da oltremare, in quanto fino ad allora i fiorenti commerci con l’Oriente passavano generalmente attraverso la Turchia, seguendo numerose vie carovaniere. Il mais, molto coltivato nella zona che va da Bergamo al Veneto, compreso il Trentino, è utilizzato per preparare la polenta; la cariosside dà anche olio, e il fusto cellulosa.

Il riso, coltivato soprattutto in Piemonte e in Lombardia, è una pianta acquatica originaria della Cina, Indocina, India e Giappone, dove viene coltivato fin dall’antichità. Si può dire che il riso alimenta la metà della popolazione umana. Le cariossidi del riso vengono asciugate e poi brillate; sono cioè liberate, con speciali procedimenti, dai tegumenti e vengono lucidate prima di essere messe in commercio.

La segale si coltiva nelle regioni settentrionali e ad una certa altitudine. Serve per preparare un pane profumato, di colore più scuro di quello del frumento.

L’orzo viene utilizzato soprattutto per preparare la birra, ottenuta macinando con acqua le cariossidi germinate e lasciandole poi fermentare.

L’avena trova applicazione sia come foraggio per i cavalli, sia nell’alimentazione umana; a questo scopo la cariosside viene pressata, senza essere macinata completamente, e messa in commercio col nome di “fiocchi di avena”, molto nutrienti e molto in uso per l’alimentazione dei bambini e degli ammalati. (M. La Greca e R. Tomaselli)

Le semine

La semina consiste nell’affidare al terreno i semi delle piante, dopo l’opportuna preparazione. Le operazioni di semina si compiono all’incirca negli stessi periodi dell’anno secondo un calendario agricolo determinato dall’esperienza e dalla tradizione, oppure, come più spesso si fa oggi, secondo criteri scientifici che tengono conto dell’epoca più opportuna per il raccolto in correlazione con le vicende meteorologiche stagionali.

Nel nostro paese la semina dei cereali (grano, avena, segale, orzo) viene fatta normalmente in autunno; quella delle leguminose, in primavera nell’Italia settentrionale e in autunno nell’Italia meridionale. Per altre colture particolari, come quella del granoturco, della saggina, della canapa e della barbabietola, la semina avviene in primavera.

Alla semina, che deve trovare già il terreno sciolto dall’aratura e inumidito dalle piogge o dall’irrigazione, segue la erpicatura. Essa consiste nel passare sul terreno un telaio a maglie rettangolari munite di punte, oppure un cilindro munito di punte, in modo da estirpare le erbacce rimaste dopo l’aratura, comprimere il terreno ed affondarvi il seme.

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Recita su Cristoforo Colombo

Recita su Cristoforo Colombo per bambini della scuola primaria. La drammatizzazione può essere recitata fra i banchi. L’azione è sottolineata dallo storico, mentre tutti i diversi quadri che compongono la drammatizzazione saranno recitati da due ragazzi.

Recita su Cristoforo Colombo – Personaggi

Cristoforo Colombo

la regina Isabella di Castiglia

il fanalista

un dotto di Salamanca

il mercante

il nostromo

lo storico.

Recita su Cristoforo Colombo – I QUADRO

(a Genova, la torre di vedetta del Porto)

Lo storico: Siamo a Genova e corre l’anno 1480. Siamo sul porto, un porto un poco diverso da quello attuale, ma pur sempre grande e attrezzato di argani, ponti e pontili e scali per la riparazione delle navi. Un brulichio di uomini e di cose intercalato da grida, da comandi, da colpi di fischietto. Dall’osservatorio si scruta l’orizzonte, pronti ad annunciare…

Fanalista: Una vela, ohhhh!

Lo storico: (guarda da una parte sentendo un rumore di passi concitati) Chi è mai questo giovane che sale trafelato la scaletta dell’osservatorio? Non può essere che lui! Quando sente il richiamo di una vela, si precipita su!

Colombo: (entra e va verso il fanalista)

Fanalista: Buon giorno, messer Colombo

Colombo: una vela in vista?

Fanalista: Ecco, messere, fissate lo sguardo sul pennone della Stella Genuana, issatelo sino ad incontrare il filo dell’orizzonte…

Colombo: Tu quante vele hai contato?

Fanalista: una, messere

Colombo: ed ora fissa bene, quante ne vedi?

Fanalista: è vero, un’altra ne sta spuntando quasi sorgesse dall’acqua.

Colombo: (pensoso, ripete) quasi sorgesse dall’acqua… Hai ragione Pietro: quasi sorgesse come il sole che si alza al mattino…

Fanalista: (continuando il discorso) tutta la notte nascosto tra i flutti per permettere il riposo degli uomini…

Colombo: (sorridendo) credi che il sole stia davvero tutta la notte a mollo tra i flutti?

Fanalista: (convinto) sì, messere

Colombo: e, la velatura della nave, dimmi, perchè appare così dalla cima e pian piano mentre la nave avanza, sempre più di dispiega, fino a mostrarsi con tutta la tolda? Dimmi: anch’essa è stata a mollo nell’acqua?

Fanalista: oh, no! Ciò è causa di riflessi e giochi di luce

Colombo: giochi di luce! Sempre giochi fra voi! E non avete mai pensato che la terra sia una sfera?

Fanalista: una palla? Ah, Colombo, mi pare esageriate! Come faremmo a starci sopra e ritti? E quelli di sotto? Altro non potrebbero essere che piovre per starci abbarbicate con le loro enormi ventose!

Colombo: non posso rispondere a tutti i tuoi interrogativi, Pietro. So soltanto, per quel che mi  è dato conoscere, che la terra ha forma sferica e che pertanto se taluno parta per la via di occidente, tosto ritorni al luogo di partenza da oriente

Recita su Cristoforo Colombo – II QUADRO

(a Genova, la torre di vedetta del Porto)

Mercante: (entra sulle ultime parole di Colombo e si ferma ad ascoltare) Chi parla qui di oriente ed occidente?

Colombo: Colombo, messere, per servirvi

Mercante: Messer Ammiraglio, quale fortuna trovarvi! Chi affida a Voi le sue merci e i suoi denari può chiudere gli occhi soavemente e felice addormentarsi, sicuro che tutte le navi arriveranno alla meta!

Colombo: merito di Nostra Signora, che mi protegge

  Mercante: ho un carico. Destinato ai porti del Kataj. E di là un altro carico. Ho noleggiato un magnifico vascello: manca l’Ammiraglio. Ditemi che accettate.

Colombo: accetto, ma ad un patto. Arriverò al Kataj, navigando verso occidente.

Mercante: (lo scruta) Vi sentite bene, messere?

Colombo: perchè vi ostinate a guardarmi quasi io fossi uscito di senno? Se la terra è una sfera è facile arguire che navigando verso occidente dovrò spuntare ad oriente!

Mercante: ed io con tutta la sicurezza, il buon senso del mercante, la lunga esperienza, vi dico che oltre le colonne d’Ercole è avventuroso spingersi, nè io potrò mai approvare che uno solo dei miei battelli si spinga ove il mare è sconosciuto. Se volete andare nel Kataj prendete la via più breve per l’oriente!

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Sagome Halloween – una raccolta di 100 e più modelli gratuiti

Sagome Halloween – una raccolta di 100 e più modelli gratuiti da stampare, scaricare, o ricalcare direttamente da monitor con un pastello a cera e carta bianca. Le sagome sono molto utili per realizzare decorazioni per la casa e la scuola, per confezionare dolci e merende, per predisporre coi bambini attività di ritaglio della carta e progetti artistici di collage, pittura, per allestire spettacoli col teatrino delle ombre, ecc…

Sagome Halloween

Questi sono alcuni esempi di utilizzo presenti nel sito. Puoi trovare molto altro dando un’occhiata ai links in fondo alla pagina. Se vuoi, puoi aggiungere il tuo link o la tua idea, mi farà molto piacere.

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Mentre per i ritagli più complicati e che richiedono l’uso di sottomano e taglierino possiamo rivolgerci solo ai bambini più grandi, possiamo invece preparare il lavoro anche per i bambini più piccoli, facendoli lavorare al ricalco delle sagome sul cartoncino, al ritaglio dei contorni esterni con le forbici, e naturalmente per tutti gli utilizzi che vorranno fare delle sagome ritagliate.

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Sappiamo quanta importanza rivesta, ad esempio nella didattica montessoriana, coinvolgere i bambini piccoli in attività di vita pratica, tra i quali c’è appunto l’uso delle forbici e il ritaglio della carta.  Il vero scopo degli esercizi di vita pratica è aiutare i bambini a sviluppare le loro abilità motorie e la coordinazione occhio-mano: abilità fondamentali per lo sviluppo cognitivo. Anche le attività di vita pratica vanno presentate, proprio come si fa con qualsiasi altro esercizio, e le attrezzature devono essere accessibili al bambino, in modo tale che lui possa scegliere di dedicarvisi liberamente quando lo desidera. Per la presentazione le regole d’oro sono sempre chiarezza, semplicità e concisione… spesso basta solo mostrare l’esempio in silenzio… (Per approfondire: Gli esercizi di vita pratica nella didattica Montessori).

