Il ciclo delle rocce con nomenclature Montessori

Il ciclo delle rocce con nomenclature Montessori pronte per il download e la stampa, materiale che può essere presentato nell’ambito della prima grande lezione.

Le rocce

Le rocce che ci circondano sono sempre in movimento, come se viaggiassero al rallentatore sulle montagne russe. Le forze geologiche, infatti, le spingono verso l’alto formando le montagne, le fondono e le lanciano in aria, le spaccano in piccoli pezzi, le fanno sprofondare. Questo viaggio dà origine a tre tipi di rocce:

1. le rocce ignee (o magmatiche) che si formano quando il materiale fuso di raffredda;

2. le rocce sedimentarie, che si formano quando  i frammenti creati dall’azione delle onde,  del ghiaccio o dello dello scontro con altre rocce, si depositano in strati

3. le rocce metamorfiche, che provengono dalla trasformazione  delle rocce all’interno della Terra, schiacciate da pressioni fortissime e cotte da temperature elevatissime.

Le rocce si formano, vengono distrutte e si riformano nuovamente, in un ciclo delle rocce senza fine:

– le rocce vengono frantumate dagli agenti atmosferici e spazzate via dall’erosione;

– le rocce, il fango e la sabbia si depositano nei delta dei fiumi e sui fondali oceanici;

– i depositi fluviali e marini danno origine a strati di rocce sedimentarie

– i movimenti delle placche trascinano i sedimenti nel sottosuolo

– il calore e la pressione del sottosuolo danno origine alle rocce metamorfiche

– la roccia fusa si raffredda e si indurisce formando le rocce ignee

– i sedimenti che vengono spinti nelle zone di subduzione fondono e diventano lava, che fuoriesce dai vulcani completando il ciclo.

ciclo delle rocce schema muto
ciclo delle rocce

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ciclo delle rocce nomenclature 14

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Le rocce ignee

Le rocce ignee o magmatiche derivano da magma raffreddato. Quando il materiale fuso si raffredda, si formano piccoli cristalli, che poi si ingrandiscono. Maggiore è il tempo di raffreddamento,  più grandi sono i cristalli.

Nella lava che fuoriesce sulla superficie terrestre e si raffredda velocemente velocemente, i cristalli sono invece molto piccoli.

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Le rocce sedimentarie con nomenclature Montessori

Le rocce sedimentarie con nomenclature Montessori pronte per la stampa. Dopo aver presentato il primo set di carte delle nomenclature, legato al ciclo delle rocce,

vediamo più da vicino i tre tipi di rocce, cominciando dalle rocce sedimentarie. Tutto l’argomento rientra nell’ambito della Prima grande lezione Montessori 

per quanto riguarda le rocce, e della Seconda grande lezione per quanto riguarda i fossili.

Le rocce sedimentarie con nomenclature Montessori

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Questo è il contenuto:

Anidrite

Tipo: roccia sedimentaria chimica.

Classe: evaporite salina.

Ambiente di formazione: roccia di formazione marina e lagunare.

Aspetto: colore grigio-azzurrognolo. Tessitura massiccia a grana media.

Interesse pratico: è una roccia usata il lastre lucidate per rivestimenti interni; attualmente l’uso principale è nell’industria della carta.

anidrite 233

Antracite

Tipo: roccia sedimentaria organogena.

Classe: carboni fossili.

Ambiente di formazione: ambiente lagunare e marino.

Aspetto: colore bruno scuro e nero. Lucida, dura, scagliosa, compatta.

Interesse pratico: combustibile di pregio, è utilizzata nella produzione di gas illuminante, nelle industrie siderurgiche, della gomma sintetica, dei coloranti, ecc…

antracite 252

 Arenaria

Tipo: roccia sedimentaria clastica

Classe: arenite coerente

Ambiente di formazione: rocce di tipo alluvionale; di tipo marino; di tipo eolico (deserti caldi e freddi)

Aspetto: colore molto variabile (bianco, grigio, giallo, verde, rosso, bruno). Tessitura a grana molto fine, normalmente con granuli tutti di dimensioni uguali.

