FENOMENI METEOROLOGICI materiale didattico

FENOMENI METEOROLOGICI materiale didattico di autori vari, per bambini della scuola primaria.

L’aria

L’aria è un miscuglio di gas costituenti l’atmosfera e in cui vivono, nella parte inferiore, gli animali e le piante. I gas si presetnano più rarefatti e mutano di proporzione man mano che si sale in altezza.

L’aria è trasparente, inodore e incolore se in masse limitate; azzurra se in grandi masse. I suoi costituenti principali sono l’azoto e l’ossigeno. Contenuti in piccole quantità, l’argo, l’elio, il cripto, lo xeno, l’idrogeno, con quantità variabili di vapore acqueo, anidride carbonica, ammoniaca, ozono, ecc… Particelle solide, spore, microorganismi formano il pulviscolo atmosferico.

A causa della funzione clorofilliana per cui le piante, di giorno, assorbono anidride carbonica ed emettono ossigeno, l’aria dei boschi è più salubre.

La troposfera è lo strato più basso dell’atmosfera la quale raggiunge l’altezza di circa 1000 chilometri e circonda il nostro globo seguendolo nei  suoi movimenti.

La pressione atmosferica

L’atmosfera preme enormemente sulla superficie del globo e noi non ne rimaniamo miseramente schiacciati soltanto perchè la pressione si esercita sul nostro corpo non solo esternamente da tutte le parti, ma anche internamente, ciò che produce equilibrio. Quando questo equilibrio dovesse mancare, si avrebbero gravi disturbi e la morte.

Possiamo considerare che noi portiamo sulle nostre spalle il peso di tre elefanti ci circa cinque tonnellate ciascuno e ciò senza sentire il minimo inconveniente.

Un litro d’aria pesa poco più di un grammo, ma se si pensa all’enorme spessore dell’atmosfera, il paragone degli elefanti non può sorprendere.

La pressione non è uguale dappertutto. Sulle montagne, per esempio, è molto minore che al livello del mare. Inoltre dato che l’aria fredda è più pesante di quella calda, nello stesso luogo la pressione sarà anche in base alla temperatura.

Lo strumento per misurare la pressione atmosferica è il barometro che fu inventato da Evangelista Torricelli. Questi riempì di mercurio un tubo di vetro e ne immerse l’estremità aperta in una vaschetta, anch’essa piena di mercurio. Potè constatare che la colonnina di mercurio non andava al disotto dei 76 centimetri. Era chiaro, quindi, che la pressione di una colonna di mercurio alta 76 cm e dalla sezione di un centimetro quadrato veniva equilibrata da una pressione analoga che non poteva essere che quella dell’atmosfera.

Vi sono anche altri piccoli esperimenti che  possiamo fare per constatare l’esistenza della pressione atmosferica. Eccone di seguito alcuni.

Succhiamo una bibita con una cannuccia, poi quando il liquido è giunto alla nostra bocca, appoggiamo rapidamente un dito all’estremità superiore della cannuccia e teniamolo fermo. Il liquido non uscirà, e ciò perchè il suo peso esercita una pressione minore di quella atmosferica. Non appena si toglierà il dito, il liquido uscirà dalla cannuccia.

Prendiamo un comune bicchiere e riempiamolo d’acqua fino all’orlo. Poi appoggiamo sul bicchiere un pezzo di cartone o di carta, in modo che ricopra completamente l’orlo. Capovolgiamo rapidamente il bicchiere e togliamo la mano dal cartone. Questo non cadrà e l’acqua rimarrà nel bicchiere. Perchè? Perchè nel bicchiere non c’è aria, ma soltanto acqua, e questa ha un peso inferiore a quello esercitato dalla pressione dell’aria che spinge dal basso il cartone.

Il vento

L’aria è sempre in movimento. Lo si può constatare considerandone gli effetti. Osserviamo le foglie muoversi nella brezza, il bucato sventolare,  le nuvole correre nel cielo. Questo movimento si chiama vento.

Da che cosa dipende il vento? Per poter spiegare questo fenomeno bisogna dire qualcosa sulla temperatura dell’aria. L’aria ha una sua temperatura, più calda o più fredda, secondo la stagione, l’altitudine, l’azione del sole, ecc… Ebbene: l’aria calda è più leggera dell’aria fredda e tende a salire. L’aria fredda è più pesante e tende a discendere e ad occupare quindi il posto dell’aria calda.

Possiamo procedere ad alcuni piccoli esperimenti.

Proviamo a fare sul termosifone qualche bolla di sapone. Queste saliranno verso l’alto, ciò non accadrà o accadrà con minor effetto, per le bolle di sapone che faremo in un punto lontano dalla sorgente di calore.

Se potessimo misurare, a vari livelli, la temperatura di una stanza riscaldata, potremmo constatare che, verso il soffitto, l’aria è molto più calda che nei pressi del pavimento. Ebbene, è questa differenza di temperatura che produce il vento. Quando, fuori, l’aria calda sale, l’aria fredda si precipita ad occuparne il posto e forma, così, una corrente – vento che poi noi chiamiamo con diversi nomi a seconda del punto cardinale da cui proviene.

