Recita per la festa della mamma – La fata

Recita per la festa della mamma – La fata  – Una semplice recitina scritta da T. Lovera, adatta a bambini della scuola d’infanzia e primaria.

Primo atto: in un giardino

Giulianella:
Mi piacerebbe tanto andare un po’ nella casa delle fate.
Devono essere molto belle e piene di bontà.

(Un fruscio leggero leggero: appare una fatina tutta vestita d’azzurro)

Giulianella:
Oh, la bella fata!

La fatina azzurra:
Mi ha mandato a prenderti la regina delle fate.

Giulianella:
Sono tanto contenta! Vengo con te!

(La bambina si alza, si avvicina alla fata. I fiori si muovono e recitano)

Fiori:
Un palazzo pieno di fiori è lassù nel cielo turchino,
fra le nuvole e le stelle delle fate è il regno d’or.
Cara bambina, ti salutiamo:
addio, piccina, ritorna ancor!
Fru… fru… fru… fru…

(I fiori ritornano al loro posto. Gli uccelli svolazzano intorno alla pianta, poi si fermano davanti alla bambina ed alle fate per dire)

Uccelli:
Un palazzo pien di luce,
è lassù nel ciel turchino,
fra le nuvole e le stelle,
delle fate è il regno d’or.
Cara bambina, ti salutiamo,
addio piccina, ritorna ancor!
Cip… cip… cip… cip…

(Anche gli uccelli ritornano al loro posto)

Azzurrina: Allora, vuoi proprio venire?

Giulianella: (battendo le mani)
Sì! Sì!

(La fatina prende per la mano la bimba. Escono insieme. I fiori e gli uccelli le accompagnano con un gesto di saluto)

Fiori e uccelli:
Cara bambina, ti salutiamo:
addio piccina, ritorna ancor!

Secondo atto: nel palazzo delle fate

(Nel palazzo delle fate, la regina delle fate è seduta in una poltroncina. Entrano la fata Azzurrina e Giulianella)

Giulianella: (inginocchiandosi)
Sono io.

Regina:
Vuoi rimanere sempre nel mio palazzo?

Giulianella:
Sì, sempre.

Regina:
Va bene, diventerai anche tu una piccola fata.

La fatina azzurrina: (avvicinandosi)
Vieni con me, ti metterai il vestito bianco.

(Escono insieme)

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Festa della mamma – tutorial – Libretto d’auguri illustrato con tisane, tè, sale grosso e collage…

Festa della mamma – tutorial- Libretto d’auguri illustrato con tisane, tè, sale grosso e collage… In realtà è quasi un libro tattile e non ha molto senso come ebook, ma lo condivido volentieri sperando possa essere di ispirazione per inventare lavoretti simili coi vostri bambini.

Si tratta della poesia “Alla mamma” di Luisa Nason, illustrata con tecniche varie:

Alla mamma

Mamma, per la tua festa

io ti offro

una cesta di baci

e un cestino di stelle.

Ti offro un cuscino di fiori

su cui posare la testa

quando sei stanca;

una fontana di perle lucenti

color della luna,

una ghirlanda di rose

e una montagna

di cose gentili

un cuore tanto piccino

e un amore grande così:

mamma per questo dì. ( L. Nason)

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Materiale occorrente:

– carta da acquarello spessa, di buona qualità, tagliata in otto foglietti (i miei misurano circa 17x17cm)

– un assortimento di tè o tisane

– sale grosso

– pennello

– vecchie riviste da ritagliare

– carta vetrata gialla e nera, cartoncino argento, carta stagnola (o in alternativa quello che avete in casa)

– foratrice per la carta

– pennarello indelebile nero

– colla da carta ed eventualmente colla a caldo

– taglierino e righello

– forbici

Preparazione:

tagliamo gli otto foglietti di carta da acquarello (se usate un coltello dentellato, i bordi risulteranno più “vissuti” e daranno un bell’effetto), poi disponiamo le tazzine da tè, versiamo poca acqua bollente in ognuna e immergiamo le bustine per ottenere tisane e tè di diverso colore, molto concentrate.

01

Col pennello usiamo le tisane come faremmo con gli acquarelli, colorando tutti i foglietti su entrambe le facce (prima tutte da una parte, poi si torna alla prima, che nel frattempo si sarà un po’ asciugata, per dipingere il retro):

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Se vogliamo sperimentare un “effetto speciale” possiamo spargere su alcune pagine ancora bagnate del sale grosso:

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Terminato il lavoro, tisane e pennello non servono più; quindi liberiamo il tavolo e mettiamo i foglietti ad asciugare.