Interesse pratico: frequente impiego in edilizia, anche per esterni, ma a volte con pessimi risultati, perchè il cemento si degrada facilmente. Ruote da mulini e mole abrasive di impiego artigianale.

arenaria 228
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Le rocce magmatiche con nomenclature Montessori

Le rocce magmatiche con nomenclature Montessori  pronte per la stampa. Dopo aver presentato il primo set di carte delle nomenclature, legato al ciclo delle rocce,

vediamo più da vicino i tre tipi di rocce, e dopo aver presentato le rocce sedimentarie 

affrontiamo qui le rocce magmatiche (anche dette rocce ignee).

Tutto l’argomento rientra nell’ambito della Prima grande lezione Montessori per quanto riguarda le rocce,

e della Seconda grande lezione per quanto riguarda i fossili.

ROCCE MAGMATICHE NOMENCLATURE MONTESSORI

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Andesite

Tipo: roccia magmatica intrusiva

Chimismo: rocce persiliciche (silice > 65%)

Ambiente di formazione: rocce plutoniche (alta pressione ed alta temperatura)

Aspetto: colore bianco o grigio chiaro. Tessitura granulare, struttura spesso a bande differenziate per grana e tessitura.

Interesse pratico: molto rara in Italia, frequente in Norvegia (labradorite). La labradorite, di tinta scura ma ricchissima di riflessi iridescenti dovuti alla presenza di cristalli è una roccia ornamentale molto usata. Alcuni tipi di anortosite sono impiegati per la produzione di refrattari.

andesite 202

Anortossite

Tipo: roccia magmatica intrusiva

Chimismo: rocce persiliciche (silice > 65%)

Ambiente di formazione: rocce plutoniche (alta pressione ed alta temperatura)

Aspetto: colore bianco o grigio chiaro. Tessitura granulare, struttura spesso a bande differenziate per grana e tessitura.

Interesse pratico: molto rara in Italia, frequente in Norvegia (labradorite). La labradorite, di tinta scura ma ricchissima di riflessi iridescenti dovuti alla presenza di cristalli è una roccia ornamentale molto usata. Alcuni tipi di anortosite sono impiegati per la produzione di refrattari.

anortosite 184

Aplite

Tipo: roccia magmatica ipoabissale

Chimismo: rocce persiliciche (silice > 65%)

Ambiente di formazione: rocce ipoabissali (media pressione e media temperatura)

Aspetto: colore bianco o grigio chiaro. Tessitura a mosaico con grana fine o finissima. Struttura massiccia o zonata.

Interesse pratico: non hanno alcuna importanza commerciale o industriale. La loro presenza può condizionare l’estrazione di un granito da una cava.

aplite 221

Basalto olivinico

Tipo: roccia magmatica effusiva

Chimismo: rocce mesosiliciche (silice 65% – 52%)

Ambiente di formazione: rocce vulcaniche (bassissima pressione e alta temperatura)

Aspetto: colore molto scuro, fino a nero, Tessitura da cristallina a vetrosa, grana fine. E’ la roccia effusiva più comune.

Interesse pratico: forniscono materiale per lastricati stradali o pietrisco per massicciate stradali e ferroviarie, soprattutto nelle zone circostanti gli affioramenti, dove vengono impiegati anche nell’edilizia minore. Sono inoltre materia prima per la produzione della lana di roccia e della lana di vetro.

basalto 203

Basalto a pillows

Tipo: roccia magmatica effusiva

Chimismo: rocce mesosiliciche (silice 65% – 52%)

Ambiente di formazione: rocce vulcaniche (bassissima pressione e alta temperatura)

Aspetto: colore molto scuro, fino a nero, Tessitura da cristallina a vetrosa, grana fine. E’ la roccia effusiva più comune.

Interesse pratico: forniscono materiale per lastricati stradali o pietrisco per massicciate stradali e ferroviarie, soprattutto nelle zone circostanti gli affioramenti, dove vengono impiegati anche nell’edilizia minore. Sono inoltre materia prima per la produzione della lana di roccia e della lana di vetro.

basalto 204
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Le rocce metamorfiche con nomenclature Montessori

Le rocce metamorfiche con nomenclature Montessori  pronte per la stampa. Dopo aver presentato il primo set di carte delle nomenclature, legato al ciclo delle rocce,

vediamo più da vicino i tre tipi di rocce, e dopo aver presentato le rocce sedimentarie 

le rocce magmatiche,

affrontiamo ora le rocce metamorfiche. Tutto l’argomento rientra nell’ambito della Prima grande lezione Montessori 

per quanto riguarda le rocce, e della Seconda grande lezione per quanto riguarda i fossili.