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Se anche voi avete a cuore il risparmio delle cartucce di inchiostro della stampante, sia per motivi economici che ecologici, un modo semplice di ricavare le sagome che vi servono può essere questo:

castello di mostri 1 - 600

Ed ecco la raccolta

Sagome Halloween – una raccolta di 100 e più modelli gratuiti

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 1. gatto di strega, qui  (apri il link e clicca su silhouette templates)

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2. zucca, qui  (apri il link e clicca su silhouette templates)

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3. topi, qui  (apri il link e clicca su silhouette templates)

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4. gufo, qui  (apri il link e clicca su silhouette templates)

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5. pipistrello,  qui

Sagome Halloween
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6. bosco e pipistrelli,  qui

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Attività per Halloween QUADRETTI CON SAGOME DI CARTONCINO

Attività per Halloween QUADRETTI CON SAGOME DI CARTONCINO un progetto molto semplice e che darà grande soddisfazione ai bambini, abbinando il disegno, l’attività di ritaglio della carta, e la pittura.

Attività per Halloween

Le sagome possono essere preparate a partire da un disegno vostro o del bambino. Se non vi sentite abbastanza abili nel disegno, in rete trovate tantissime immagini già pronte; se può esservi utile ho raccolto qui un po’ di links a risorse gratuite: Sagome Halloween – una raccolta di 100 e più modelli gratuiti.

Se anche voi avete a cuore il risparmio delle cartucce di inchiostro della stampante, sia per motivi economici che ecologici, un modo semplice di ricavare le sagome che vi servono può essere questo:

castello di mostri 1 - 600

Mentre per i ritagli più complicati e che richiedono l’uso di sottomano e taglierino possiamo rivolgerci solo ai bambini più grandi, possiamo invece preparare il lavoro anche per i bambini più piccoli, facendoli lavorare al ricalco delle sagome sul cartoncino ed al ritaglio dei contorni esterni con le forbici…

Come si fa

Scelta e disegnata su carta leggera (anche vecchi fogli da stampante) la sagoma che vogliamo realizzare, i bambini possono riportarla sul cartoncino scuro, semplicemente pressando i contorni con una penna a sfera:

Lavoretti per Halloween TEATRINO DELLE OMBRE

e poi passare al ritaglio dei contorni esterni con le forbici:

Lavoretti per Halloween TEATRINO DELLE OMBRE

I bambini più grandi possono provvedere da soli al ritaglio col taglierino anche dei particolari interni della sagoma, per i più piccoli dovrà intervenire l’adulto:

Attività per Halloween

Prepariamo una bella pittura di sfondo, qualcosa di notturno e un po’ magico…

Attività per Halloween

incolliamo la sagoma ritagliata:

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LA MONTAGNA materiale didattico vario

LA MONTAGNA materiale didattico vario: dettati ortografici, racconti, testi brevi, di autori vari, per la scuola primaria.

La montagna è un rilievo roccioso elevato oltre i mille metri.  Le montagne sono come le grandi rughe della Terra e si sono formate in tempi antichissimi, quando la Terra era ancora fiammeggiante e sconvolta da terremoti e da eruzioni vulcaniche.

Il luogo dove la montagna sorge dal piano è detto piede; salendo lungo il pendio o fianco o versante della montagna si raggiunge la cima o vetta. Una montagna può elevarsi isolata, oppure può raggrupparsi con altre in un massiccio. Sovente le montagne sono affiancate ed allineate in una lunga catena.

Un insieme di numerose catene costituisce il sistema montuoso.

Con il passare dei millenni, i fianchi delle montagne si sono trasformati e coperti di terra; soltanto gli alti pendii e le vette mostrano la roccia nuda.

Il piede della montagna è verdeggiante di noccioli e di castagni; sui fianchi si estendono i boschi di abeti e di larici; poi questi si diradano e iniziano i pascoli, ombreggiati da qualche betulla, fioriti di arniche e di genziane; infine ecco la roccia, irta di punte, incisa di burroni, tormentata da frane, dritta di pareti che danno il capogiro.

L’alta montagna ha cime e conche coperte di spessi strati di neve e di ghiaccio che neppure il sole estivo scioglie completamente: lassù si estendono i nevai ed i ghiacciai.

La montagna è un ambiente difficile per la vita dell’uomo. Egli però, l’ha domata, ed ha saputo costruire strade audaci che la superano ai valichi; gallerie che la perforano e che facilitano le comunicazioni stradali e ferroviarie; funivie e seggiovie che permettono a tutti di raggiungere comodamente le cime più elevate.

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Villaggio alpino

Poche rustiche casette: le basi di pietra, le pareti di legno, i tetti di ardesia; piccole le finestre, fiorite di rossi gerani. Una chiesetta, un campanile. Null’altro. Sulle vie deserte qualche vecchia dalla gonna rossa e nera che fila o ricava, due o tre caprette, e nidiate di bimbi rosei e biondi che guardano curiosi, ma coi piedini nudi fuggono pieni di vergogna. (R. Bacchelli)

In montagna

Le casette del paesello montano si raggruppano attorno alla chiesa, sul pendio, come un piccolo gregge raccolto attorno al pastore. Dal paese si giunge subito ai prati che spesso lasciano scorgere, tra l’erba, spuntoni di roccia; si giunge in breve ai boschi dove l’ombra è fitta e l’aria è carica del profumo delle resine e dei fiori. Attorno, i monti levano le cime, alcune ancora del tutto coperte di verde, altre, più alte ancora, bianche di neve. Sul fondo della valle scorre il torrente: balza tra i massi e li circonda di spruzzi e di spuma; va gorgogliando, mormorando, portando al piano la voce della montagna.

Le montagne

Le montagne sono tra le cose più belle che esistono. Che cosa sarebbe la terra senza le montagne? Senza le montagne, non si avrebbero nè fiumi, nè torrenti, nè le cascate che ci danno l’energia elettrica, quella formidabile energia apportatrice di luce, di calore, di vita.

La vita sul monte

Quanta vita sul monte! Dalla grossa felce che cresce ai suoi piedi, al ginepro, dal saporoso mirtillo all’ontano, dai fiori delicati e stupendamente colorati all’imponente abete. E poi, la lepre di monte, il capriolo che fugge di balza in balza, il cervo dominatore delle vette, e ancora, su su, fino alla roccia nuda, fino alla neve eterna. Ma anche lì, abbarbicato alla roccia, mezzo sepolto dal ghiaccio, vive l’ultimo amico della montagna: il lichene dai colori vivissimi; si trova lassù, sul punto più alto della terra. (A. Manzi)

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Villaggio alpino

Poche, rustiche casette: le basi di pietra, le pareti di legno, i tetti di ardesia; brevi le finestre, fiorite di rossi gerani… Una chiesetta,  un campanile. Null’altro. Sulle vie deserte qualche vecchia che fila e ricama; due o tre caprette e nidiate di bambini rosei e biondi. Chioccolio di fontane; qualche ragazza che lava. E un silenzio, una pace tale sotto quel sole diffuso, in quella pura aria frizzante, che tutto lo spirito ne gioisce. (R. Bacchelli)

Alpinisti e sciatori

Tra gli ospiti dell’albergo ci sono degli alpinisti. Essi cercano una buona guida, pratica di questi monti, che li accompagni. Partendo da un rifugio, vogliono arrampicarsi  in cordata per la parete più difficile del monte, fino alle guglie che sovrastano il ghiacciaio. L’abisso non fa loro paura. Non temono i precipizi e i crepacci. Dall’albergo parte una seggiovia che durante la stagione invernale porta gli sciatori ai più vicini campi di sci.

La stella alpina

Molto e molto tempo fa, nel cielo brillava una stellina solitaria e di lassù pensava che doveva essere pur bella la vita sulla terra, fra le alte vette nevose. Per questo pregò di poter scendere in terra. Il Signore acconsentì e, in una notte serena, la stellina attraversò il cielo e andò a posarsi fra le ripide pareti di ghiaccio di un monte altissimo. Che freddo! La stellina sarebbe certamente morta assiderata se un Angelo non l’avesse avvolta di una morbida veste di velluto bianco. Da allora, tra i ghiacci, sulle alte cime dei monti, crescono le stelle alpine, i fiori che hanno la forma di stella e che sono morbidi come velluto.

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LE ALPI materiale didattico vario

LE ALPI materiale didattico vario per la scuola primaria.

Le Alpi

Le Alpi rappresentano il più importante sistema montuoso d’Europa sia per l’altezza delle loro cime (molte superano i 4000 metri, e il Monte Bianco, la più alta, raggiunge i 4810) sia per la frequenza delle nevi permanenti e dei ghiacciai (da cui scaturiscono i maggiori fiumi alpini), sia per la loro posizione nel cuore dell’Europa, in mezzo alle regioni più popolate e civili.

Per la loro altezza e per il loro sviluppo da ovest ad est, le Alpi costituiscono tra l’Europa centrale e l’Europa mediterranea una vera barriera che influisce grandemente sul clima e sulla vegetazione delle due regioni: temperatura mite, cielo sereno, sole caldo, fanno dell’Italia il “paese dove fiorisce il cedro” (Goethe) e dove prosperano, con gli agrumi, la vite e l’ulivo; al di là delle Alpi, il clima continentale e il freddo impediscono lo sviluppo di una vegetazione mediterranea.

Barriera di separazione per il clima e la vegetazione, ma non per gli uomini; nonostante la loro altezza, infatti, le Alpi sono ricche di valichi che mettono in comunicazione le opposte valli; e strade rotabili e ferrate, attraverso lunghe gallerie, superano i valichi e le catene montuose più importanti.