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Abbiamo tutto il tempo per sfogliare le riviste che abbiamo a disposizione e ritagliare innanzitutto un buon assortimento di lettere dell’alfabeto, che raccoglieremo in ordine sul tavolo; poi, divisi ognuno in un piattino diverso:

– bocche

– pezzetti di giallo

– fiori

– dolci e torte (o altre cose “gentili”)

– pezzetti di rosa

– pezzetti di rosso

Come si fa

Pagina 1 – fronte

Realizziamo la copertina del nostro libretto d’auguri, con la prima parte della poesia: “Mamma per la tua festa” :

Festa della mamma - ebook - Libretto d'auguri illustrato con tisane, tè, sale grosso e collage...

Pagina 1 – retro

testo: “io ti offro una cesta di baci”.

Pagina 2 – fronte

ritagliamo un cestino stilizzato nella carta vetrata gialla, decoriamo e incolliamo sulla pagina. Aggiungiamo le bocche

Pagina 2 – retro

testo: “e un cestino di stelle”.

Pagina 3 – fronte

Disegniamo tante stelline sul retro di un foglio di carta vetrata (o carta) nera e ritagliamole col taglierino.

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Incolliamo sulla pagina i pezzetti gialli, quindi appoggiamo la carta vetrata senza incollarla, in modo che resti sfogliabile  come una pagina in più:

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Festa della mamma - ebook - Libretto d'auguri illustrato con tisane, tè, sale grosso e collage...
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Canto: La mamma

Canto: La mamma. Con testo, spartito sonoro scaricabile e stampabile gratuitamente e file mp3. Per flauto dolce e canto.

La mamma: testo

Ci sono al mondo tante cose belle

i fiori il mare il cielo con le stelle

il sorriso del sole d’oro che dà luce e dà calor.

Ma per me più che il cielo e il mar

più del sole che ci dà calor

c’è la fiamma del focolare

c’è la mamma col suo amor.

La mamma: spartito e file mp3

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Lavoretto per la festa della mamma – fiore di feltro

Lavoretto per la festa della mamma – fiore di feltro. Avevo già descritto la tecnica di produzione dei fiori di feltro per gli adulti, ma si tratta di  un procedimento troppo impegnativo proposto ai bambini.

Qui vediamo come è semplice, con pochi accorgimenti aggiuntivi, far fare questa bella esperienza anche ai bambini più piccoli.

Lavoretto per la festa della mamma - fiore di feltro

E’ un’attività che consiglio davvero, per esperienza: è molto ricca dal punto di vista sensoriale, avvicina al mondo della natura, porta calma e concentrazione (anche per il massaggio dei polpastrelli che la lana ci ricambia mentre la massaggiamo, ma non solo) e, siccome la bellezza della lana (anche senza essere lavorata) è garanzia di successo, porta tutti i bambini a sentirsi “bravissimi” e in questo caso davvero orgogliosi di poter fare alla mamma un così bel regalo…

Il fiore che propongo oggi non è un fiore in particolare, ma “un’idea di fiore” che si costruisce, come avviene davvero anche in natura, con la luce ed il calore che insieme portano alla formazione prima del bocciolo, e poi del fiore.

Materiale occorrente:

– lana cardata colorata verde, gialla ed in altri colori a scelta

– sapone di marsiglia meglio se all’olio d’oliva (ma si può usare anche detersivo per piatti) e acqua calda

– una stuoietta (tipo quelle da sushi, ma si può usare anche un pezzo di arella rotta o simili, o in alternativa anche un pezzo di plastica a bolle) e un asciugamano

– mattarello

– una matita

– fil di ferro per lo stelo del fiore

– un secondo asciugamano a disposizione di ogni bambino, se la sensazione del sapone sulle mani è fastidiosa.

Tenere la stuoietta sopra l’asciugamano è un buon trucco per evitare di bagnare troppo la lana, perchè ai bambini piace esagerare con l’acqua e con la schiuma, e con la stuoietta l’eccesso viene filtrato lasciando asciutta la superficie di lavoro.

E’ importante stare a fianco del bambino per passargli il materiale quando ha le mani insaponate, e per intervenire se ne ha bisogno.

