Prelevare e reinserire i cassetti dei cofanetti

Nome dell’esercizio in inglese: opening and closing drawers

Area: esercizi preliminari, movimenti elementari, pinza a tre dita, cura dell’ambiente

Età: dai due anni e mezzo

Materiale: un cofanetto

Presentazione

1. Preparazione diretta

. invitare il bambino a iniziare il ciclo di lavoro in modo breve e stimolante e dare il nome dell’esercizio: “Ti mostro come prelevare e reinserire i cassetti dei cofanetti”

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Chiudere una porta

Nome dell’esercizio in inglese: closing a door

Area: esercizi preliminari, grazia e cortesia

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: una porta                                              

Presentazione

1. Preparazione diretta

. invitare il bambino in modo breve e stimolante e dare il nome dell’esercizio: “Ti mostro come chiudere la porta”

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Aprire una porta

Nome dell’esercizio in inglese: opening a door

Area: esercizi preliminari, grazia e cortesia

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: una porta                                              

Presentazione

1. Preparazione diretta

. invitare il bambino in modo breve e stimolante e dare il nome dell’esercizio: “Ti mostro come aprire la porta”

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Trasportare le forbici e altri oggetti appuntiti

Nome dell’esercizio in inglese: carrying sharp objects

Area: esercizi preliminari, uso delle forbici, presa a C della mano

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: un vassoio contenente un paio di forbici. Assicurarsi che le lame si trovino a sinistra e l’impugnatura a destra

Presentazione di gruppo

1. Preparazione diretta

. invitare tre o quattro bambini a iniziare il ciclo di lavoro, uno ad uno, in modo breve e stimolante, e dare il nome dell’esercizio: “Vi mostro come prendere, trasportare e posare le forbici”

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Trasportare un tavolo

Nome dell’esercizio in inglese: carrying a table

Area: esercizi preliminari, grazia e cortesia, pinza a cinque dita

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: un tavolo

Presentazione di gruppo

1. Preparazione diretta

. preparare un tavolo, libero da sedie, in un luogo della stanza che abbia dello spazio per muoversi

. invitare massimo sei bambini a iniziare il ciclo di lavoro, uno ad uno, in modo breve e stimolante e dare il nome dell’esercizio: “Vi mostro come trasportare un tavolo”

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Trasportare una sedia

Nome dell’esercizio in inglese: carrying a chair

Area: esercizi preliminari, grazia e cortesia, pinza a cinque dita

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: un tavolo e una sedia a misura di bambino   

Presentazione

1. Preparazione diretta

. invitare il bambino a iniziare il ciclo di lavoro in modo breve e stimolante e dare il nome dell’esercizio: “Ti mostro come trasportare una sedia”

. il bambino è libero di accettare o rifiutare: cercare il consenso del bambino con lo sguardo

. accompagnare il bambino al tavolo

2. Analisi dei movimenti

. ripetere il nome dell’esercizio che è argomento della presentazione

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Sedersi al tavolo e alzarsi

Nome dell’esercizio in inglese: sitting at the table

Area: esercizi preliminari, grazia e cortesia, pinza a cinque dita

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: una sedia e un tavolo a misura di bambino    

Presentazione

1. Preparazione diretta

. invitare il bambino a iniziare il ciclo di lavoro in modo breve e stimolante e dare il nome dell’esercizio: “Ti mostro come sederti al tavolo e alzarti”

. il bambino è libero di accettare o rifiutare: cercare il consenso del bambino con lo sguardo

. accompagnare il bambino al tavolo

2. Analisi dei movimenti – sedersi

. ripetere il nome dell’esercizio che è argomento della presentazione: “Ti mostro come sederti al tavolo”

. mettersi in piedi dietro alla sedia

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Sedersi e alzarsi dalla sedia

Nome dell’esercizio in inglese: Sitting on a chair, getting up from a chair

Area: esercizi preliminari, grazia e cortesia, pinza a cinque dita

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: una sedia a misura di bambino                 

Presentazione

1. Preparazione diretta

. invitare il bambino a iniziare il ciclo di lavoro in modo breve e stimolante e dare il nome dell’esercizio: “Ti mostro come sederti e alzarti dalla sedia”

. il bambino è libero di accettare o rifiutare: cercare il consenso del bambino con lo sguardo

. accompagnare il bambino nel luogo dove abbiamo messo la sedia

2. Analisi dei movimenti – sedersi

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Sedersi e alzarsi dal pavimento

Nome dell’esercizio in inglese: sitting down on the floor, standing up from the floor

Area: esercizi preliminari, grazia e cortesia

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: nessuno

Presentazione

1. Preparazione diretta

. invitare il bambino a iniziare il ciclo di lavoro in modo breve e stimolante e dare il nome dell’attività: “Ti mostro come sederti e alzarti dal pavimento.”