Le Alpi cominciano, a ovest, dal Col di Cadibona e attraverso una grande curva, lunga 1200 chilometri, terminano divergendo a Vienna sul Danubio e a Fiume sul Quarnaro.

Esse non formano un sistema compatto e continuo di montagne, ma sono costituite da catene, massicci, altipiani, diversi e irregolari, separati da numerose valli. Nelle Alpi occidentali si hanno soprattutto catene arcuate intaccate da valli che si estendono nel senso della latitudine; nelle Alpi orientali invece si hanno soprattutto catene affiancate, separate da valli longitudinali. Anche i due versanti sono diversi: il versante esterno, nord-occidentale, degrada lentamente verso gli altipiani danubiani, e i fiumi divergono in varie direzioni; il versante interno o meridionale scende rapido verso il bassopiano padano, facendovi convergere i fiumi in un unico grande sistema fluviale.

Nel senso della latitudine si distinguono nelle Alpi tre fasce, in cui le montagne sono diverse e per altezza e per l’aspetto, dovuti alla diversità delle rocce da cui sono formate.

Mentre la fascia mediana è di rocce cristalline (graniti ecc…), e comprende le catene e le cime più elevate, i picchi più arditi, le valli più strette e incassate, le fasce esterna settentrionale e interna meridionale, formate da rocce calcaree, presentano montagne meno elevate, più tondeggianti, pendii più dolci, valli più ampie e meno incassate. La zona esterna meridionale non si stende lungo tutta la cerchia alpina: manca nelle Alpi occidentali, mentre è ben presente nelle Alpi centrali e orientali, con le catene delle Prealpi lombarde e venete, a loro volta precedute, verso la pianura, da modesti rilievi collinosi: le Colline subalpine.

Nel senso trasversale, le Alpi si distinguono in Alpi Occidentali, Centrali, Orientali.

Così nacquero le Alpi

Il possente baluardo non è, in realtà, che una sola rovina di un immane edificio di pietra, spinto in alto da grandiose forze interne, e poi attaccato dal lavoro di inesorabili forze esterne, aiutato dal lentissimo scorrere dei tempi geologici. Difficile è quindi farsi un’idea sicura della struttura primitiva dell’edificio delle nostre Alpi e delle sue successive trasformazioni. Ma più difficile ancora è rifarsi alle cause prime del suo sorgere.

Che in età remota (circa 50 milioni di anni fa), dove ora si innalzano superbe le Alpi si stendesse il mare è un fatto incontestabile. Ma è in discussione il modo in cui i sedimenti di quel mare si siano inarcati e corrugati a formare le pieghe alpine, mentre enormi ammassi di rocce eruttive si aprivano essi pure la strada verso l’alto.

All’inizio prevaleva decisamente l’opinione che l’ingobbarsi e il sollevarsi del fondo del mare fino ad emergere fosse dovuto al fatto che l’Africa derivando, cioè spostandosi, come una gigantesca zattera, verso l’Europa, stringeva come in una morsa gli strati del fondo marino, li strizzava fino a farli fuoriuscire dalle acque, e li rovesciava sul margine meridionale dell’Europa, consolidato da altre, più antiche catene di montagne. Coricandosi, rovesciandosi e addirittura ribaltandosi, le pieghe si rompevano in falde capaci di percorrere, scivolando sugli strati sottostanti, decine e anche centinaia di chilometri.

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Tutorial pop up 27

Tutorial pop up 27  – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

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Tutti i tutorial in programma sono questi:

___________________________

tutorial pop up 27

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

Riportate il modello sulla carta scelta (salvo diversa indicazione, sul diritto) e ritagliate i vari elementi. Procedete con le piegature “a monte” e “a valle” come indicato nel modello.

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Tutorial pop up 28

Tutorial pop up 28  – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

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Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 28

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

Continua a leggere Tutorial pop up 28

Tutorial pop up 30

Tutorial pop up 30  – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

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Tutti i tutorial in programma sono questi:

li potrai trovare qui

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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ABRUZZO materiale didattico vario

ABRUZZO materiale didattico vario – una raccolta di dettati ortografici e letture sull’Abruzzo, di autori vari, per la scuola primaria.

L’Abruzzo

Quando, in inverno, nevica sugli alti monti dell’Abruzzo, il viaggiatore, l’alpinista che li osservi, ha la netta impressione di trovarsi fra le Alpi: le catene sono imponenti, le cime aspre, rocciose, aguzze come quelle alpine. Ma se si guada attorno si vede vicino gli alberi di olivo. Così è fatto l’Abruzzo: una delle regioni più elevate  e montuose del nostro paese, con le cime che si avvicinano ai tremila metri, aspre, tormentate; ma ai piedi delle pareti rocciose cresce l’ulivo e si estendono pascoli verdissimi.

Abruzzo: sguardo d’insieme

E’ la regione nella quale l’Appennino si impone con le cime più elevate e solenni; esso occupa la maggior parte del territorio fino alla riva adriatica, ma ha caratteristiche nettamente diverse nell’interno e nel settore costiero.

E’ proprio nella parte più interna, sino ai confini con il Lazio, che l’Appennino ha il suo sviluppo più notevole: non presenta catene ordinate, ma piuttosto rilievi raggruppati attorno alle vette più alte, separati da larghi avvallamenti nei quali si raccoglie fitta la popolazione.

Questi gruppi montuosi appaiono solitamente brulli, battuti nell’inverno da violente bufere di neve, poveri di acque, che filtrano in profondità negli  strati calcarei e zampillano in ricche sorgenti al piede delle montagne; gole profonde e anguste, talora intransitabili, rompono l’uniformità dei dossi.

I gruppi montuosi si dispongono, grosso modo, su tre linee successive: ai confini settentrionali con il Lazio si individuano i monti della Laga; ad ovest i monti Simbruini e i  monti della Meta stanno a cavallo tra Lazio e Abruzzo.

In tutta evidenza, nel cuore della regione, sono i massicci del Gran Sasso (con l’alta vetta del Monte Corno) e della Maiella, che raggiunge il culmine nel Monte Amaro, i monti del Morrone e le alte cime del Velino e del Sirente. Il Gran Sasso, guardato nel suo profilo solenne, appare come una cresta i cui denti hanno nome di Corno Grande, Corno Piccolo, Monte Camicia, Monte Prena, e superano tutti i 2500 metri. Ha pareti scoscese, di tono bianco – grigio, ai piedi delle quali si estendono cumuli di detriti franati dall’alto. La valle in cui si insinua il fiume Pescara separa il Gran Sasso dalla Maiella; questo massiccio cede di poco, con le sue vette più alte, al contrapposto Gran Sasso. E’ un rilievo tormentato: nei punti più alti, oltre i 2500 metri, si trovano improvvisi pianori dolcemente ondulati e, d’un tratto, profonde spaccature, valli di aspetto selvaggio.

Tra il gruppo dei Simbruini e le vette dei ricordati Velino e Sirente si estende la Conca del Fucino, un antico lago più vasto di quello di Como, del tutto prosciugato, razionalmente irrigato e destinato a ricche coltivazioni. Ancora tra il Velino, il Sirente e i massicci del Gran Sasso e della Maiella è la lunga conca dell’Aquila che, per la strozzatura della valle di San Venazio, comunica con la conca di Sulmona; ambedue sono bene irrigate e molto produttive.

L’Abruzzo esterno, quello affacciato al mare, è ancora montuoso, ma l’Appennino dà segni di stanchezza e ripete il disegno proprio dell’Appennino Emiliano e Marchigiano: basse catene, pressochè perpendicolari alla costa, orlate all’estremità di colline; negli avvallamenti corrono i fiumi (i principali sono il Tronto, il Pescara e il Sangro); la maggior parte di essi ha un corso longitudinale attraverso gli alti rilievi dell’interno, in valli anguste e scoscese, e prende poi la direzione trasversale tra le catene costiere; sono fiumi abbastanza ricchi, alimentati dalle sorgenti dell’Appennino; alcuni di essi hanno notevoli magre estive che riducono il loro corso ad esili fili d’acqua.

La costa, incalzata da presso dai rilievi montuosi e collinari, presenta una breve striscia uniforme e sabbiosa, priva di insenature e di porti; così esile da permettere appena, in alcuni tratti, il passaggio della strada e della ferrovia.

I monti

La regione è occupata in gran parte dalla montagna; appare evidente la distinzione in un Abruzzo interno, il più montuoso, e in un Abruzzo esterno in cui l’Appennino si abbassa, declina in colline, si dispone in brevi catene perpendicolari alla costa. Nell’Abruzzo interno, intervallati da ampie conche, si individuano grossi gruppi montuosi: i monti della Laga, i Simbruini, i monti della Meta; più ad est sono i massicci del Gran Sasso l’Italia (Monte Corno, m 2914) e della Maiella (monte Amaro, m 2795), i monti del Morrone, le cime del Velino (m 2487) e del Sirente (m 2349).

Vasta conca verde fra gli alti monti è quella del Fucino.

Estese sono le valli dell’Aquila e di Sulmona.

I fiumi

I fiumi dell’Abruzzo attingono a generose sorgenti appenniniche, tuttavia hanno notevoli variazioni di portata nei diversi mesi dell’anno.