Il materiale deve essere disposto ordinatamente: la lana distante dall’acqua, la stuoietta davanti al bambino, il sapone e l’acqua a destra (se il bimbo non è mancino), quello che non serve lontano e quello che serve vicino…

Suggerimenti per il laboratorio

Mettiamoci a fianco del bambino, e facciamo anche noi un fiore con lui, così non saranno necessarie troppe spiegazioni verbali.

Per prima cosa prendiamo un ciuffo di lana verde, apriamolo tra le mani e facendone fiocchetti leggeri posiamolo sulla nostra stuioia. Diamo al bambino la sua lana verde, e lui farà la stessa cosa.

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Versiamo dell’acqua calda nella ciotola del sapone, controlliamo che non scotti, e mostriamo sul nostro fiore come dobbiamo fare:

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Immergiamo i polpastrelli nell’acqua, strofiniamoli sulla saponetta, e massaggiamo la lana con movimenti circolari leggeri… il bambino farà la stessa cosa.

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Se qualcosa non va evitiamo il più possibile di toccare il suo fiore, e cerchiamo invece di correggere gli eventuali errori mostrandoli sul nostro. Se invece è stanco, chiediamo sempre il permesso di toccare il suo fiore, prima di aiutarlo…

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Dopo che la nuvoletta di lana risulta bagnata e massaggiata da entrambi i lati, cominciamo a passare al bambini i vari strumenti che servono alla follatura, mostrando prima velocemente sul nostro fiore come usarli:

– col mattarello si ruota e si preme sulla lana;

– si arrotola la stuoietta intorno alla lana e prima si ruota sull’asciugamano, poi tra le mani:

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Poesie per la festa della mamma

Poesie per la festa della mamma – una raccolta di poesie e filastrocche per la festa della mamma, di autori vari, adatte a bambini della scuola d’infanzia e primaria.

Ti voglio bene

Ti voglio bene, mamma… come il mare!

Non basta: come il cielo! No, più ancora.

Mamma, ci penso già quasi da un’ora,

eppure quel nome non lo so trovare.

So che quando torno dalla scuola

i gradini li faccio a rompicollo,

per l’impazienza di saltarti al collo

e il cuoricino, puf, mi balza in gola.

Ti voglio bene quando sei vicina

e quando non ci sei: quando mi abbracci.

Ti voglio bene anche se mi fai gli occhiacci.

Ti voglio bene sempre, sai, mammina?     L. Santucci

Il mazzo di fiori

Tre garofani, due rose,

sei viole del pensiero,

cinque bianche tuberose:

un bel mazzo per davvero!

Carlo porta i fiori in dono

alla mamma: quanti sono?

Proprio quella

Chiede Lilì: “Ma dimmi, babbo mio,

come hai potuto indovinar da te,

proprio la mamma che volevo io,

proprio la mamma che va ben per me?” L. Schwarz

Fiori per la mamma

Io raccolgo roselline,

tu ranuncoli dorati

tu narcisi e pratoline

sulle rive e in mezzo ai prati.

Oh mammina, tanti fiori

raccogliamo, sai perchè?

Per l’aroma? Pei colori?

Per donarli tutti a te. D. A. Rebucci

Mamma

Quando l’ombra discende sonnolenta,

mamma, mi piace di sentir la mano

tua, che carezza i miei capelli, lenta;

sentir la voce tua che parla piano;

posar la testa sopra i tuoi ginocchi!

E quando chini il viso sul mio viso,

tutta la luce, mamma, è nei tuoi occhi,

nel tuo sereno e limpido sorriso;

e una gran pace scendo in me così,

null’altro desiderio il cuor m’infiamma,

e la gioia del mondo è tutta qui,

nella tua mano che mi sfiora, mamma!  Zietta Liù

Il bimbo e la mamma

Mammina, quante

dolci piccole stelle!

Ma le piante

sono come belve

accovacciate! Un’ombra si muove

piano, piano…

dove sei, mamma!

Prendimi per mano.

Un passo leggero

ci segue. Uno sconosciuto nero

muove le fronde…

Si nasconde

come per farci spavento!

E’ il vento.

Non è vero, mammina? E’ il vento.

Le stelle sono lontane lontane…

Sembrano carovane

sperdute nell’oscurità…

E si cercano invano!

Di là dalle stelle, che ci sarà?