. il bambino è libero di accettare o rifiutare: cercare il consenso del bambino con lo sguardo

2. Analisi dei movimenti – sedersi

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Stare in piedi

Nome dell’esercizio in inglese: standing

Area: esercizi preliminari, grazia e cortesia

Età: dai 2 anni e mezzo

Materiale: nessuno

Presentazione di gruppo

1. Preparazione diretta

. invitare massimo sei bambini a iniziare il ciclo di lavoro, uno ad uno, in modo breve e stimolante e dare il nome dell’esercizio: “Ti mostro come stare in piedi”

. i bambini sono liberi di accettare o rifiutare: cercare il consenso con lo sguardo

. chiedere ai bambini che decidono di partecipare di sedersi in semicerchio in un luogo da noi indicato

2. Analisi dei movimenti

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Grazia e cortesia: il gioco dei complimenti

Vantaggi del gioco dei complimenti

  • Insegna ai bambini come fare e ricevere complimenti;
  • alimenta l’autostima;
  • insegna ai bambini ad apprezzarsi a vicenda e lavorare insieme;
  • aiuta a riconoscere il bene negli altri
  • alimenta l’empatia e il senso di comunità.

Il gioco dei complimenti non è un passatempo, è una lezione. Purtroppo spesso gli insegnanti cadono nella tentazione di trattare tutti i giochi come esercizi di riscaldamento per l’apprendimento “reale” che dovrebbe avvenire dopo.

Regole del gioco

Il gioco dei complimenti implica alcune regole di base:
. il complimento deve essere sincero e gentile e riguardare le azioni di qualcuno: non può riguardare l’aspetto personale o i vestiti
. devi guardare la persona negli occhi mentre le fai un complimento.

Per chiedere a un bambino di fare un complimento ad un altro possiamo dire: “Gabriele, chi vuoi far sentire bene?”
Dopo che il bambino ha fatto il suo complimento, possiamo dire: “Vedo che Azzurra sta sorridendo, vuol dire che l’hai fatta sentire bene” o anche “Gabriele sei un supereroe! Puoi rendere le persone felici!”

Variante 1

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Dettati ortografici BUONE MANIERE E GENTILEZZA

Dettati ortografici BUONE MANIERE E GENTILEZZA

Dettati ortografici BUONE MANIERE E GENTILEZZA – Una collezione di dettati ortografici su argomenti vari:  gentilezza, buone maniere, amicizia, famiglia, ecc…, per la scuola primaria

La nostra piccola società: siamo veramente uguali?

Scegliamo tre bambini di uguale statura, ad esempio Massimo, Antonio e Carlo, e facciamo loro eseguire una semplice gara di corsa, dal fondo dell’aula alla cattedra. Vince Carlo. E’ giusto che riceva un premio o una lode? Sì, perchè i tre concorrenti erano uguali per capacità,  e uguale era la distanza da percorrere.

Ripetiamo la gara, ma ora disponiamo Carlo in fondo all’aula, Antonio a quattro metri e Massimo a due metri dalla cattedra. Naturalmente vince Massimo. Ma è giusta la sua vittoria?

Disponiamo ancora i tre bambini: uno libero e sciolto, uno con una gamba legata, il terzo con un grosso peso sulle spalle. Chi vincerà? Sarà giusta la sua vittoria?

Chiamiamo ora i bambini a riflettere: anche nella vita accade come in queste gare. Non siamo tutti uguali: ogni uomo è diverso dall’altro per le sue capacità fisiche e intellettuali, per l’educazione che ha ricevuto, per l’ambiente sociale in cui vive, per i mezzi di cui può disporre.

Pensiamo alla piccola società della nostra classe, anche se siete tutti bambini della stessa età alcuni di voi sono alti e robusti, altri piccoli e mingherlini; ci sono tra voi bambini che riescono facilmente nello studio, altri che riescono meno ma volenterosi; ci sono bambini attivi e bambini facili alla pigrizia; bambini loquaci e bambini taciturni.

L’insegnante a volte, nel giudicare uno stesso compito, ad uno stesso risultato assegna voti diversi. Perchè? E’ forse ingiusto il suo comportamento? No, se ha considerato le difficoltà che ogni bambino ha dovuto superare, lo sforzo che ha saputo compiere, e se ha giudicato ciascuno in modo imparziale.

Educhiamo i bambini a giudicare con serenità i successi o gli insuccessi dei compagni; ad essere imparziali nel valutare il proprio lavoro e quello degli altri; esortiamoli ad aiutarsi a vicenda.

Le tre cose difficili 

Ad un sapiente dell’antica Roma fu chiesto quali fossero per un uomo le cose più difficili. Il sapiente pensò un poco, poi disse: “Le cose più difficili sono: tenere un segreto, dimenticare un’offesa, spendere bene il proprio tempo”.