rocce metamorfiche nomenclature

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Nome: agmatite

Tipo: roccia ultrametamorfica (migmatite)

Aspetto: è una tipica roccia eterogenea, cioè formata da due parti ben distinte. Il colore è in prevalenza scuro con vene chiarissime,

Struttura: massiccia o poco scistosa

Grado metamorfico: medio – alto

Interesse pratico: impiegate come pietre da costruzione.

agmatite 276

Nome: anatessite

Tipo: roccia ultrametamorfica

Aspetto: colore grigio da chiaro a scuro, tessitura granulare.

Struttura: massiccia

Grado metamorfico: alto.

Interesse pratico: locale impiego come pietra da costruzione, più raramente anche in lastre lucidate come pietra ornamentale

anatessite 274

Nome: anfibolite

Tipo: roccia metamorfica regionale

Aspetto: colore verde più o meno scuro

Struttura: da poco scistosa a molto scistosa

Grado metamorfico: medio

Interesse pratico: sono spesso legate a giacimenti di rame. Raramente vengono impiegate anche come pietre ornamentali.

anfibolite 272

Nome: anfibolite epigotica

Tipo: roccia metamorfica regionale

Aspetto: colore da verde ad azzurro

Struttura: poco scistosa

Grado metamorfico:

Interesse pratico: nessuna importanza commerciale o industriale.

anfibolite epigotica 271

Nome: calcefiro

Tipo: roccia metamorfica di contatto

Chimismo: calcareo

Struttura: massiccia

Grado metamorfico: basso

Aspetto: colore chiaro, giallo bruno,con venature verde chiaro, rosso scuro.

Interesse pratico: marmi variegati talora di grande pregio, anche se, di solito, in masse abbastanza limitate.

calcefiro 284

Nome: calcescisto

Tipo: roccia metamorfica regionale

Chimismo: calcareo – pelitico o calcareo – aneraceo.

Aspetto: colore da grigio chiaro a grigio marroncino a quasi nero. Tessitura granulosa.

Struttura: molto scistosa o scistosa pieghettata

Grado metamorfico: basso o medio

Interesse pratico: nessuna importanza commerciale o industriale.

calcescisto 279

Nome: cloritoscisto

Tipo: roccia metamorfica regionale

Aspetto: colore verde più o meno chiara.

Struttura: da massiccia a poco scistosa. Nella sua varietà compatta prende il nome di pietra ollare.

Grado metamorfico: basso.

Interesse pratico: utilizzato in lastre grezze, a spacco, per coperture di tetti in zone alpine. La pietra ollare è lavorabile al tornio per ottenere pentole ed altro vasellame rustico ed è materia prima per oggetti decorativi dell’artigianato locale.

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I MINERALI con nomenclature Montessori

I MINERALI con nomenclature Montessori pronte per la stampa. Le nomenclature comprendono 145 minerali. Tutto l’argomento rientra nell’ambito della Prima grande lezione Montessori 

MINERALI nomenclature 1

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Se preferite, questo è il contenuto…

I MINERALI con nomenclature Montessori

Nome: adamina

Il nome è attribuito in onore del mineralogista Gilbert Adam.

Diffusione: molto rara

Sistema cristallino: ortorombico

Aspetto: colore giallo, verde, violetto, rosa, verde giallastro, raramente incolore. Vitreo, traslucido.

Densità: 4,4 g/cm³

Durezza: 3,5

Proprietà: semidura, pesante, fonde sbiancandosi.

Usi: L’adamina ha interesse puramente scientifico ed è nota ai collezionisti di minerali per via della sua evidente fluorescenza. Illuminata con raggi UV assume un’intensa colorazione verde.

adamina

Nome: adularia

Il nome deriva da quello del monte Adula (Alpi Svizzere).

Diffusione: rara

Sistema cristallino: monoclino

Aspetto: incolore o verdolino, giallastro, bianco, rosa. Lucentezza vitrea, opacità da trasparente a traslucida.