Mammina, prendimi per mano. (U. Betti)

Alla mamma

Mamma, per la tua festa

io ti offro

una cesta di baci

e un cestino di stelle.

Ti offro un cestino di fiori

su cui posare la testa

quando sei stanca;

una fontana di perle lucenti

color della luna,

una ghirlanda di rose

e una montagna

di cose gentili

un cuore tanto piccino

e un amore grande così:

mamma per questo dì. L. Nason

La mamma

Che cos’è la mamma?

Oh, bambino,

tu vuoi saperlo cos’è?

Qualcosa di grande! Benchè

il tuo cuoricino

sia piccino piccino

la mamma dentro ci sta!

La mamma è lo stesso

del tuo cuore

che soffre per te

che vive soltanto perchè

tu vivi, suo tenero fiore! C. Pagani

Gli occhi della mamma

Se mi soffermo a guardare

negli occhi la mia mamma

vi scorgo uno stagno incantato.

Attorno s’innalzano gli alberi

e un’isola un poco confusa

circondan le limpide acque.

Potessi io volger la prua

della mia povera barca

verso quelle acque silenti!

I pesci più rari vi nuotano

e uccelli preziosi sugli alberi

dell’isola a me tanto cara

innalzano canti di giubilo.

Se mi soffermo a guardare

negli occhi della mia mamma

vi scorgo uno stagno incantato. Poesia popolare giapponese

Per la mamma

Filastrocca delle parole:

si faccia avanti chi ne vuole.

Di parole ho la testa piena,

con dentro “la luna” e “la balena”.

Ma le più belle che ho nel cuore,

le sento battere: “mamma”, “amore”. Gianni Rodari

Favola e sogno

Oh, la brina degli anni sui capelli!

E’ scesa lenta

e d’improvviso

è sera.

Ma nel crepuscolo ancora

l’anima ad una qualche favola s’indora

dolcemente.

Un navicello antico scivolando

su meraviglie d’acque

nel mattino

mi porta ad un’isola verde

ove sotto platani frondosi

in riva a un quieto lago

sorridono le madri:

la mia con gli occhi andalusi,

giovane come nel tempo ch’era appena fanciulla.

Non parla,

tra le braccia mi stringe al seno:

e l’aria m’avvolge

d’un canto invisibile d’uccelli

tra i rami

in mutevoli voli

dentro le folte fronde.

Oh, la brina degli anni sui capelli!

Ma io come un bambino stordito

cerco mia madre

e può ricondurmi da lei

qualche favola bella

che l’anima indora. C. Saggio

Ti voglio tanto bene

Ho pregato un poeta

di farmi una poesia

con molti auguri per te,

mammina mia;

ma il poeta ha risposto

che il verso non gli viene;

così ti dico solo:

ti voglio bene! L.Schwarz

Mamma cangura

Quale mamma si cura

del suo piccolino

più della cangura?

Anziché in passeggino

in giro lo porta

in una sorta di sporta

fatta di pelle

senza manici nè bretelle

senza cinghie nè tracolla,

e come una molla

spicca salti

lunghi e alti

mentre il suo cuccioletto

sta comodo come a letto…

Auguri mamma

Se io fossi, mamma, un uccellino

che vola nel cielo profondo

vorrei offrirti il mio canto

più dolce, soave, giocondo.

Se io fossi, mamma, una stella

che brilla nel bruno firmamento

con more e baci a cento a cento.

Ma essendo solo un bambino

e non avendo che il cuore,

ti voglio stare vicino

per dirti tutto il mio amore.

L’amore per la mamma

Mammina, mia dolce, mia cara mammina,

vuoi conoscere l’amore della tua bambina?

Il mio amore per te è lungo come una strada

che non finisce, non finisce mai,

e più cammini, più lontano vai,

non termina l’amore e non si chiude la strada. M. Remiddi

Ho fatto un mazzolino

Ho fatto un mazzolino

coi fiori del giardino

li ho colti stamattina

insieme col papà,

sono i fiori per la tua festa,

cara mamma eccoli qua:

una rosa perché ti voglio bene,

una viola perché sarò ubbidiente,

un papavero non so perché

un non ti scordar di me.

Un mughetto insieme

a un gelsomino

da quest’oggi sarò sempre

più buono

una primula vuol dire che

il primo pensiero sei per me!