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Tutorial pop up 31

Tutorial pop up 31  – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

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Tutti i tutorial in programma sono questi:

li potrai trovare qui

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

Riportate il modello sulla carta scelta (salvo diversa indicazione, sul diritto) e ritagliate i vari elementi. Procedete con le piegature “a monte” e “a valle” come indicato nel modello. Prepariamo poi l’elemento 1, che è la leva interna che serve a tenere in forma il cilindro, incollando H1 su H2 ed H2 su H3, così:

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I COMUNI materiale didattico vario

I COMUNI materiale didattico vario per la scuola primaria.

I Comuni: una nuova civiltà

Le prime città italiane che divennero libere e ricche furono le città marinare. In seguito però anche nei borghi lontani dal mare si fece strada una nuova civiltà.

Nella campagne i contadini, con nuovi metodi di coltivazione, riuscivano a produrre raccolti più abbondanti, la cui vendita permetteva loro di comprare presso gli artigiani delle città le merci necessarie a rendere meno difficili le loro condizioni di vita. Così il benessere delle campagne influì direttamente sullo sviluppo delle città dove artigiani e mercanti, con la crescente richiesta delle loro merci, trovarono nuovo interesse al lavoro e alla produzione.

Molti servi della gleba lasciarono i villaggi per trasferirsi nelle città, che diventarono a poco a poco più grandi, più belle, più ricche.

Dai loro castelli i feudatari guardavano preoccupati questo improvviso risveglio di vita creato dal lavoro e vedevano diventare potenti non uomini d’armi, ma i pacifici mercanti, i banchieri, gli artigiani.

La nascita dei liberi Comuni

A poco a poco le città si sottrassero al dominio dei feudatari ed acquistarono l’indipendenza. Dapprima affidarono la protezione dei loro diritti ai vescovi, poi si liberarono anche della loro influenza e si governarono da sole.

Nacquero così i liberi Comuni italiani, piccoli Stati indipendenti.

Il Comune era retto da due o tre consoli che venivano eletti per la durata di un anno. Più tardi furono sostituiti da un podestà, chiamato da fuori perchè governasse con maggior giustizia. I consoli e i podestà erano aiutati da pochi cittadini che formavano il Consiglio minore e maggiore.

Quando si doveva prendere una decisione importante, tutti i cittadini si raccoglievano in parlamento davanti al Palazzo del Comune.

La vita nella città comunale

La città comunale era circondata da torri, chiusa da porte, ma non risuonava solo dei passi dei soldati come il vecchio castello. Essa infatti era piena delle voci degli artigiani e dei mercanti intenti al lavoro. Questi ultimi, arrivati con i loro carri nella piazza del mercato, esponevano ogni sorta di merci.

Dalla piazza del mercato, che era anche la piazza dove si teneva il parlamento, si irradiavano tutte le strade della città: la via degli orafi, dove avevano le loro botteghe i maestri nell’arte di cesellare i metalli preziosi; la via degli armaioli, dove erano i fabbricanti di lance, corazze e scudi; la via dei lanaioli, dove erano i mercanti che vendevano la stoffa; e ancora la via dei cuoiai, degli speziali, dei falegnami, dei pentolai, dei cambiatori, dove si cambiavano le monete.

Tutti coloro che esercitavano la stessa professione erano riuniti in associazioni chiamate corporazioni, che fissavano i prezzi delle merci, il metodo di lavorazione, il numero degli operai che potevano lavorare in una bottega, la durata del lavoro giornaliero.

In questo modo il lavoro era ben disciplinato e tutti potevano vivere meglio.

A poco a poco la città diventò così ricca che poteva prestare denaro a principi e a re. I mercanti e gli artigiani offrivano il proprio denaro ai consoli perchè chiamassero architetti e pittori famosi ad abbellire i pubblici palazzi.

Una voce era rimasta fuori della città: la voce del corno che dava l’allarme nel castello o che risuonava nel bosco durante le cacce, la voce della dominazione feudale.

Al suo posto si udiva la campana che chiamava con con gioia se era tempo di festa, con ansia se la città era minacciata. Allora tutti accorrevano davanti al Palazzo del Comune, per armarsi e difendere la piccola e amata città.

Per il lavoro di ricerca

Come e quando nacquero i liberi Comuni?

Chi li guidò dapprima? E in seguito?

Quali furono i maggiori Comuni italiani?

Quale Comune si distinse per la sua potenza e magnificenza?

Che cosa era il parlamento?

Quali cittadini facevano parte del “popolo grasso” e del “popolo minuto”?

Vissero sempre in concordia fra di loro i Comuni?

Chi erano i Guelfi e i Ghibellini?

Come era la vita pubblica ed economica?

Come era l’aspetto di una città nell’età comunale? Come erano le case dell’epoca comunale?

Quando nacque la nostra lingua?

Quali grandi uomini vissero nel periodo comunale?

Quali “arti” e “mestieri” si svilupparono particolarmente durante l’età comunale?

Sorge il Comune

Nelle campagne deserte, fra le immense foreste, lungo i fiumi, nelle vaste piane malsane per gli acquitrini che qualche solerte ordine monastico tentava appena di risanare, la vita era triste e pericolosa.

Nelle città si era più sicuri.

Vi erano buone e salde mura e le porte, sprangate la notte e sorvegliate da scolte (sentinelle), permettevano un tranquillo riposo dopo la giornata laboriosa.

Perchè nelle città si lavora.

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Recita per bambini ARTIGIANI DEL COMUNE

Recita per bambini ARTIGIANI DEL COMUNE – Queste due scene vogliono spiegare l’importanza delle Corporazioni, specie di organizzazioni sindacali, linfa vitale dei liberi Comuni. Siamo a Firenze, dentro una delle tante botteghe dove si fabbricano tessuti di lana.

Scena I

Personaggi:

Messer Currado, maestro d’Arte

Una bambina

Messer Currado è vicino all’ingresso della bottega, quando arriva una bambina.

bambina: Messer Currado! Mi manda mia madre per dirvi…

Messer Currado: Ah, cara bambina, come è andata quella faccenda?

bambina: Male, messere. Se non ci aiutate voi, saranno guai. Il proprietario della casa vuole espellere dalle sue abitazioni tutte le filatrici, perchè dice che vuol trasformare le sue case a modo proprio…

Messer Currado: Dovrà mettersi contro la nostra Arte! Stai certa che non ce la farà: dì a tua madre di lavorare tranquilla, perchè nel Comune la nostra Arte ha grande importanza e stasera lo farà sapere ai Priori stessi Parola di Messer Currado!

Scena II

Personaggi:

Guido, piccolo apprendista artigiano

Antoniotto, piccolo operaio laniero

Guido: dimmi, Antoniotto, tu che da quattro mesi non sei più apprendista da me…

Antoniotto: Da cinque mesi, vorrai dire. Son cinque mesi che sono un operaio della lana! Ci tengo. Ora anch’io guadagno!

Guido: Vorrei sapere, Antoniotto, che cosa significano le parole che si sono dette il nostro Maestro e quella bambina

Antoniotto: Mi sembrano chiare

Guido: A me no

Antoniotto: La madre di quella bambina è una filatrice di lana e lavora in casa con altre filatrici. Il proprietario le vuole scacciare, benchè esse paghino la pigione puntualmente

Guido: E messer Currado che c’entra?

Antoniotto: Si sente che sei un apprendista ai primi passi! Già, si vede dall’aspetto che non sei maturo: hai undici anni e ne dimostri dieci

Guido (contrariato): Non ne ho colpa io!

Antoniotto: Via, non te ne avere a male! Ora ti spiego. Del resto messer Currado dice che noi dobbiamo insegnare a quelli più piccoli…

Guido: Allora?

Antoniotto: Tutti coloro che lavorano con uno stesso scopo formano un’associazione, cioè una corporazione, che difende i loro interessi. Per esempio, tutti coloro che lavorano la lana, tessitori, filatori, tintori, venditori di lana, e così sia, sono uniti in una corporazione che di chiama Arte della Lana. Qui a Firenze l’Arte della Lana è potentissima. Ma ci sono, come in altri Comuni, anche le corporazioni dei mercanti, dei medici, dei calzolai, dei fabbri, dei legnaioli, degli albergatori, e così via.

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IL CRISTIANESIMO materiale didattico

IL CRISTIANESIMO materiale didattico vario per la scuola primaria.

Storia di Roma IMPERIALE – Il Cristianesimo

Durante l’Impero si compì la più grande rivoluzione della storia dell’umanità nel campo religioso e morale: il cristianesimo. La nuova dottrina fu insegnata da Gesù. Nato a Betlemme, in Palestina, quando da 27 anni Ottaviano era imperatore, Gesù trascorse un’umile giovinezza nel villaggio di Nazaret, ignorato da tutti.

A trenta iniziò la predicazione della sua dottrina. Questa è tramandata dai Vangeli che, insieme con altri libri, formano la seconda parte della Bibbia, detta Nuovo Testamento. Vangelo è parola greca che significa “buona novella”.

Gesù percorse la Palestina predicando e operando miracoli. Fra i suoi primi seguaci ne elesse dodici col nome di Apostoli, cioè propagatori della sua dottrina. Egli affermava di essere figlio di Dio e Salvatore degli uomini, che doveva riscattare dal peccato di Adamo.

Ma i Farisei lo accusarono di predicare dottrine contrarie alla religione ebraica e di cospirare contro l’autorità di Roma, in quanto si proclamava re dei Giudei.