Densità: 2,55 g/cm³

Durezza: 6

Proprietà: è anche detta “pietra di luna” a causa del fenomeno ottico dell’adularescenza (lampi azzurri che ricordano i bagliori della luna).

Usi: minerale di interesse scientifico e collezionistico. La pietra di luna è utilizzata in gioielleria

adularia 153

Nome: albite

Il nome deriva da “albus”, parola latina che significa bianco.

Diffusione: comune

Sistema cristallino: I cristalli di albite hanno forma rettangolare di sezione quadrata.

Aspetto: colore bianco, a volte incolore con tonalità blu, gialle, arancio. Opacità da traslucida ad opaca. Lucentezza vitrea od opaca se alterata.

Densità: 2,6 g/cm³

Durezza: 6

Proprietà: dura, leggera, fonde abbastanza facilmente.

Usi: minerale industriale fondamentale per l’industria ceramica e dei refrattari.

albite 157

Nome: alunite

Il nome deriva da quello della città di Allumiere (nei pressi di Roma)

Diffusione: rara

Sistema cristallino: esagonale

Aspetto: colore bianco, grigio, grigio giallastro, grigio rossastro, bianco giallastro. Lucentezza vitrea o perlacea, opacità da trasparente a traslucido.

Densità: 2,7 g/cm³

Durezza: 4

Proprietà: semidura, poco pesante.

Usi: estratta per la produzione dell’allume e di certi fertilizzanti potassici.

alunite

Nome: alurgite

dal greco halurges (tinto di porpora marina)

Diffusione: rarissimo

Sistema cristallino: trimetrico

Aspetto: colore rosso bruno. Lucentezza vitrea. Trasparente o traslucida. Insolubile e infusibile.

Densità: 3 g/cm³

Durezza: 2

Proprietà: tenera, pesante

Usi: E’ una varietà della muscovite, e si trova in Valle d’Aosta. Minerale di esclusivo interesse scientifico e collezionistico.

alurgite 143

Nome: ambra

Diffusione: rara

Sistema cristallino: amorfa

Aspetto: colore giallo chiarissimo, chiaro, scuro, tendente al rosso, al bruno, bruno, azzurro, rosso, violetto, verde, verde smeraldo. Lucentezza resinosa, opacità trasparente, semiopaca, traslucida, variegata, a chiazze, a nuvole opache.

Densità: 1,1 g/cm³

Durezza: 2,5

Proprietà: per ambra si intende una qualsiasi resina fossile. Si elettrizza se strofinata.

Usi: la maggior importanza scientifica dell’ambra è data dalla presenza di fossili. E’ molto utilizzata in gioielleria.

ambra 167
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IL FERRO materiale didattico

IL FERRO materiale didattico sul ferro con lezioni pronte e materiale vario.

Se al tempo delle fate una di esse avesse detto a qualche bel cavaliere errante in cerca di avventura e di fortuna: “Io ti dono un regno ricco di immensi tesori, se tu, con la tua audacia, col tuo valore, col tuo ingegno saprai trovare la chiave che ne apre le porte: figlia del cielo, quella chiave è sepolta nelle viscere della terra”, il nostro bel cavaliere sarebbe partito per il giro del mondo, col cuore pieno di speranze e la mente abbagliata da luminose aspettative. E avrebbe varcato fiumi, monti, valli, visitando tutte le grotte che gli si presentassero davanti, con gli occhi attenti a cogliere ogni luccichio, ogni bagliore, ogni riflesso,  perchè non avrebbe saputo immaginare la chiave se non di una sostanza che richiamasse, col suo splendore, le bellezze del cielo: il diamante da cui la luce si sprigiona scissa nelle sue varie colorazioni, come nell’arcobaleno; l’oro che sembra aver imprigionato in sè un po’ dei raggi del sole; l’argento che richiama col suo freddo riflesso i raggi tremuli della candida luce. Eppure non l’argento, non l’oro, non il diamante avrebbero dovuto richiamare la sua attenzione, ma un metallo grigiastro, uniforme, che nasconde di essere destinato a grandi cose: la chiave del mondo, della civiltà, del progresso è fatta col ferro, non con i metalli preziosi o con le pietre preziose.