Qualche ciclamino perché

dimentichi che sono birichino,

un girasole, una margherita,

perché tu sei il sole della vita!

Una rosa perché ti voglio bene

una viola perché sarò ubbidiente,

un garofano, una pansé

e tutto l’amore che c’è in me!

La mamma viene

Alla finestra

sono affaccendati insieme tre piccini.

tre fratelli.

E guardano ansiosi per la via

fra muri e siepi, così bianca e lunga,

se alfine giunge chi tarda: se giunga

la mamma, che ha promesso, andando via,

di tornare presto con le mani piene.

“Mamma! La mamma viene!”

scoppia dalle tre gole un solo grido.

E’ spuntato, là in fondo, il caro viso

di mamma, che già guarda alla finestra,

agitando un involto con la destra.

E s’affretta, s’affretta… Ecco, è vicina

e già saluta col soave riso

i bimbi ch’ella adora

ed ha lasciato triste la mattina,

lavorando di lena tutto il giorno

sol per quest’ora dolce del ritorno. D. Garoglio

Festa per la mamma

Mamma, per la tua festa

avevo preparato

un fiore di cartapesta:

gambo verde, petali rosa

vedessi mamma che bella rosa!

Ma per la strada il fiore è caduto,

o forse sull’autobus l’ho perduto.

Che pasticcio, mammina mia,

avevo imparato la poesia:

la poesia non la so più,

ora che faccio, dimmelo tu.

Posso offrirti un altro fiore

quello che nasce nel mio cuore.

Posso dirti un’altra poesia:

Ti voglio bene, mammina mia.

Per la mamma

La mia preghiera ascolta

angelo dolce e pio,

tu che in cielo ogni volta

puoi parlare con Dio.

Digli che sono piccino,

che la mia mamma adoro,

che sono birichino

ma sono il suo tesoro.

Digli che sarò buono,

che a lui mi raccomando

e che nessun bel dono

per questo gli domando. I. Alliaud

Augurio alla mamma

Quando ti levi splenda il sole

cantino gli uccellini.

Quando sfaccendi in ogni stanza

ci sia un lume di speranza.

Se accarezzi i tuoi bambini

siano un mazzetto di fresche viole;

se rammendi, se dipani

benedette le tue mani.

Se riposi a tarda sera

nel giardino della preghiera

ti sia lampada una stella,

la più chiara, la più bella.

E la notte, quando chiudi

gli occhi e al sonno ti abbandoni,

venga l’angelo a piedi nudi,

e di sogni t’incoroni. A. Rebucci

Ha detto mamma

Venite anche voi l’udrete:

ha detto proprio bene

“Mamma!” il mio uccellino;

l’ha detto, ve ne assicuro!

Voi sorridete incredule

e pensate che io vi inganni

ma no, egli l’ha detto

poco fa, distintamente.

Ma ora perchè mai

si ostina a restar muto

mentre vi chiamo

per farvelo sentire?

“Mamma” su dilla

ripeti la parola meravigliosa;

su, mio piccolo, parla,

altrimenti mi derideranno

rideranno di me.

E diranno che tua madre

ha sognato di ufire quello

che tu pure dici così bene!

Ah! Perchè taci?

E’ dunque una grazia

che tu fai solo a tua madre

il dirmi “mamma” distintamente? Anonimo del Congo

Che cosa è una mamma

Una mamma è come un albero grande

che tutti i suoi frutti ti dà:

per quanti gliene domandi,

sempre uno ne troverà.

Ti dà il frutto, il fiore, la foglia,

per te di tutto si spoglia:

anche i rami si taglierà.

Una mamma è come un albero grande.

Una mamma è come il mare.

Non c’è tesori che non nasconda.

Continuamente con l’onda

ti culla e ti viene a baciare.

Con la ferita più profonda

non potrai farla sanguinare.

Una mamma è come il mare.

Una mamma è questo mistero.

Tutto comprende, tutto perdona,

tutto soffre, tutto dona,

non coglie fiore per la sua corona.

Puoi passare da lei come straniero

poi calpestarla in tutta la persona:

ti dirà: buon cammino, bel cavaliero!

Una mamma è questo mistero. F. Pastonchi

La festa della mamma

O mamma, ti vo’ far la serenata

e ti dirò che un angelo tu sei,

donato dal Signore ai giorni miei.

Con i fiori più rari, una corona

voglio intrecciarti, mia mammina buona,

e al sole vo’ rubare i raggi belli,

per farne un serto per i tuoi capelli.