Gesù fu arrestato e condannato a morte. Ponzio Pilato, governatore romano, pur essendo convinto dell’innocenza di Gesù, cedette al furore popolare e permise che venisse crocefisso sulla collina del Calvario, nei pressi di Gerusalemme. Gesù moriva a 33 anni, mentre a Roma regnava Tiberio.

La dottrina di Gesù

Le condizioni degli Ebrei erano molto tristi per l’oppressione di Erode e la miseria delle classi più umili. La parola di Gesù apriva alla speranza l’animo di questi diseredati. Egli voleva che il regno di Dio cominciasse qui, in terra; esso consisteva nella fratellanza degli uomini, nell’amore reciproco, nel perdono nelle offese, nella pace, nel disprezzo dei beni terreni, nella superiorità dello spirito sulla carne. Chiamò beati i poveri, gli afflitti, i reietti, i misericordiosi, quelli che soffrono persecuzioni per amore della giustizia: beati perchè più vicini a Dio e perchè solo ad essi era aperto il regno dei cieli.

Mosè aveva detto di amare il prossimo, ma Gesù aggiunse: “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che odiano, pregate per i vostri persecutori”.

Gesù compiva una grande rivoluzione nel campo morale: molti dei suoi principii contrastavano con la concezione pagana della vita.

Se davanti a dio tutti sono uguali e fratelli, veniva meno il diritto del padrone sullo schiavo; la povertà, l’umiltà, la mansuetudine, il perdono predicati da Gesù erano in contrasto con le idee degli antichi, che consideravano la forza, la ricchezza, l’orgoglio, i più alti valori della vita.

Gesù, lavorando nella bottega di falegname del padre e scegliendo i suoi apostoli tra gli operai, aveva esaltato il lavoro manuale anche nelle sue forme più umili, mentre fino allora era stato considerato indegno di uomini liberi e solo conveniente agli schiavi.

Storia di Roma IMPERIALE – La diffusione del Cristianesimo

Gesù, prima di essere condannato alla crocefissione, aveva affidato ai suoi apostoli un compito: “Andate, dunque, e predicate a tutte le genti”. Gli apostoli avevano ascoltato le parole del maestro ed erano andati in ogni parte dell’Impero ad insegnare le nuove verità: Dio è uno solo ed è il padre amoroso e giusto di tutti gli uomini; tutti gli uomini sono uguali davanti a lui e sono fratelli fra loro.

A Roma, accanto all’antica religione, si erano diffusi culti, riti, superstizioni nati nelle più lontane regioni dell’Impero. I Romani avevano sempre rispettato queste nuove credenze, ma il cristianesimo era una forza nuova ed il governo di Roma ne provava timore; i cristiani rifiutavano di adorare come un dio l’imperatore. I patrizi erano serviti da migliaia di schiavi, considerati come esseri inferiori, al pari di bestie e di cose, e il cristianesimo parlava di fratellanza e di uguaglianza.

La nuova religione si diffuse rapidamente e trovò i primi fedeli tra gli schiavi, tra le serve e le nutrici delle case patrizie, tra i poveri e i sofferenti. Quasi tutti gli imperatori se ne preoccuparono e perseguitarono i cristiani. Molti morirono.

Si organizzavano veri spettacoli nei circhi e si assisteva soltanto a stragi di cristiani. Essi furono detti martiri, cioè testimoni della loro fede.

Le idee giuste non possono essere spente nel sangue: per ogni cristiano che moriva, centro altri si convertivano alla nuova fede. E poichè non potevano pregare e celebrare apertamente i loro riti, si nascondevano in profonde cave abbandonate nei dintorni di Roma: lì assistevano alla messa, ascoltavano le prediche, seppellivano i morti. Quelle cave si dissero catacombe, e negli anni più difficili accolsero e protessero migliaia di fedeli.

Storia di Roma IMPERIALE – La prima persecuzione in Roma

Il popolo prestava mano spontaneamente alla ricerca dei cristiani. La caccia non era tanto difficile, perchè interi gruppi di essi erano accampati con l’altra popolazione nei giardini, e perchè tutti confessavano apertamente la loro religione. Quando venivano circondati dai pretoriani, si inginocchiavano e cantavano inni lasciandosi condur via senza resistenza. La loro pazienza non faceva che irritare ed aumentare l’ira del popolaccio, il quale, senza capire il perchè, considerava la loro rassegnazione come pertinacia nel delitto. I persecutori erano impazziti.

Strappavano i cristiani alle guardie e li facevano in pezzi, le donne venivano trascinate al carcere per i capelli, si sbattevano le teste dei fanciulli contro le pietre. Giorno e notte migliaia di persone correvano per le vie urlando come bestie feroci. Si cercavano le vittime tra le rovine, nei camini, nelle cantine. Davanti  alle prigioni di celebrava l’avvenimento con baccanali e si danzava sfrenatamente intorno ai fuochi e alle botti di vino. Di sera i ruggiti di gioia salivano e scoppiettavano per tutta la città con lo strepito del fulmine. Le prigioni rigurgitavano di prigionieri.

Ogni giorno la plebaglia e i pretoriani stanavano altre vittime. La pietà era morta. Pareva che le moltitudini  non sapessero più parlare e non si ricordassero nei loro trasporti selvaggi che un grido: “Ai leoni i cristiani!”. Il calore insopportabile della giornata diventava insopportabile di notte; e l’aria stessa pareva impregnata di sangue, di delitto, di furore. A quegli atti di una crudeltà senza esempio, si rispondeva con un desiderio, pure senza esempio, di martirio. I seguaci di Cristo  andavano alla morte volenterosi, o la cercavano fino a quando non ne erano impediti dai superiori. (E. Sienkiewicz, da Quo vadis?)

Storia di Roma IMPERIALE – Le persecuzioni

I Romani si erano sempre mostrati tolleranti, anzi ospitali verso tutte le religioni. Non solo permisero ai popoli sottomessi di  continuare ad adorare i loro dei, ma divinità greche, asiatiche, egiziane furono introdotte in Roma.

Ma i cristiani non godettero di questa tolleranza: essi furono guardati subito con diffidenza e sospetto perchè la loro dottrina e i loro costumi contrastavano troppo con quelli dei pagani. Essi si rifiutavano di adorare come dio l’Imperatore e perciò furono accusati di essere nemici dello stato e perseguitati.

La tradizione conta dieci persecuzioni.

La prima fu quella di Nerone, l’imperatore che accusò i cristiani di aver voluto distruggere con un incendio Roma.

Un’altra grande persecuzione fu quella ordinata, due secoli dopo, dall’imperatore Diocleziano. Essa infuriò crudelmente soprattutto in Oriente e si protrasse per otto anni (303 – 311): fu quello il periodo chiamato l’era dei martiri.

Storia di Roma IMPERIALE – Le catacombe

I cristiani, dopo la morte, non erano seppelliti col rito pagano della cremazione. Perciò fin dal I secolo costruirono dei cimiteri detti catacombe (nel profondo). Queste erano gallerie sotterranee, scavate in vecchie cave abbandonate di rena o di pomice, o sotto giardini e ville di cristiani, nei dintorni di Roma, con nicchie orizzontali alle pareti, in cui si ponevano i morti.

Si estendevano per chilometri e chilometri, con una serie di gallerie che, nei punti di incrocio, furono ampliate fino a formare delle vaste stanze. Ai lati delle gallerie numerose lapidi recavano i vari simboli cristiani: l’olivo, l’agnello, la colomba, il pesce.

Le catacombe, oltre che cimiteri, furono anche rifugio durante le persecuzioni: i fedeli vi si riunivano per ascoltare la messa e pregare. Le catacombe si possono perciò considerare le prime chiese dei cristiani.

Storia di Roma IMPERIALE – Nelle catacombe

Scende la notte e i cristiani, uomini e vecchi, e giovani, donne e fanciulli, escono silenziosamente dalla città. A un tratto sembrano ingoiati dalla terra. Spariscono dentro le cave di pozzolana, entrando in strette gallerie.

All’ingresso hanno acceso una piccola lucerna, che rischiara a stento il corridoio sotterraneo. La piccola fiamma illumina via via tante tombe, scavate nella parete e sulle quali si possono leggere iscrizioni semplici e commoventi. Su qualche tomba è disegnato un pesce, che significa Gesù. Su qualche altra una colomba, che significa la pace. Oppure un’ancora, che significa la salvezza; oppure una spiga di grano o un grappolo d’uva, che significano la vita eterna; oppure un ramo di palma, che significa il martirio.