Pensiamo adesso a tutta l’aria che avvolge il nostro globo. Sappiamo che essa è freddissima nelle regioni nordiche e caldissima nelle regioni equatoriali. Ecco perchè l’atmosfera è sempre in movimento: l’aria fredda tende ad occupare il posto di quella calda che sale e quindi si formano venti che possono essere deboli, oppure violenti e disastrosi. Abbiamo detto che essi prendono il nome del punto cardinale da cui provengono. Abbiamo così Ponente, Levante, Ostro, Tramontana, rispettivametne provenienti da ovest, est, sud e nord. E poi venti intermedi: sud-ovest Garbino o Libeccio; sud-est Scirocco; nord-est Greco; nord-ovest Maestrale. Per stabilire la direzione del vento,  si usa la rosa dei venti.

Le nuvole

Nell’atmosfera ci sono le nuvole. Ci sarà facile invitare i bambini ad osservare il cielo e quindi le nuvole. Come sono le nuvole che si presume portino la pioggia? Quali nuvole si vedono nel cielo di primavera? In quello dell’estate? Nuvole grigie, pesanti, oscure; nuvole leggere e delicate; nuvoloni bianchi e bambagiosi. Se uno di noi capitasse in una nuvola si troverebbe in breve bagnato. Infatti tutte le nuvole sono formate da vapor acqueo parzialmente condensato in minutissime gocce e, negli strati superiori dell’atmosfera, in cristallini di ghiaccio.

Ma da dove provengono queste goccioline e questi cristallini di ghiaccio? Ammassi di vapore acqueo si elevano nell’atmosfera., resi leggeri dal calore del sole. Quando il vapore acqueo si condensa diviene visibile ai nostri occhi appunto sotto forma di nubi.

Esperimento scientifico per creare nuvole in vaso qui: Esperimenti scientifici per bambini – creare le nuvole in bottiglia o in vaso

Osservazione e classificazione delle nuvole qui: Esperimenti scientifici per bambini – Osservazione e classificazione delle nuvole

Il ciclo dell’acqua, dettati e letture, qui: Il ciclo dell’acqua – dettati ortografici e letture

La pioggia

Vediamo come accade il fenomeno per cui l’acqua cade sulla superficie terrestre. Le nuvole sono sospese in una massa d’aria, che, essendosi riscaldata, sta innalzandosi. Le gocce di cui le nuvole sono formate, divenute più pesanti per la ulteriore condensazione dovuta al contatto con strati di aria fredda cominciano effettivamente a cadere, ma l’aria calda che tende ancora a salire, le risospinge verso l’alto. Facciamo l’esempio di una pallina da ping pong che venga sollevata al disopra di un ventilatore. La pallina resterà sollevata in aria, sospinta dall’aria che sale dall’apparecchio. Lo stesso avviene per le goccioline d’acqua che formano le nuvole. Ma ecco che esse ingrossano anche perchè urtandosi, si fondono tra loro e diventano quindi più pesanti. E così le gocce cominciano a cadere sulla terra. E’ la pioggia.

Esperimento scientifico per creare la pioggia in un vaso qui: Esperimenti scientifici per bambini – Creare la pioggia in un vaso

La nebbia

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Il ciclo dell’acqua – dettati ortografici e letture

Il ciclo dell’acqua – dettati ortografici  e letture sul ciclo dell’acqua e i fenomeni atmosferici, di autori vari, per bambini della scuola primaria e d’infanzia

Pioggia, neve e grandine

Oggi il cielo è nuvoloso e a tratti cade una pioggia fitta e sottile che bagna ogni cosa. Essa può risultarci fastidiosa, ma è benefica alle coltivazioni dei campi ed è indispensabile alla vita di tutti gli esseri viventi.

Mentre osserviamo la pioggia, chiediamoci un po’ da dove arriva. Già lo sappiamo: viene dalle nubi che stanno in cielo e che il vento porta qua e là a suo piacere. Bene! Ma le nubi come si sono formate?

Le acque dei fiumi, dei laghi, dei fossati e specialmente le estese acque del mare, sotto il benefico effetto dei caldi raggi del Sole, si sentono, in  superficie, diventare più leggere, ed evaporano, trasformandosi in nuvolette invisibili di vapore acqueo.

Il vapore si alza leggero nell’aria e lassù in cielo si raggruppa formando le nubi. Quando le nubi incontrano correnti di aria fredda, le goccioline che le formano si condensano, si uniscono cioè tra loro, e formano gocce più grosse e più pesanti che cadono: è la benefica pioggia.

D’inverno, quando l’aria è freddissima, le goccioline delle nubi possono trasformarsi il leggeri cristalli di ghiaccio che scendono dal cielo come bianchi e soffici fiocchi: è la neve che ammanta di bianco ogni cosa.