Ti donerò ogni giorno tanto amore

e specialmente se ti piange il cuore;

il cielo pregherò perchè tu viva

tanti e tant’anni, sempre più giuliva;

giuliva di vedere i figli tuoi

sempre più buoni, come tu li vuoi. T. Romei Correggi

L’infinito amore

E’ grande il cielo, e riluce di stelle,

è grande il mare e in fondo ha le sue perle,

è grande il mondo e in seno ha una gran fiamma

che brucia dentro il cuore d’ogni mamma;

e questa fiamma il suo cuore s’affina,

e la sublima, la rende divina:

le fa scordare le sue pene amare,

se un bimbo le sta in grembo a trastullare.

O amor di mamma! O nome tutto santo!

Commuovi il cuore da venirne il pianto! C. Di Bella

Essere re

Ti piacerebbe essere re

con un bel cavallo bianco

una spada d’oro al fianco,

un castello tutto per te?

Aver dietro scudieri armati,

così bene allineati

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Dettati ortografici FESTA DELLA MAMMA

Dettati ortografici FESTA DELLA MAMMA – Una raccolta di dettati ortografici di autori vari sulla mamma e la sua festa, per la scuola primaria.

La mamma

Ogni volta che temo di rintracciare nel passato le impronte della beatitudine, mi rivedo accanto alla mamma nei pomeriggi d’inverno quando calava presto la notte, seduti a una stessa tavola, sotto la luce quieta che veniva dal globo di vetro appannato del lume a petrolio. Lei, tutta rinvoltata in uno scialle di lana celeste, cuciva con l’ago o con la macchina; io appiccicavo sopra un foglio grandi farfalle azzurre di carta… La strada era silenziosa, in casa non c’è nessuno all’infuori di noi due, soli, soli, vicini vicini, al riparo dal vento, dal freddo, dal buio, e io mi sentivo salvo e sicuro sotto la protezione della luce colma della lampada e degli occhi potenti e lucenti di mia madre. (G. Papini)

La mamma

Mi rammento che, quando ero stanco di correre, andavo a sedermi dinanzi alla tavola del tè sul mio alto seggiolino. Era già tardi… e gli occhi mi si chiudevano dal sonno; ma non mi muovevo: restavo lì fermo e ascoltavo. Come non ascoltare? La mamma parla con alcune persone… La guardo fisso fisso con gli occhi offuscati dal sonno e ad un tratto ella diventa piccina piccina: la sua faccia non è più grande di uno dei suoi bottoni, ma la distinguo nettamente e vedo che mi guarda e mi sorride… Chiudo ancor più le palpebre ed ella diminuisce, diminuisce… Ma, ecco, mi sono mosso e l’incanto è rotto. (L. Tolstoj)

La mamma

Vi è un nome soave in tutte le lingue, venerato fra tutte le genti; il primo che suona sulle labbra del bambino; un nome che l’uomo maturo e il vecchio invocano con tenerezza di fanciulli nelle ore solenni della vita, anche molti anni dopo che non è più sulla terra chi lo portava. E’ il nome della mamma. (E. De Amicis)

La mamma

La mamma! Dicono che sia buona. Sarà. Per me si tratta della donna più misteriosa del mondo. Quando dorme?  Mah. Entro in casa dopo la mezzanotte e la trovo che fruga nei cassettoni. Se mi sveglio, anche prima dell’alba, la sento camminare leggera nella stanza o parlare sottovoce col mio fratellino.

Fa, inoltre, della magia: prepara, poniamo, la valigia.

“Ho messo  le maglie, i fazzoletti, le camicie…”.

Guardo, prima di chiuderla, e vedo le maglie, i fazzoletti, le camicie… e una grossa ciambella. Come? Quando?

Insomma questo agire nascosto a lungo andare impensierisce. Di giorno sta ore e ore in mezzo a cumuli di calze. Chi rompe tante calze? Non esageriamo, i buchi ce li fa lei per restare pomeriggi interi vicino alla finestra. (C. Zavattini)

La mamma

L’aringa fu ripulita, messa in un piatto, cosparsa di olio e io e mia madre ci mettemmo a tavola. In cucina, dico, col sole alla finestra dietro le spalle di mia madre avvolta nella coperta rossa e i capelli castani molto chiari. La tavola era contro la parete e io e mia madre seduti l’uno di fronte all’altro col braciere sotto e il piatto dell’aringa sopra, quasi colmo di olio. E mia madre mi gettò un tovagliolo, mi allungò un piattino e una forchetta, tirò fuori dal cassetto un grosso pane consumato a metà.