Fratelli

Se vuoi  essere un buon fratello, guardati dall’egoismo; proponiti ogni giorno di mostrarti generoso. Rallegrati delle virtù delle sorelle e dei fratelli tuoi e imitale; rallegrati delle gioie loro, condividi i loro piccoli crucci e fa che essi abbiano a benedire la sorte di averti fratello. (S. Pellico)

Il prossimo

 Vecchi e giovani, ricchi e poveri, disgraziati e felici, tutti sono il nostro prossimo. Noi abbiamo tanti bisogni che non sappiamo soddisfare da soli: ecco che ci aiuta il prossimo nostro. Ama il tuo prossimo: soccorri il bisognoso, sii pietoso con chi soffre, sappi difendere il debole, pratica il bene, proteggi il derelitto, consola chi piange. Queste sono tutte opere d’amore per il prossimo. G. Mazzini

Roba d’altri

Che quiete si godrebbe nel mondo se tutti rispettassero la roba altrui! Non più ladri, non più vandali. L’uomo che non offende nessuno e non teme vendette, starebbe tranquillo; le mura di cinta, i muretti, gli steccati, i cancelli, le siepi vi sarebbero solo per ornamento. I giardini, gli orti, i viali sarebbero aperti al pubblico sempre e senza bisogno di sorveglianza. Verrà quest’ora felice? Speriamolo. P. Pasquali

Attenti ai fiammiferi

In tutte le case esistono dei piccoli oggetti molto pericolosi che si chiamano fiammiferi. Il loro compito è di accendere i fornelli, le candele, i caminetti… Ma quei personaggi, in apparenza così innocenti, sono pronti a dar fuoco a intere case! Essi sono vere armi da fuoco!   A. Rubino

Quel che è di tutti

Dire che una cosa è di tutti, non vuol dire certo  che è di chi se la prende, nè che tutti possono farne quello che vogliono. Vuol dire che tutti possono goderne senza danneggiarla. Così sono di tutti i fiori dei giardini pubblici, ma devono restare di tutti. Nessuno ha diritto di portarsene a casa un mazzo, ma tutti di goderne la bellezza, il profumo. Sono di tutti le panchine dei viali, dei giardini. Chi si siede ha diritto di trovarle pulite; quando se ne va, ha il dovere di lasciarle in modo che altri si possano sedere, senza trovarvi terra, sassolini o sudicerie. Sono di tutti gli alberi che danno ombra e frescura lungo le vie, le siepi, i cespugli, le fontanelle. E’ di tutti la strada. Tutti vi devono poter camminare sicuri. Nessuno ha diritto di disturbare gli altri, di ingombrare il marciapiede, di farvi delle file per traverso, di passarvi a corsa sfrenata. Hanno diritto di camminarvi anche i vecchi, i bambini, i deboli. E per rispetto degli altri non si devono gettare per la strada rifiuti, cartacce, scatolette o peggio; e tanto meno, si deve far piovere questa roba dalle finestre. Dove tutti capiscono queste cose si vive meglio.

Vivere insieme.

Nella città dove migliaia di persone vivono senza mai conoscersi, si sfiorano senza incontrarsi, il quartiere è luogo dove la gente si conosce, si capisce, si riunisce negli stessi luoghi, si  ritrova nei medesimi negozi. E’ il luogo dove i ragazzi frequentano la stessa scuola, i genitori stringono amicizie, e tutti si aiutano scambievolmente. Ma, vivere vicini, specialmente dove lo spazio è limitato, dove i servizi spesso sono in comune e talvolta insufficienti, significa imporre a se stessi delle limitazioni e dei sacrifici, per rispettare il riposo, le attività, lo spazio, le esigenze degli altri; significa sapersi scusare con  garbo, trattare con cortesia, offrire aiuto, giocare senza far chiasso, con moderazione, non insudiciare scale, soglie, marciapiedi, ecc…

Rispettiamo chi soffre.

Se misuri i tuoi passi ed i tuoi gesti in una casa privata, perchè non dovresti fare lo stesso nella strada che è la casa di tutti? Tutte le volte che incontri un vecchio, un povero, un malato, un uomo che sta lavorando, una famiglia vestita a lutto, cedi il passo con rispetto. Noi dobbiamo rispettare la vecchiaia, la miseria, l’infermità, la fatica, il dolore e la morte. (E. De Amicis)

Il prossimo

Vecchi e giovani, ricchi e poveri, disgraziati e felici, tutti sono il nostro prossimo. Noi abbiamo tanti bisogni che non sappiamo soddisfare da soli: ecco che ci aiuta il nostro prossimo.

Il medico, l’operaio, l’insegnante, l’agricoltore, tutti sono il nostro prossimo.

Ama il tuo prossimo: soccorri il bisognoso, dà un pane all’affamato, sii pietoso con chi soffre. (G. Mazzini)

La sincerità

Non vi è miglior dote in un bambino della sincerità.

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