D’estate, durante certi violenti temporali, le goccioline delle nubi sono investite da improvvise correnti di aria fredda. Il rapido abbassamento della temperatura le trasforma in chicchi di ghiaccio: è la grandine, che danneggia interi raccolti.

Il cammino dell’acqua sulla terra

Piove, grandine, nevica: l’acqua ristagna sulla terra nel luogo in cui è caduta. In breve tempo l’aria e il sole la fanno nuovamente evaporare.

Altre volte l’acqua penetra sottoterra, scioglie il terriccio necessario alla vita delle piante e delle erbe e, in parte, compie un lungo percorso nel sottosuolo, per poi zampillare da una roccia e formare una sorgente.

Ma non tutta l’acqua che cade sulla terra ristagna o viene assorbita dal terreno. Una buona parte si raccoglie in rigagnoli, in brevi ruscelli, in impetuosi torrenti, forma i grandi corsi d’acqua: i fiumi.

I fiumi si versano nei laghi e, più spesso, nel mare che tanta acqua ha già raccolto direttamente, con le piogge.

Come si formano le nuvole

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Poesie e filastrocche sul VENTO

Poesie e filastrocche sul VENTO – una raccolta di poesie e filastrocche sul vento, di autori vari, per bambini della scuola d’infanzia e primaria.

Il vento

E’ mite carezza

che passa gentile

e tiepida scherza

coi fiori d’aprile

è vasto respiro

lanciato sull’onda

che spinge la vela

in corsa gioconda.

E’ mano che afferra

con dita spiegate

e all’albero strappa

le foglie dorate.

E’ gelido soffio

che scende dai monti

e in ghiaccio tramuta

i rivi e le fonti

così senza posa,

or rapido or lento

si svolge l’eterno

cammino del vento. Ada Negri

Il vento

Ma chi bussa da villano?

corri all’uscio: è già lontano.

Ma chi è quel capo ameno?

porta l’acqua ed il sereno,

sparge i semi per il mondo,

sbuffa e frulla in tondo in tondo,

mena schiaffi e scappellotti,

fischia per i vetri rotti,

ora è dolce e profumato,

ora è proprio uno sgarbato,

corre e vola in un momento…

chi sarà, bambini? Il vento! E. Bossi

Il vento

Orco è il vento che ne bosco,

sta provando il suo vocione

con un viso fosco fosco,

e con tanto di barbone

“Mangerò tutte le foglie,

mangerò tutta la terra

mangerò tutte le nubi,

che lassù si fan la guerra!”

Lo si sente, apre le porte,

e le sbatte forte forte

Con un passo, lo si sa,

spazza tutta la città.

Il vento

Esce di scuola il vento e gioca e fischia

e non ha libri nè berretto in testa;

cerca viole lungo la foresta

e sopra i pioppi dondola e s’arrischia. R. Pezzani

Un prepotente

Non ho riguardi, non conosco regole:

entro dove mi pare

senza chieder permesso,

e se gusto ci piglio,

scuoto, rovescio, sibilo, scompiglio.

Sicuro! E di te pur, ragazzo mio,

anche se sei monello,

me la rido: t’investo,

ti spingo, e se mi frulla,

di colpo, trac, ti porto via il cappello.

Tanto, chi mai mi prende o mi trattiene?

Amo gli spazi liberi,

e, a chi s’oppone, grido,

sfidandoli al cimento:

“Fatti più in là che passa il signor vento!”. Domenico Mantellini

Il vento

Nel colmo della notte, a volta, accade

che ti risvegli, come un bimbo, il vento.

Solo, pian piano, viene per il sentiero,

penetra nel villaggio addormentato.

Striscia, guardingo, fino alla fontana;

poi si sofferma, tacito, in ascolto.

Pallide stan tutte le case intorno,

tutte le querce, chinate sulla piana. Rainer Maria Rilke

Il vento

Oh, che vento monello!

Ci toglie il cappello,

stronca gli alberi vecchi,

e fischia negli orecchi…

Pure, ai navigli in mare,

le vele fa gonfiare

e trapianta erbe e fiori

come i seminatori.

Tutte pari le cose:

un po’ spine, un po’ rose;

e nessun male avviene,

senza un poco di bene. A. Pozzi

Il vento

Mi piace far dispetti

piegare gli alberetti;

far volare cappelli

e rovesciare gli ombrelli.

Sollevo polveroni,

ma scaccio i nuvoloni;

i panni al sole stesi

o alle finestre appesi

asciugo in un momento:

sono il monello vento!

Il vento

Io sono la brezza

che i fiori accarezza

lo zeffiro alato

che gioca sul prato

son mano gioconda

che scherza con l’onda

respiro sferzante

che spoglia le piante.

Son aspra tormenta

che in alto s’avventa

son fiato pungente

che ghiaccia il torrente.