“Non ti importa se non stendo la tovaglia?” chiese.

“Oh, no” dissi io.

E lei: “Non posso lavare ogni giorno… Sono vecchia ora.” (E. Vittorini)

La mamma

Mamma. Nessuna parola è più bella. La prima che si impara, la prima che si capisce e che si ama. La prima di una lunga serie di parole con cui si è risposto alle infinite, alle amorose, timorose domande della maternità. E anche se diventassimo vecchi, come chiameremmo la mamma più vecchia di noi? Mamma. Non c’è un altro nome. (M. Moretti)

La mamma

Le mani della mamma sono belle e buone. Le mani della mamma sono laboriose e carezzevoli. Le mani della mamma sono utili e umili, amorose e infaticabili. Sono utili perchè compiono tanti lavori. Umili perchè non rifiutano di fare qualsiasi servizio…Infaticabili perchè sono sempre attive. Guidano e sorreggono; ammoniscono e accarezzano; insegnano a bere e a mangiare, a leggere e a scrivere. (N. Salvaneschi)

La mamma

Nelle circostanze più terribili della mia vita, quando l’oceano ruggiva sotto la carena, contro i fianchi della mia nave, sollevata come un sughero; quando le palle fischiavano alle mie orecchie e piovevano a me d’intorno fitte come la gragnola, io vedevo sempre mia madre inginocchiata, immersa nella preghiera, ai piedi dell’Altissimo. Ed in me, quello che trasfondeva quel coraggio, di cui anch’io rimanevo stupito, era la convinzione che non poteva cogliermi alcuna disgrazia, mentre una così santa donna, un tale angelo pregava per me. (Giuseppe Garibaldi)

La mamma

Ogni parola diretta a tua madre sia una carezza; ogni tuo  nobile pensiero sia pensato in nome di lei; ogni tua opera buona e bella sia fatta per lei; perchè nessuno ti amerà  mai a questo mondo come ti ha amato e ti ama la mamma. (V. Guerrazzi)

La mamma

Tu ammiri gli sportivi; pensa al lavoro che compie la tua mamma ogni giorno, ai pesi che solleva, ai chilometri che percorre in casa e fuori. Tu ammiri gli eroi che sanno affrontare il sacrificio col sorriso sulle labbra: pensa alle fatiche che tua madre sopporta sorridendo. Tu sei ancora un ragazzo, ma senti che gli adulti discutono spesso di giustizia sociale, di fatiche degli operai, di paghe più o meno scarse, di orari pesanti di lavoro…Ammira la tua mamma che lavora solo per il tuo amore, ad ogni ora del giorno e della notte, ricompensata solo da un tuo abbraccio e dalla tua bontà, dal tuo sorriso e dalla tua felicità.

La mamma

Indovinate chi amo più di tutti sulla terra? Io amo mia madre. Povera mia madre! Se voi la conosceste, forse non ci capireste nulla. E’ una donna quieta come un cielo sereno, una donna alla buona, che ama il suo figliolo, come voi amate voi stessi. Quando mio padre talvolta mi sgridava, ella mi consolava, mi asciugava le lacrime, mi baciava, mi dava un trastullo, mi riconduceva alla gioia. Quando andavo a scuola, e mi ero innamorato dei libri, mia madre mi dava il denaro per comprarmeli. Ella mi ama come il suo cuore: io sono il suo cuore. (C. Bini)

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Recita per la festa della mamma – Con lo stesso amore

Recita per la festa della mamma – Con lo stesso amore – una semplice recita adatta a bambini della scuola d’infanzia e primaria.

Personaggi

Due presentatori e tredici mamme. Ogni mamma ha un bambino (una bambola) tra le braccia e rappresenta un’epoca e un paese diverso. I presentatori sono ai due lati della scena sulla quale man mano arriveranno le varie mamme.

Primo presentatore

In tutti i tempi le mamme hanno cullato i loro bambini

Secondo presentatore

In tutte le epoche e in tutti i paesi del mondo le mamme hanno cantato la ninna nanna

Primo presentatore

Con lo stesso cuore…

Secondo presentatore

Con lo stesso amore…

Primo presentatore

Quando gli uomini vivevano nelle caverne c’era talvolta un bimbo che non voleva dormire. Ascoltate!