I cristiani camminano e pregano. Giungono così ad un luogo più spazioso, chiuso da una specie di cupola. Qui è un rozzo altrare, accanto al quale si leva un vecchio. Egli è un apostolo, o un successore degli apostoli, cioè un vescovo. Egli parla della vita eterna e spiega: “Cimitero vuol dire dormitorio. I nostri morti non sono morti. Essi vivono con Gesù. Bisogna vivere in questo mondo senza mischiarsi con il peccato, per essere degni di vivere eternamente in paradiso”. I cristiani ascoltano attentamente, poi dicono in coro: “Amen”, che vuol dire così sia. (P. Bargellini)

Nelle catacombe

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Tutorial pop up 21

Tutorial pop up 21 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

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Tutti i tutorial in programma sono questi:

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

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COME SI FA

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Tutorial pop up 22

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Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

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MATERIALE OCCORRENTE

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Tutorial pop up 8

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Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

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COME SI FA

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Tutorial pop up 23

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Tutorial pop up 9

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Tutorial pop up 24

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carta

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Tutorial pop up 10

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Tutorial pop up 25

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Tutorial pop up 26

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Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 26

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 12

Tutorial pop up 12 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

pop-up-12-15

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 12

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MATERIALE OCCORRENTE

carta cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 13

Tutorial pop up 13 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

pop up 13 9

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 13

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MATERIALE OCCORRENTE

carta cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 14

Tutorial pop up 14 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

pop up 14 9

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 14

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MATERIALE OCCORRENTE

carta cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 15

Tutorial pop up 15 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

Tutorial pop up 15

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 15

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MATERIALE OCCORRENTE

carta cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 16

Tutorial pop up 16 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

Tutorial pop up 16

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 16
tutorial pop up 16 (2)

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MATERIALE OCCORRENTE

carta cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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GIOCO GRAMMATICALE SUL NOME per la classe quarta

GIOCO GRAMMATICALE SUL NOME per la classe quarta della scuola  primaria su nomi comuni, propri, primitivi, derivati, alterati, maschili, femminili, singolari, plurali e collettivi. Il gioco può essere preparato agevolmente a mano, ma se preferite ho preparato una versione pronta, scaricabile e stampabile gratuitamente in formato pdf.

GIOCO GRAMMATICALE SUL NOME
GIOCO GRAMMATICALE SUL NOME (3)
GIOCO GRAMMATICALE SUL NOME (4)

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Preparare dieci buste, su ciascuna delle quali i bambini scriveranno, oltre al proprio nome, le indicazioni seguenti:

  1. NOMI COMUNI
  2. NOMI PROPRI
  3. NOMI PRIMITIVI
  4. NOMI DERIVATI
  5. NOMI ALTERATI
  6. NOMI MASCHILI
  7. NOMI FEMMINILI
  8. NOMI SINGOLARI
  9. NOMI PLURALI
  10.  NOMI COLLETTIVI

(se volete potete stampare le buste già pronte da ritagliare e incollare)

Predisporre poi le striscioline di carta, sulle quali sono scritte i gruppi di parole per ciascun gioco (anche queste, se volete, già pronte per la stampa).

Gioco 1 – buste 1 e 2 (nomi comuni e propri) – Gruppi di parole

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Tutorial pop up 17

Tutorial pop up 17 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

Tutorial pop up 17

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 17

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MATERIALE OCCORRENTE

carta cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 18

Tutorial pop up 18 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

Tutorial pop up 18

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 18

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MATERIALE OCCORRENTE

carta cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 19

Tutorial pop up 19 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

pop up 19 13

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 19

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 20

Tutorial pop up 20 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

pop up 20 15

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 20

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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Tutorial pop up 6

Tutorial pop up 6  – questo è un meccanismo pop up semplice e di grande effetto, che non necessita di cartamodello.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

Tutorial pop up 6

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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Le piegature richieste sono due piegature “a monte”:

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

Riportate su un foglio la misura della pagina:

pop up 6 1

e ritagliatelo in modo che risulti un po’ più piccolo della pagina, e con due linguette sporgenti, così:

pop up 6 2
pop up 6 3
Tutorial pop up 6

piegate le linguette, entrambe così:

pop up 6 5

poi incollate così la linguetta in alto, sulla pagina di sinistra:

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Tutorial pop up 7

Tutorial pop up 7 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

tutorial pop up 7

Tutti i tutorial in programma sono questi:

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tutorial pop up 7

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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FRASE PAROLA SILLABA LETTERA esercizi per la classe quarta

FRASE PAROLA SILLABA LETTERA esercizi per la classe quarta della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf

La frase

Il nostro discorso parlato o scritto è composto di frasi. La frase comincia con la lettera maiuscola e finisce col punto. Contiene sempre un verbo, espresso o sottointeso.

La parola

Una frase è composta di parole.

La sillaba

La pronuncia delle parole comporta una serie di emissioni di voce: me-la = due emissioni. Ogni emissione di voce corrisponde a una sillaba.

Bisogna tener conto della corretta suddivisione in sillabe quando si deve riportate a capo parte della parola, in fin di rigo. Le parole fatte di una sola sillaba si chiamano monosillabe: qui, no, il, ecc… Quelle di due sillabe si chiamano bisillabe: me-la, pie-de, ecc… Quelle di tre, trisillabe: a-mo-re, e così via. Le parole di più sillabe si chiamano polisillabe.

Vi sono sillabe formate da una sola vocale: a-mi-co, e-di-le, ecc…

La sillaba può essere anche costituita da un dittongo, cioè da due vocali successive che si pronunciano con una sola emissione di voce: uo-mo, tie-ne, ecc…

Se le due vocali successive si pronunciano con due emissioni di voce, si ha lo iato, che significa apertura, appunto perchè richiede una nuova apertura di bocca per la pronuncia della seconda vocale: be-a-to, mi-o, ma-e-stro, ecc…

Se nella parole ricorre una consonante rafforzata, cioè doppia, questa viene suddivisa fra due sillabe: tap-pe-to, rac-col-ta, ecc…

Se vi ricorre un gruppo di consonanti che comincia con l e n m la separazione delle sillabe ha luogo immediatamente dopo queste: al-tro, ar-to, ar-tri-te, pun-to, con-tro, cam-po, ecc…

Se vi ricorrono gruppi di consonanti che non cominciano con una di quelle dette, tutte le consonanti appartengono alla sillaba successiva: no-stro, te-sta, ri-pre-sa, ecc…

Le lettere

Le lettere dell’alfabeto italiano sono ventuno: cinque vocali e sedici consonanti. Per non creare confusione eviteremo di fare sottili distinzioni e ci limiteremo alle norme generali.

Le vocali sono cinque, ma rappresentano sette suoni: a é è i ò o u.

Le consonanti sono sedici e rappresentano ventun suoni, i più importanti dei quali sono:

– la c ha suono dolce (o palatale) davanti alle vocali i ed e     (cielo, cena); suono duro (o gutturale) davanti alle altre vocali  e alle consonanti (cuoco, cane, crema, clamide). La c ha suono duro (o gutturale) anche davanti ad i e ad e, se seguita da h (chiesa, cherubino);

– lo stesso vale per la g (girasol, gelo, ghirlanda, gheriglio, gola, gremito);

– il digramma (dal greco “due lettere”) sc ha un particolare suono palatale davanti alla e e alla i (scena, scimmia), negli altri casi ha suono gutturale (scala, esclamare);

– il digramma gn ha sempre suono palatale (legno, ogni);

– salvo rarissime eccezioni, il digramma gl ha suono palatale liquido davanti a i seguita da vocale (giglio, maglia, raglio), ha suono gutturale davanti a i seguita da consonante (glicerina, geroglifico);

– la lettera q è usata solo davanti a u seguita da vocale (aquila, qualità); ma vi sono casi in cui si usa la c per distinguere i quali bisognerebbe rifarsi all’origine latina del termine (cuore, vacuo); in un solo caso abbiamo la doppia qq: in soqquadro; in tutti gli altri casi la q viene rafforzata con la premessa di una c: acqua, acquistare

– davanti alle lettere b e p si trova sempre la m, mai la n: gambo, campo.

QUI:

FRASE PAROLA SILLABA LETTERA esercizi per la classe quarta
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NUMERI CARDINALI E ORDINALI esercizi per la quarta classe

NUMERI CARDINALI E ORDINALI esercizi per la quarta classe della scuola primaria, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf.

All’inizio della quarta classe sarà bene accertarsi se i bambini hanno acquistato sicurezza e disinvoltura nella scrittura e la lettura dei numeri, insistendo soprattutto sui numeri fra i 10.000 e i 100.000

Dopo aver considerato i numeri cardinali (da cardine che significa fondamento, base), potremo soffermarci anche sui numeri ordinali, che indicano il posto occupato da una cosa in una successione o in una serie di cose appartenenti logicamente alla stessa specie. Essi sono: primo, secondo, terzo, quarto, ecc…

NUMERI CARDINALI E ORDINALI esercizi per la quarta classe

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Questo è il contenuto delle schede:

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FRAZIONI esercizi per la quarta classe

FRAZIONI esercizi per la quarta classe della scuola primaria, stampabili e scaricabili gratuitamente in formato pdf.

Finora abbiamo considerato l’unità intera. Ma, a volte l’intero viene diviso in parti. Se esso viene diviso in parti uguali, abbiamo le unità frazionarie.

Che cos’è dunque l’unità frazionaria? Ognuna delle parti in cui viene diviso l’intero. Come viene scritta? Sotto forma di frazione. Che cos’è la frazione. Una parte di un’unità intera. Frazionare vuol dire dividere l’intero in parti uguali. Con la frazione possono essere indicate una o più unità frazionarie.

Se l’intero è stato diviso, ad esempio, in quattro parti uguali e se ne sono considerate due, tale parte dell’intero viene indicata così:

ScreenHunter_2

La frazione è composta di due numeri separati da una linea che significa: diviso. I due numeri si chiamano numeratore e denominatore.

Il denominatore ci dice in quante parti è stato diviso l’intero, (ogni parte è un’unità frazionaria); il numeratore dice quante unità frazionarie sono state considerate.