Mutevole e vario

spietato e bonario

crudele e scherzoso

ignoro il riposo. G. Noseda

Vento

Come un lupo è il vento

che cala dai monti al piano

corica nei campi il grano

ovunque passa è sgomento.

Fischia nei mattini chiari

illuminando case e orizzonti

sconvolge l’acqua nelle fonti

caccia gli uomini ai ripari.

Poi, stanco s’addormenta e uno stupore

prende le cose, come dopo l’amore. A. Bertolucci

Il poeta ozioso

L’arpa d’oro

pende ai salici

il canoro

vento l’agita

non le dita

mie lo tocchino

l’infinita

anima l’animi

l’arpa al vento

al sole oscilla

brilla, squilla. G. Pascoli

Via col vento

Vola vola via col vento

per il vasto firmamento

va vicino, va lontano,

vola al monte, vola al piano

per il vasto firmamento

vola vola via col vento.

Il vento

Zompa per i tetti, sbuffa nei camini

mugghia sui vetri, in rapidi mulini

inferocito sibilando s’alza

poi, gonfio d’ira, a testa bassa incalza

fra un osannante polverume passa

una ruota di tenere fronde

mentre sui muri i tubi delle gronde

sbaccanano con colpi di grancassa. I. Drago

Vento d’autunno

Nella piazza il vento alzò a vela

nembi di polvere e foglie morte.

Graffiava i vetri, urtava le porte

sbandierava per l’alto un lenzuolo.

Poi balzò in cielo, urtò con furore

le sparse nuvole. Latrava, gemeva

con mugolii sordi faceva

il cane del celeste padrone. D. Valeri

Il vento

Oh, ma che fretta, signor spazzino,

con quella scopa sembri un mulino!

“Tutte le strade devo pulire,

perchè la neve possa venire.

Col cappuccio bianco e pulito

non vuole macchie sul suo vestito.

Povere foglie! Dopo il lavoro

ad una ad una, vanno anche loro

ma sulla terra sfiorita e nera

preparan già la primavera!

Il vento

Nell’aria grigia e morta

c’è un’onda di lamento.

Qualcuno urta la porta:

– Avanti! Passi! – E’ il vento.

Vento del Nord che porta

e neve e fame e stento:

la macchia irta e contorta

ulula di spavento.

Passano neri stormi

in frettoloso oblio;

passano nubi informi.

Tutto nell’aria oscura

passa e s’invola; addio

da non so qual sventura. (G. Pascoli)

 Viene il vento

Ecco, ora viene.

Oh, che allegria!

Tutti i cappelli

ci porta via.

Come una palla

li fa ruzzolare.

Ha una gran voglia

ei di scherzare.

Poi se la piglia

coi panni al sole,

che manda in terra

a far capriole.

Fa diventare

matte le fronde,

che si accarezzano

come fan l’onde.

Sibila, spruzza

fa andar tentoni,

scuote le porte,

spazza i balconi.

Poi tace… e quieto

se ne va via

su nell’azzurro…

oh, che allegria! (P. Boranga)

Il vento

In casa. E’ sera.

E’ primavera.

Di fuori sento

fischiare il vento.

Il vento è forte:

sbatte le porte.

Passan pei vetri

ululi tetri.

Guardo di fuori:

vedo bagliori.

Sono le stelle:

sembran più belle,

son lucidate

dalle ventate.

Giù nella strada

la gente  è rada.

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Poesie e filastrocche LE NUVOLE

Poesie e filastrocche LE NUVOLE – una raccolta di poesie e filastrocche sul vento, di autori vari, per bambini della scuola d’infanzia e primaria.

Nuvoletta

“Nuvoletta” disse il vento

“Vuoi fermarti qui un momento?”

“No, non posso, devo andare,

sto nell’aria per volare”

Tutta rosa e rilucente,

per il cielo se ne andava

salutando sorridente

le sorelle che incontrava.

Ora, piccola e panciuta,

s’addensava un pochettino

diventava riccioluta

che sembrava un agnellino.

Lentamente s’allungava

distendendosi nel cielo

trasparente diventava

e leggera come un velo.

Verso l’alto si slanciava

fra le stelle a curiosare,

poi di piume s’adornava

bianco cignoa figurare.

Si tingeva d’azzurrino,

ali chiare dispiegava

e con l’oro del mattino

un bell’angelo sembrava.

Nuvole

Tutto il cielo è un immenso prato blu.

A un tratto spunta un bioccolino bianco…

s’alza, s’addensa, sboccia… eccolo, è un fiore.

Arde nel sole ed ama il sole e dona

tutta se stessa al sole, e si dissolve

nel grande ardore… Un soffio… Non c’è più.

Tutto il cielo è un immenso prato blu. Lina Schwarz

Le nuvole

Pallide nuvole soffici corrono

dentro l’azzurro del cielo s’inseguono:

se con letizia le mani si tendono,

bei girotondi giocondi ripetono;

Ma se si rotolan, strappano, spingono,

presto nel cielo l’azzurro nascondono;

ecco che tutto di grigio dipingono,

ecco la pioggia ed i tuoni che rombano.