(Avanza nel mezzo della scena la mamma della preistoria)

Mamma dell’età preistorica

Perchè piangi? Hai paura? Il sole si è spento, ma il fuoco è acceso e fa fuggire le fiere. Dormi… L’orso non si può avvicinare, il lupo fugge lontano. Sei tra le braccia della mamma, non temere, bambino!

Secondo presentatore

(Mentre la mamma dell’età preistorica si allontana). Nell’antico Egitto, dove regnavano i Faraoni e si costruivano le piramidi… (Entra la mamma egiziana)

Mamma egiziana

Il tempio del sole è chiuso: le stelle aspettano la luna; il Nilo va e va. Le mie braccia come l’onda sulla riva, la mia voce come il vento tra le canne… Qui, sul cuore della mamma, fa’ la nanna, fa’ la nanna…

Primo presentatore

A Sparta, la città greca degli eroi. (Entra la mamma spartana, mentre l’altra si ritira)

Mamma spartana

Il carro del sole si è tuffato nel mare. Dormi, bambino. Un giorno sarai lo scudo della tua patria: il tuo petto sarà saldo come il bronzo, il tuo braccio sarà il terrore di ogni nemico. Dormi intanto tra le braccia della mamma.

Secondo presentatore

A Roma, al tempo degli Imperatori, quando i cristiani vivevano nelle catacombe. (Entra la mamma romana e prende il posto della spartana)

Mamma romana

Ti segno sul petto con la croce; nulla potrà farti male, bambino mio. Sarai seguace di Cristo e come tuo padre non rinnegherai la tua fede. Dormi dolcemente sul mio cuore, bambino; oggi, questo cuore, laggiù sotto le volte delle catacombe al lume delle fiaccole, ha ricevuto la visita del Signore. Ninna nanna con Gesù. Con la tua mamma…

Prima presentatrice

Nel Medioevo, l’età dei castelli, dei cavalieri, delle lotte e dei tornei. (Mentre si allontana la mamma di Roma, avanza la castellana)

La castellana

Perchè piangi? Il ponte levatoio è stato alzato, le guardie vegliano sugli spalti, le mura ti difendono e se ancor non bastasse, c’è il cuore della mamma. Fa’ la nanna… non senti? Un suono di mandola ti dice: “Dormi… dormi…”. E’ spuntata la luna ed io voglio filare i suoi raggi per farti una coltre d’argento. Ninna nanna, mio tesoro.

Secondo presentatore

All’epoca delle scoperte, quando i navigatori andavano lontano alla ricerca di terre sconosciute. (Entra una donna della fine del ‘400)

Donna del ‘400

Il babbo se n’è andato. Oltre il mare, lontano, che terra ci sarà? Anche tu, bimbo mio, un giorno te ne andrai: già ti corre nel sangue l’ansia di navigare. Sogna tra le mie braccia! Sogna di dondolare in una bella nave. Il vento apre le vele, l’onda ti culla piano. E’ tanto grande il mare! Piano piano, così…

Primo presentatore

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Lavoretti per la festa della mamma: altre 30 e più idee creative

Lavoretti per la festa della mamma: altre 30 e più idee creative. Una collezione di tutorial per realizzare coi bambini della scuola d’infanzia e primaria vari lavoretti e biglietti d’auguri per festeggiare la mamma…

…lavoretti per la festa della mamma realizzati con origami, pittura, paper cutting, progetti di riciclo di vari materiali, pop up, stampa, collage, mollette da bucato e altro ancora…

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1. biglietto d’auguri pop up con modello pronto per la stampa gratuita e istruzioni di montaggio dettagliatamente illustrate (basta cliccare sull’immagine). Per i più piccoli si può pensare di far colorare le parti e poi montarle, per i medi colorare e ritagliare. Molto bello, di http://www.freekidscrafts.com

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2. libretto a cuore, può essere usato per scrivere una bella poesia, di http://familyfun.go.com/

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4. E qui LAPAPPADOLCE 60 e più progetti creativi per realizzare cuori

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5. biglietto d’auguri a forma di tulipano di http://crafts.kaboose.com. Molto semplice da realizzare stampando il modello gratuito (clicca su “pattern”)

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