Se numeratore e denominatore sono uguali, la frazione è uguale a 1 (cioè all’intero) e viene detta apparente. Ad esempio:

ScreenHunter_4

Per trovare la frazione di un numero, si dovrà dividerlo per il denominatore e moltiplicare il risultato per il numeratore. Siano da trovare ed esempio i

ScreenHunter_5

si procederà così:

15: 5 = 3 (unità frazionaria)

3 x 3 = 6

Che cosa significa un mezzo? Che l’intero è stato diviso in due parti uguali. Come possiamo scriverlo? Sotto forma di frazione:

ScreenHunter_6
FRAZIONI esercizi per la quarta classe

Questo è il contenuto delle schede:

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NUMERI DECIMALI esercizi per la quarta classe

NUMERI DECIMALI esercizi per la quarta classe della scuola primaria, stampabili e scaricabili gratuitamente in formato pdf.

Come abbiamo già detto parlando delle frazioni, non ci troviamo sempre di fronte a quantità intere. Molto spesso ci troviamo di fronte a parti di intero. Se l’intero viene diviso in dieci parti uguali  (o cento, o mille, ecc…), avremo un’unità frazionaria che rientra nel nostro sistema di numerazione decimale. Ognuna di queste dieci parti costituirà un nuovo ordine di unità, il decimo, che a sua volta potrà essere suddiviso in dieci parti uguali, e avremo il centesimo, da cui il millesimo, e così via.

Come scrivere questi numeri  che seguono lo stesso ordine dei numeri interi? Semplicemente dividendo con una virgola la parte intera dalla parte decimale.

Ad esempio 0,2 (due decimi); lo stesso numero potrebbe essere scritto anche sotto forma di frazione: 2/10.

Perciò potremo indifferentemente scrivere 1/10 oppure 0,1; 1/100 oppure 0,01.

Che cos’è allora un numero decimale? Il numero decimale è un numero composto di unità intere e unità decimali. Le due parti sono separate dalla virgola.

Come nei numeri interi, ogni cifra vale dieci volte la cifra posta alla sua destra.

0,2 vuol dire 0 interi e 2 decimi; ossia l’intero è stato diviso in 10 parti uguali e se ne considerano solo 2.

Aggiungere degli zeri alla destra di un numero intero vuol dire moltiplicarlo per 10, 100, 1000, ecc…

Esempio: 4 – 40 – 400 – 4.000

Se invece gli zeri si aggiungono alla sinistra del numero, essi non hanno alcun valore.  Se aggiungo uno o più zeri alla destra di un numero decimale, il suo valore non cambia:

Esempio: 2,4 – 2,40 – 2,400

Infatti si tratta sempre di 2 interi e 4 decimi.

Uno o più zeri, messi dopo la virgola, non modificano il numero se non sono seguiti da un’altra cifra:

Esempio: 2,0000000 = 2

Se si aggiungono degli zeri alla sinistra della parte decimale di un numero, questa parte decimale cambia di valore (diventa 10, 100, 1000 volte più piccola):

Esempio: 2,4 – 2,04 – 2,004

NUMERI DECIMALI esercizi per la quarta classe

QUI:

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I BARBARI materiale didattico vario e dettati ortografici

I BARBARI materiale didattico vario e dettati ortografici di autori vari per la scuola primaria.

Decadenza dell’Impero romano

L’impero romano sembrava ancora grande; in realtà non lo era più. Gli Imperatori che si succedevano, elevati al potere da truppe indisciplinate, non erano più gli strenui difensori e restauratori della potenza di Roma; erano deboli, crudeli, con un potere effimero. La nobiltà era corrotta, le frequenti guerre avevano impoverito le popolazioni; i piccoli agricoltori, esauriti e impoveriti per la lunga permanenza sotto le armi, lasciavano i loro campi, insufficienti a sfamarli, e si rifugiavano in città, oziosi e turbolenti, oppure diventavano servi dei ricchi. Gli schiavi, che col propagarsi della religione cattolica era diventati quasi tutti cristiani, pensavano al premio riservato in cielo agli umili e, pur restando ottimi servitori, non si curavano molto delle cose del mondo. Tutto l’insieme sociale e politico dell’impero si andava sfasciando sia dall’interno, che nelle lontane province e ai confini.

Gli stranieri

Alle frontiere non c’erano più difese valide perchè i soldati delle legioni romane erano pagati per la loro opera e perciò facevano la guerra come un mestiere. Spesso, poi, si trattava addirittura di truppe straniere che non pensavano che alla paga e al bottino. Non solo, ma spesso queste truppe straniere erano consanguinee di quelle che premevano alla frontiera e quindi il loro spirito combattivo era assai scarso. Tutti i popoli forestieri, dai Romani erano chiamati Barbari perchè i Romani si ritenevano il popolo più civile di quel tempo. Effettivamente i popoli che furoreggiavano alle frontiere dell’Italia, erano veramente incivili e selvaggi. Vestivano di pelli, preferivano razziare ignorando il lavoro dei campi, non conoscevano le arti, la cultura, avevano barba e capelli incolti, erano rozzi,  brutali, e dove passavano portavano rovina e morte.

Alcune di queste tribù ebbero dai Romani il permesso di stabilirsi entro i confini dell’Impero, e poichè erano gravate di tasse, presero l’abitudine di andare a protestare a Roma. Ebbero, così, modo di vedere le fertili pianure, le ricche città dell’Impero e di constatare che non esisteva più l’antica forza che aveva permesso ai Romani di conquistare quasi tutto il mondo conosciuto.

Per questi motivi, Roma era diventata una residenza poco comoda per gli Imperatori e fu per questo che Costantino, che regnò dal 307 al 337, decise di trasferirsi in un’altra capitale e scelse Bisanzio, passaggio obbligato per il commercio tra l’Asia e l’Europa.

Prima di morire Costantino aveva diviso l’impero fra i suoi figli allo scopo di renderne più facile l’amministrazione. Al figlio Costantino assegnò la Gallia, a Costanzo l’Asia e l’Egitto, a Costante l’Italia, l’Africa e l’Illirico e le altre regioni ad altri suoi discendenti.

Fu in questo periodo che si intensificarono le incursioni dei Barbari che, approfittando delle condizioni di debolezza dell’Impero, passarono le frontiere e invasero i territori.

Come vivevano i barbari

Non avevano leggi fisse, e obbedivano ciecamente a un capo. Non avevano arte, non letteratura, non agricoltura. Vivevano di rapina e di guerra. Portavano lunghi capelli, barba e baffi. In capo trofei di fiere uccise, indosso vestiti di pelli e uno strano indumento sconosciuto ai Romani: i calzoni. Poichè venivano da paesi freddi, essi usavano ripararsi le gambe con tubi di stoffa spesso tenuti stretti con legacci. Dove passavano, distruggevano. Tagliavano alberi da frutta, viti e olivi per fare fuoco; abbattevano monumenti e cuocevano le statue di marmo per farne calcina; bruciavano le biblioteche con libri di carta arrotolata e detti appunto volumi. Mangiare, bere, rubare. Non conoscevano altro. E ammazzare, bevendo magari il sangue dell’avversario fatto di crani umani. Questi erano gli uomini che l’Impero romano si trovò contro e che la Chiesa dovette domare. (P. Bargellini)

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MONACHESIMO dettati ortografici e materiale didattico vario

MONACHESIMO dettati ortografici e materiale didattico vario di autori vari per bambini della scuola primaria.

I conventi

Durante e dopo le incursioni dei Barbari, l’Italia offrì un ben triste spettacolo: rovine e stragi, i templi distrutti, i monumenti abbattuti, le opere l’arte e della letteratura abbandonate e neglette. Pareva che la vita non avesse più valore tanto erano ormai diventate realtà di tutti i giorni le morti, le stragi, le violenze.

Questo stato di cose favorì lo sviluppo del cristianesimo. Più perdeva valore la vita terrena, più ne acquistava la vita eterna. Fu così che alcuni uomini si ritirarono in luoghi deserti, preferibilmente sulla sommità di alte montagne, per dedicarsi esclusivamente alla preghiera in solitudine. Questi uomini furono chiamati eremiti ed erano tenuti in grande considerazione.

In seguito, questi religiosi si riunirono a far vita comune, dedicata esclusivamente a Dio e alle opere di bene. Sorsero così i conventi. Il convento più famoso, fondato in quell’epoca, fu quello di Cassino, sorto per opera di San Benedetto.

San Benedetto

San Benedetto era nato a Norcia, paese dell’Umbria, da nobile famiglia. Fin da giovanetto aveva sentito l’attrazione per la vita eremitica e abbandonata la sua casa si era ritirato a vivere in una grotta, tra i monti di Subiaco e vi stette tre anni. La fama della sua santità si sparse dovunque e alcuni eremiti gli chiesero di far vita comune con lui.

Sorse così un convento. Benedetto dettò la regola che fu però diversa dalle regole che governavano altri conventi. Infatti, mentre in questi si osservava soltanto l’obbligo della preghiera, a Montecassino i monaci dovevano anche lavorare. Anche il lavoro è preghiera, se dedicato a Dio. “Ora et labora” fu la regola dei monaci benedettini, i quali si dedicavano alle opere sia intellettuali che manuali. Chi si dedicava allo studio, alla salvaguardia dei vecchi codici e alla miniatura dei codici nuovi, chi zappava la terra, allevava le api, costruiva abitazioni. A causa dell’avvilimento a cui li avevano costretti le invasioni e le distruzioni dei barbari, gli uomini non pensavano più ai valori spirituali della vita, alle arti, alle belle scuole, alle opere letterarie scritte nelle età antiche, ai poemi, alle sculture. Fu per merito dei conventi e dei monaci in essi ospitati, se molte di queste opere furono salvate. I religiosi raccolsero gli antichi manoscritti, quando erano rovinati li ricopiarono pazientemente, li studiarono, li commentarono. Fu merito dei conventi se le opere di molti scrittori e poeti dell’antichità poterono giungere fino a noi.