Se poi, pentite, la pace rifanno,

senza problemi la mano si danno:

ecco che alcune già rosa si fanno;

dentro l’azzurro più soffici vanno. R. Bon

Nuvole

In una nuvola,

c’è anche un po’ di fiato

del bimbo,

del fiore,

del prato.

Dal mare blu

e dalle foglie appassite

le goccioline fin lassù son salite.

La nuvola

Ti conosco nuvoletta

che cammini sola sola

non armata di saetta

come un angelo che vola.

Ti conosco anche se il vento

che ti gonfia e ti sospinge

ti trasforma in un momento

mentre il sole ti dipinge

intingendo i suoi pennelli

nei color più vivi e belli.

Tutta rosa stamattina

tutta bianca a mezzodì

ti conosco mascherina

trasformata anche così.

Or somigli a un cavallino

sciolta al vento la criniera

ora sei la caffettiera

che trabocca nel camino

ora là nell’infinito

sembri un albero fiorito. R. Pezzani

Nuvole notturne

Oh bianche nuvolette che passate

silenziose al lume delle stelle

da qual desio, vaganti pecorelle

per i prati del ciel siete portate?

Si va, si fa. Poco di noi sappiamo

siam la rugiada e siamo la tempesta

ci guida il vento, a lui chiniam la testa

e, dove lui poggia, andiamo andiamo andiamo…

Nuvole

Che pazzerelle nuvole!

Scherzano su nel cielo…

in un momento intessono

intorno al sole un velo

poi leste quattro gocciole

di pioggia spruzzate giù

e al sole fuggendo, gridano

“Adesso asciuga tu!” L. Schwarz

Nuvoloso

Sole caldo, sole bello

perchè toglierti non vuoi

quell’orribile mantello

che ci vela i raggi tuoi?

Ogni viva creatura

sente un brivido di gel

ogni faccia si fa scura.

Guarda la nube

Guarda la nube che gioca col lampo e col tuono

guarda la luna che gioca col globo celeste,

guarda la rupe che s’alza d’un impeto al polo

e come gioca in amore col l’eco rideste!

Guarda il torrente agli scogli che mugghia, ridonda

e con la piena dell’onda rinnova la festa;

guarda la bella farfalla dal volo librato

sulla corrente, giocare col fior di giacinto:

gioca tu pure con loro, conservati bimbo

belli son tutti quei giochi che gioca il creato!

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Poesie e filastrocche sulla pioggia il temporale l’arcobaleno

Poesie e filastrocche sulla pioggia il temporale l’arcobaleno la grandine: una raccolta di poesie e filastrocche per la scuola d’infanzia e primaria, di autori vari.

La pioggia

Pioggerellina, pioggerellina,

vien giù grossa, vien giù fina;

canta e ride, danza e svaria,

cento righe van per l’aria. ( A. A.)

Proverbi

Lampi di sera

bel tempo di spera.

Aria pecorina

acqua vicina.

Cielo a pecorelle

acqua a catinelle.

Il cielo si rischiara:

acqua prepara.

Prima dell’arcobaleno

Il brontolio si cangia in violento

sibilo e batte alle serrate porte;

voce di rabbia, sibilo di morte:

il vento, il vento, il vento.

Una luce sinistra, un guizzo, un vampo

ecco passa nel cielo rapidamente

aereo guizzo come di serpente:

il lampo, il lampo, il lampo.

Un tumulo, un fragore, un urlo, un suono

rauco, sfuggente, rotolante, cupo

voce d’antro di selva, di dirupo:

il tuono, il tuono, il tuono.

Il tuono, il lampo, il vento

e un’idea di sereno

tanto cruccio e sgomento

fino all’arcobaleno. (M. Moretti)

Una gocciola di pioggia

Una gocciola di pioggia

alla terra un dì guardò

e la vide tanto bella

che dall’alto si buttò.

Cadde e si trovò ruscello

fresco puro scintillante

poi divenne aspro torrente

impetuoso e spumeggiante.

Crebbe ancora e fu un gran fiume

calmo e lento fra le sponde

finchè giunse al mare unendo

a quell’onde le sue onde.

Nella notte il ciel brillava

d’infinite, chiare stelle

così limpide e lontane

così pure, così belle.

Sospirò la gocciolina:

“Vorrei essere lassù!”

Ed appena sorse il sole

gli gridò: “Tu sole,

che sei forte, che sei buono,

che a nessuno neghi amore,

dammi aiuto per salire

alla meta del mio cuore!”

Dentro il raggio il sol la prese

ve la tenne, la scaldò,

e la gocciola di pioggia

al suo cielo ritornò.

Pioggerella

Pioggerella fina fina

che dal cielo scendi giù

tu rimbalzi leggerina

sopra i fiori rossi e blu.

Beve il tetto, ride il mare,

canta lieto un uccellino;

al tuo lieve ticchettare

s’addormenta ogni bambino.

Si rinfresca il campo e il prato,

ti saluta il ruscelletto,

tutto il mondo par beato

sotto il provvido bagnetto.

Pioggerella fina fina,

che dal cielo scendi giù…

Pioggia

Che pazzerelle nuvole

scherzano su nel cielo

in un momento intessono

intorno al sole un velo.

Poi leste quattro gocciole

di pioggia spruzzan giù

e al sol fuggendo gridano:

“Adesso asciuga tu!”. ( L. Schwarz)

Canzonetta della pioggia

Già s’affacciano nel cielo

grossi densi nuvoloni

ogni pianta ed ogni stelo

si dispoglia a poco a poco.

Guizzan fulmini di fuoco

tra il rombar cupo dei tuoni.

Sopra l’arido selciato

è danzar di goccioloni.

Poi, d’un tratto, sul creato

col la furia di una piena

il diluvio si scatena.

Piove piove piove piove

oh, il monotono scrosciare

della pioggia che rimuove

che travolge, che trascina

ciò che incontra, ciò che intoppa

nella sua folle rapina:

cose vecchie, cose nuove,

è la furia che galoppa

verso il piano, verso il mare,

piove piove piove piove.

Piove piove piove piove

sopra i monti sopra i piani

hanno gli alberi intristiti

movimenti quasi umani.

Sono tutti infreddoliti

gli uccellini dentro i nidi

levan rauchi e strani gridi

le ranocchie nei pantani.

Sulle vette più lontane

le casette rusticane

nel grigiore mattinale

della pioggia torrenziale

sembran tutte linde e nuove

piove piove piove piove.

Malinconico concerto

di bisbigli e di richiami

come passano tra i rami

sinfonie di foglie al vento

musichette misteriose

delle piante e delle cose.

Dentro l’ombra del viale

non più trilli e guizzi d’ale.

Tutto geme e si commuove

nel gran pianto universale

piove piove piove piove!

Che tristezza, che tristezza

tutto è scuro, tutto è chiuso

sembra il mondo circonfuso

da un gran senso di stanchezza.

Stanno i bimbi ad ascoltare

dietro ai vetri dei balconi

quel continuo ticchettare

delle gronde sui lastroni.

Bimbi, è mesto il vostro cuore,

come il giorno senza cielo

ma verrà domani il sole

s’aprirà sopra ogni stelo

la corolla d’un bel fiore.

Torneranno le parole

della fede e dell’ardore

torneran gli azzurri incanti

della terra sorridente

sotto i cieli sfolgoranti

e sul vostro labbro ardente

canterà, bimbi, l’amore.

Pioverà? Non pioverà?

Farà brutto? Farà bello?

Dovrò uscire con l’ombrello?

Ma se uscissi con l’ombrelllo

lo so già farebbe bello.

Eppoi questo non è tutto.

Senza ombrello, ci scommetto,

muterebbe in tempo brutto.

Sole, pioggia, ma perchè

vi burlate ognor di me? ( Colombini Monti)

Acquazzone

Di nubi grige a un tratto il cielo fu

e il tuono brontolò con voce d’orco.

Si cacciò avanti, lungo lo stradone

carta foglie ed uccelli il polverone.

Si udirono richiami disperati

tonfi di imposte e d’usci sbatacchiati.

Si videro donne lottare in un prato

con gli angeli impauriti del bucato.

Poi seminò la pioggia a piene mani

tetti e vie di danzanti tulipani

tagliò il paesaggio, illividì ogni cosa

in un polverio d’acqua luminosa.

Quando si stava inebetiti e fissi

come sull’orlo d’infuocati abissi

dove il mondo pareva andar sommerso

il cielo sulle cose era già terso

e nei vetri appannati del tinello

risorrise il paese ad acquarello

sulla campagna dolcemente crespa

ronza la chiesa d’oro come vespa.

Non rimaneva dell’orrendo schianto

che il gocciolio di musicale pianto

della gronda, già buono già tranquillo;

lo raccolse morente il bruno grillo.

Coi tamburini gracili di pelle,

le rane lo portano alle stelle. ( C. Govoni )

Piccola nuvola

Dopo l’acquata, le nuvole pronte,

pigliano il volo, scavalcano il monte.

Or con la gonna di velo sottile,

la più pigra s’impiglia al campanile. (U. Betti)

Pioggia di primavera

Com’è dolce la pioggia

che sottile e leggiadra

scampanella nell’aria

oggi ch’è primavera!

E domani che festa,

quando il vento ed il sole

asciugheranno a gara

l’erba nuova del prato,

cogliere un mazzolino

di primule

e di viole,

un mazzetto fragrante,

nitido, di bucato! (Graziella Ajmone)

La pioggia

State a sentire che dice

la nuvoletta felice:

“Quando la pioggia mi scioglie

lustro le pietre e le foglie.

Per camminare sui tetti

mi metto gli zoccoletti.