Ma l’opera dei monaci non si fermò qui. La miseria della popolazione era tanta e i conventi raccolsero i poveri, i derelitti, i perseguitati. Chiunque veniva accolto in un convento, centro di lavoro agricolo e artigiano oltre che di preghiera, era al sicuro dalla fame e dalle vendette dei nemici.

Sorsero così nell’interno dei conventi ospedali, scuole, laboratori, opere di pietà e di assistenza. Tutti quelli che chiedevano asilo venivano accolti e confortati.

Notizie da ricordare

Nel Medioevo si costituirono per la prima volta i conventi, luoghi dove si raccoglievano uomini votati esclusivametne a Dio.

Il convento più famoso fu quello di Montecassino, fondato da San Benedetto. L’ordine benedettino aveva per regola il motto “ora et labora”, cioè prega e lavora.

In questi conventi furono raccolti e restaurati preziosi libri manoscritti dell’antichità che furono così salvati dalla distruzione e dalla dispersione.

Intorno ai conventi sorsero scuole, ospedali, laboratori, opere di pietà e di assistenza. Chiunque si rifugiava nel convento aveva diritto di asilo ed era al sicuro dalla vendetta dei nemici.

Questionario

Come e perchè sorsero i conventi?

Quali opere fecero i monaci?

Perchè si dice che i conventi salvarono la cultura?

Chi era San Benedetto?

Quale regola dette ai monaci?

La vita nei conventi

Ogni monastero, chiuso da un muro di cinta, era come una grande fattoria e provvedeva a tutti i suoi bisogni. Accanto alla chiesa e al convento vero e proprio, con le celle dei monaci e la cucina e il refettorio, c’era la biblioteca, in cui si conservavano i testi sacri e i manoscritti antiche che i monaci più colti, nelle ore dedicate allo studio, leggevano, commentavano oppure copiavano in bella scrittura sui grandi fogli lisci di pergamena. I fanciulli accanto a loro imparavano scrivendo con uno stilo aguzzo su tavolette cerate; la cartapecora era troppo rara e costosa, perchè mani inesperte la potessero scarabocchiare. Chi sapeva dipingere, ornava le pagine con miniature di bei colori vividi, che ritraevano il volto della Madonna, di Gesù, degli Angeli e degli Apostoli. Altri ragazzini imparavano a calcolare con i sassolini o si esercitavano a cantare le preghiere e gli inni in lode al Signore.

Annesso al convento c’era il granaio, la cantina e il frantoio per estrarre l’olio dalle olive e i laboratori perchè i monaci provvedevano da sè  a tutti i loro bisogni, dai sandali agli aratri, dalle vesti alle panche. L’acqua di un torrente, opportunamente incanalata, faceva girare la ruota del mulino; l’orto provvedeva gli ortaggi e i campi le messi. Chi entrava, raramente aveva bisogno di uscire se non per andare a far opera di bene, sia portando soccorsi, sia predicando.

Gli ospiti che bussavano alla porta, erano ricevuti come Gesù in persona ed onorati in particolar modo se erano religiosi o pellegrini venuti da lontano. Quando ne era annunciato uno, il priore stesso gli andava incontro per il benvenuto e dopo una breve preghiera gli dava il bacio della pace e gli usava ogni cortesia. A mensa gli offriva l’acqua per le mani, come allora si usava sempre prima di mettersi a mangiare, dato che di posate si adoperava solo il cucchiaio e i cibi si prendevano con le dita.

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MARI ITALIANI materiale didattico

MARI ITALIANI materiale didattico di autori vari per la scuola primaria.

MARI ITALIANI materiale didattico

Facciamo un viaggio per mare, imbarcandoci con la fantasia, su uno di quei pescherecci che vanno al lago a pescare sogliole e muggini, oppure su una nave da diporto che ci porterà in crociera toccando i porti più notevoli dei nostri mari, costeggiando le rive, godendo dei pittoreschi paesaggi delle nostre coste.

Il mare dove l’Italia si stende è uno solo, il mar Mediterraneo, che i Romani chiamavano orgogliosamente Mare nostro. Ora non è più tutto nostro; nostri, cioè italiani, sono  i mari che il Mediterraneo forma quando arriva a bagnare le coste della  penisola. Si chiamano Mar Ligure, Mar Tirreno, Mar Ionio, Mare Adriatico.

Il mar Ionio è il più profondo, il mar Adriatico il meno profondo ma in compenso il più pescoso. I pesci amano i fondali relativamente bassi dove trovano in abbondanza di che soddisfare il loro appetito. Se è vero che il pesce grosso mangia il piccolo, come dice il proverbio, è anche vero che tutti i pesci si nutrono del plancton che è composto da minutissime alghe e microscopici animaletti che vi dimorano. Quindi se vogliamo fare una partita di pesca sceglieremo l’Adriatico

Il Mar Ligure e il Mar Terreno

Il Mar Ligure non è molto esteso. Prende questo nome dalla bellissima regione che esso bagna, una delle più pittoresche d’Italia. Palme, aranci, olivi, un cielo quasi sempre azzurro, un clima mite, un mare stupendo; ecco ciò che si presenta gli occhi di coloro che visitano questa meravigliosa regione. Nel cuore di tutta questa bellezza c’è Genova, la superba, coi suoi cantieri sonanti, i suoi traffici intensi, aerei oltre che marittimi, il suo popolo fiero, laborioso, generoso.

Genova sorge in fondo a un grande golfo che ne prende il nome.

Appena usciti dal golfo di Genova, ecco, in una profonda insenatura, una città che sembra fatta di ferro, un porto popolato anch’esso di navi di ferro, su cui il profilo dei cannoni mette un’ombra minacciosa. E’ La Spezia, uno dei maggiori porti militari d’Italia, una città forte, severa, risonante di lavoro e di fabbriche di armi.

Dopo La Spezia, la costa si fa bassa, sabbiosa. E’ l’incantevole spiaggia toscana dove sorgono graziosissime cittadine balneari. Non vi si trovano grandi porti, eccettuato quello di Livorno, anch’esso risonante di lavoro perchè nel suo cantiere si costruiscono belle navi da carico e da trasporto. I costruttori livornesi sono conosciuti anche all’estero.

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CARTA MARMORIZZATA tutorial

CARTA MARMORIZZATA tutorial per realizzarla facilmente coi bambini. E’ una classica attività manuale, semplice e di grande effetto. La carta ottenuta si presta a vari utilizzi, soprattutto perchè oltre al grande impatto decorativo, questa carta assume la robustezza della carta oleata. Particolarmente interessante è, coi bambini anche piccoli, giocare a interpretare le macchie.

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Coi bambini più grandi possiamo parlare di peso specifico per spiegare come si crea l’effetto marmorizzato sulla carta: l’olio è più leggero dell’acqua; inoltre mentre il colore è solubile con l’essenza di trementina e con l’olio di semi, è insolubile in acqua.

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Dopo aver realizzato i primi fogli, si apre la sperimentazione: è molto interessante verificare come i differenti colori si accostano tra loro, e come, in una certa misura, è possibile dominare la casualità con la quale le macchie si imprimono sulla carta, sia creando una certa tavolozza galleggiante prima di appoggiare il foglio, sia muovendo le macchie creando vortici, zig zag, ecc…

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CARTA MARMORIZZATA tutorial – MATERIALE OCCORRENTE

colori ad olio

essenza di trementina

eventualmente olio di semi

contenitori di vetro o anche coperchi di vasetti

pennelli o bastoncini ovattati (cotton fioc)

una bacinella con acqua

fogli di carta, di vario tipo (possiamo usare carta da stampante, da acquarello, carta da disegno, ecc… a seconda della qualità della carta, l’effetto finale può variare.

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CARTA MARMORIZZATA tutorial – COME SI FA

Per prima cosa prepariamo i colori, diluendoli con l’essenza di trementina. Potete sperimentare vari tipi di diluizione a seconda dell’effetto che preferite. Potete anche provare ad aggiungere ai colori, oltre all’essenza di trementina, anche dell’olio di semi.

Allestiamo quindi il tavolino in modo tale che il bambino sia autonomo nel prendere i colori che preferisce e, quando lo desidera, i fogli di carta. Per i bambini più piccoli è meglio non usare fogli troppo grandi (ad esempio io ho diviso a metà dei fogli A4 sia da stampante, sia da pittura):

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Utilizzando i bastoncini cotonati, il bambino comincia a schizzare le macchie di colore sull’acqua:

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Tutorial pop up 1

Tutorial pop up 1 – modello pdf scaricabile e stampabile gratuitamente e istruzioni per realizzare pagine pop up  coi bambini. Si tratta delle figure di base, da personalizzare a piacere aggiungendo elementi e decorazioni.

Per realizzare i modelli io ho usato la nostra carta marmorizzata,

ma per tutti i pop up la carta migliore è il cartoncino lucido, che è resistente e scivola bene.

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Tutti i tutorial in programma sono questi:

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MATERIALE OCCORRENTE

carta

cartamodello, da ingrandire a piacere (se volete)

forbici e taglierino

colla da carta

matita

COME SI FA

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