Vado per orti e giardini

cantando come i bambini. (R. Pezzani)

Pioggia

I goccioloni han voglia di cantare

rimbalzando, saltellando

delle strade fan fossette

delle scarpe fan barchette.

Piove piove dappertutto

Cielo grigio. Tempo brutto.

Piove piove dappertutto.

Fan la doccia i fiorellini

nelle aiuole dei giardini

e nell’orto il seminato

beve l’acqua d’un sol fiato.

Io, se piove, non mi cruccio

vado a spasso col cappuccio. ( I. C. Monti)

Il temporale

Che succede? In un momento

calma e gaia era la terra

e di colpo… pioggia, vento,

lampi e tuoni in ciel fan guerra.

Son scomparsi gli uccellini

traman l’erbe e i fiorellini

e le piante… oh, che pietà,

par si spezzino a metà.  (A. Pozzi)

Non piove più

Non piove più. Le gocce

scendon con contagocce

dagli alberi inzuppati

che l’acqua ha rinfrescati.

Il vento, a poco a poco,

così come per gioco,

con soffi d’allegria

le nubi manda via.

Torna, torna il sereno:

guarda l’arcobaleno!

E’ già venuto fuori

con tutti i suoi colori  (I. C. Monti)

Pioggia

E’ un’arpa la pioggia, infinita,

fra terra e cielo

sottesa.

Con agili dita

tra fili sottili

di limpido argento

trascorre il vento

in brividi di seta

in rapidi fruscii

in lunghi mormorii.

Nasce dall’aspro archetto

di una fronda d’ulivo

un vivo

accordo di violino

e dall’orlo del tetto

una frangia di gocciole leggera

strimpella sul canale di lamiera. (L. P. Mazzola)

Dopo la pioggia

Dopo la pioggia viene il sereno,

brilla in cielo l’arcobaleno:

è come un ponte imbandierato

e il sole vi passa, festeggiato.

E’ bello guardare a naso in su

la sua bandiera rossa e blu.

Però lo si vede -questo è il male-

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,

questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra

fare la pace prima della guerra. (Gianni Rodari)

Piove

Piove da un’ora soltanto

ma il bimbo pensa che già

piova da tanto, da tanto

sopra la grande città.

Piove sui tetti e sui muri, piove

sul viale, piove sugli alberi

oscuri con ritmo triste e uguale. (Ada Negri)

La pioggia

La pioggia picchietta

sommessa e argentina

e narra una favola

piccina piccina

d’insetti, di passeri,

di grilli, di fiori,

di piccoli cuori.

Per loro ogni gocciola

che stride e saltella

che sfrigge e che mormora

è come una stella. (O. Visentini)

Pioggerella

Pioggerella fina fina,

che dal cielo scendi giù

tu rimbalzi leggerina,

sopra i fiori rossi e blu.

Beve il tetto, ride il mare,

canta lieto un uccellino

al tuo lieve ticchettare

s’addormenta ogni bambino.

Si rinfresca il campo e il prato,

ti saluta il ruscelletto

tutto il mondo par beato,

sotto il provvido bagnetto.

Pozzanghere

Accanto al marciapiede

brilla una pozza d’acqua

e dentro vi si vede

la nube che si sciacqua:

e dietro le veleggiano

nubi in un grande mare

che sembrano una greggia

che vada a pascolare.

Ma forse questa notte

dentro l’immensità

del cielo capovolto

un astro fiorirà:

fiorirà sul selciato

sporco della città

come un dono serbato

per chi lo scoprirà. (G. Porto)

Non piove più

Non piove più! Sui prati

sotto il raggio del sole,

tra l’erba luccicante,

s’aprono le viole.

Tra i rovi della siepe

l’azzurra vinca sboccia;

ad ogni fiore in seno

brilla una pura goccia.

Le galline sull’aia

ritornano a beccare,

e i fanciulletti garruli

riprendono a saltare.

L’aria odora di terra,

su, nel cielo sereno,

con sette bei colori

brilla l’arcobaleno. (O. G. Mercanti)

Piove

Piove. Sotto la gronda un nido è vuoto.

Beve le stanche lacrime del cielo

nel gran giardino un triste albero immoto.

Un bimbo biondo, col ditino in bocca,

guarda dai vetri, silenzioso, assorto.

Forse pensa alla neve, che, se fiocca

fa tutto bello, rifà tutte nuove

le cose morte. Chissà. Forse! Intanto

in un grigiore desolato, piove. (Zietta Liù)

Saluto al sereno

Addio, rabbia di tempesta!

Addio, strepitio di tuoni!

Vanno in fuga i nuvoloni,

e pulito il cielo resta.

Addio, pioggia! Qualche stilla

dai molli alberi si stacca;

ogni foglia, fiore o bacca

al novello sole brilla.

Consolato il mondo tace.

Su ciascuna afflitta cosa,

come un balsamo, si posa

la serena amica pace. (A. S. Novaro)

Gli ombrelli

La famiglia degli ombrelli

quando piove a catinelle

si apre tutta e, per la gioia,

non può stare nella pelle.

Balla e canta, beve l’acqua,

mulinella in braccio al vento,

ride a scrosci se diluvia,

senza il minimo sgomento.

Ma, passato il temporale,

quando il sole sbuca, ahimè,

ogni ombrello , immusonito,

torna a casa chiuso in sè. (Zedda)

L’acquazzone

E venne, dopo il vento,

d’impeto, come l’onda

che sopra il mar s’avventa.

Disperse in un baleno

gli agricoltori ai campi,

scrosciò per ogni gronda

ed allagò le strade.

Poi, senza tuoni e lampi,

quasi senza sussurro,

finì con grosse, rade

gocce. Quando nel cielo

del già chiaro orizzonte

s’alzò l’arcobaleno,

candide come un velo

di sposa, navigavano

le nubi in mezzo a un mare,

divinamente azzurro. (V. Bosari)

Dopo il temporale

Spenti in ciel gli ultimi tuoni

vanno in fuga i nuvoloni

e la pioggia viene meno.

Ecco, appar l’arcobaleno…

Qualche gocciola sospesa,

qualche farfallina illesa,

galli nuovi, erta la cresta,

ai fioretti fanno festa:

goccia un frutto, una corolla,

c’è per tutto odor di zolla,

e quel giglio s’è trovato

un vestito di bucato! (L. Carpanini)

Temporale

Un bubbolio lontano…

Rosseggia l’orizzonte,

come affocato, a mare;

nero di pece, a monte;

stracci di nubi chiare:

tra il nero un casolare:

un’ala di gabbiano. (G. Pascoli)

Piove

Piove da un’ora soltanto

ma il bimbo pensa che già

piova da tanto! Da tanto!

Sopra la grande città.

Piove sui tetti e sui muri,

piove sul lungo viale,

piove sugli alberi oscuri

con ritmo triste ed uguale;

piove; e lo scroscio si sente

giungere dalle vetrate

che versano lacrime lente

come fanciulle imbronciate.

Piove e laggiù, sulla via,

e in ogni casa, già invade

l’intima malinconia

di quella pioggia che cade.

Piove da un’ora soltanto:

ma il bimbo pensa che già

piova da tanto! Da tanto!

Sopra la grande città. ( A. Novi)

Filastrocca della pioggia

Pioggerellina, pioggerellina,

vien giù grossa, vien giù fina;

canta e ride, danza e svaria,

cento righe van per l’aria.

Pioggerella viene in fretta,

col profumo di violetta:

pioggia tiepida di maggio

nelle cose metti un raggio.

Dai fossati, a crocchi, a crocchi,

la salutano i ranocchi;

l’anatroccolo diguazza,

pioggia allegra, pioggia pazza!

La pioggia

La pioggia picchietta

sommessa, argentina,

e narra una favola

piccina piccina,

d’insetti, di passeri,

di grilli, di fiori,

di piccoli cuori:

per loro, ogni gocciola,

che stride, saltella,

che sfrigge, che mormora,

è come una stella. (O. Visentini)

La pioggia continua a cadere

La pioggia continua a cadere

e tutta la terra trafigge:

le luci grondanti e affiochite

incerte sui marciapiedi.

La pioggia continua a cadere

sottile pungente accidiosa

e tutte le strade son colme

e lacrime stillano gli alberi.

La pioggia continua a cadere,

nel grande silenzio a cadere,

ed ombre, fantasmi, s’allungano,

enormi fantasmi i palazzi. (L. Fiorentino)

Il temporale

Il cielo è carico di nuvoloni

fulmini e tuoni

fremon lassù.

La chioccia vigile

chiama i pulcini:

“Qua, piccolini,

vi coprirò”.

Ed essi corrono.

C’è il temporale

ma sotto l’ale

non treman più.

Il tuono

E nella notte nera il nulla

a un tratto, col fragor d’arduo dirupo

che frana, il tuono rimbombò di schianto:

rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,

e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,

e poi vanì. Soave allora un canto

s’udì di madre, e il moto di una culla. (G. Pascoli)

Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;

il cielo ingombro, tragico, disfatto:

bianca bianca nel tacito tumulto

una casa apparì sparì d’un tratto;

come un occhio, che, largo, esterrefatto,

s’aprì si chiuse, nella notte nera. (G. Pascoli)

La mia sera

Il giorno fu pieno di lampi;

ma ora verranno le stelle,

le tacite stelle. Nei campi

c’è un breve gre-gre di ranelle.

Le tremule foglie dei pioppi

trascorre una gioia leggera.

Nel giorno, che lampi! Che scoppi!

Che pace la sera.

Si devono aprire le stelle

nel cielo sì tenero e vivo.

Là, presso le allegre ranelle,

singhiozza monotono un rivo.

Di tutto quel cupo tumulto,

di tutta quell’aspra bufera,

non resta che un dolce singulto

nell’umida sera.

E’ quella infinita tempesta

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