Chi, cadendo nell’errore del bel cavaliere, lancia occhiate di ammirazione alla vetrina di un orefice e passa indifferente davanti al ferramenta, dovrebbe meditare la storia del re Mida che ebbe da Bacco l’infausto dono di tramutare in oro tutto quello che toccava, condannandosi così da solo a morire di fame, se il dio del vino non lo avesse liberato da quel triste privilegio dopo averlo costretto a riconoscere che molte e molte cose sono molto più utili dell’oro.

Sì, il ferro non riflette i bei colori del diamante eppure in un certo senso il ferro richiama il cielo molto più del diamante, perchè parte del ferro che si trova in natura cadde proprio dal cielo, frammento di mondi celesti che nelle notti serene ammiriamo nello spazio.

Ferro terrestre e ferro celeste

Del ferro che troviamo sul nostro pianeta ce ne è di origine tellurica (che significa terrestre, da tellus, latino, che significa terra), ma ce n’è anche di origine extratellurica, caduto sulla terra con una velocità spaventevole segnando nell’aria una scia luminosa nella notte o una leggera nube di fumo durante il giorno.

Queste masse, però, che si chiamano meteoriti, di solito non sono molto grandi, non sorpassando mai il volume di un metro cubo, spesso mantenendo le dimensioni di un pugno, e talora riducendosi alla grandezza di piselli o di ceci.

Comunque è meraviglioso pensare che la chiave del cassetto della nostra scrivania può essere stata, un tempo, infinitesimale parte di un astro di cui ammiriamo lo scintillare nell’azzurro cupo del cielo.

Ma, di origine celeste o di origine terrestre, il ferro è di un’utilità che sorpassa quella di ogni altro metallo ed entra nella maggior parte degli oggetti che ci circondano. Di ferro è probabilmente il telaio della nostra finestra, di ferro l’asta e la maniglia che servono a chiuderla; di ferro la chiave che ne muove i congegni; di ferro i chiodi a cui appendiamo i quadri, e probabilmente l’anello che serve ad appenderveli; di ferro molti utensili di cucina; di ferro i pilastri di sostegno della casa; di ferro, nelle loro parti più importanti, gli strumenti che si usano nell’agricoltura, nell’artigianato e nell’industria. E l’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine…

Per avere il ferro occorre generalmente frugare nelle viscere della terra

Dopo aver parlato ai bambini degli usi del ferro, sarà il caso di dirgli come faccia l’uomo ad appropriarsi di un metallo tanto diffuso in natura, ma raramente allo stato puro, bensì combinato con altri minerali da cui bisogna separarlo mediante processi lunghi e difficili.

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Materiale didattico sui minerali

Materiale didattico sui minerali per la scuola primaria.

Il regno minerale

Un sasso, un pezzo di ferro sono corpi senza vita, senza movimento: non respirano, non mangiano, non crescono e non si riproducono.

Restano sempre in quello stato senza invecchiare nè morire.

Non somigliano proprio per nulla agli animali e alle piante: sono infatti corpi inorganici e si dicono minerali.

Molti minerali si trovano nelle cave, alla superficie della terra. Altri invece sono estratti con duro e faticoso lavoro dalle miniere, profonde e lunghe gallerie scavate sotto terra.

Minerali commestibili

L’acqua è un minerale composto di due gas: l’idrogeno (due parti) e l’ossigeno (una parte), combinati insieme. L’acqua, come l’aria, è indispensabile alla vita animale e vegetale. E’ molto abbondante sulla terra, sia allo stato liquido (mari, laghi, fiumi e sorgenti) sia allo stato solido (ghiacciai), sia allo stato di gas, come vapor acqueo (nell’aria).

Essa è presente in grande quantità anche nel nostro corpo (circa il 70%) e in quello di tutti gli esseri viventi (animali e piante). L’acqua è un liquido insapore, incolore e inodore; diventa ghiaccio, cioè solidifica, a zero gradi; bolle, invece, a 100 gradi.

Il sale è un minerale ricavato dall’evaporazione dell’acqua del mare in grandi bacini, costruiti lungo la costa. Oltre che in cucina il sale viene usato per la preparazione di vari prodotti industriali, mediante speciali accorgimenti.

Il salgemma è il sale che, a forma di grossi cristalli, si estrae dalle miniere.

La città di sale

Vi è una città in Polonia, Wieliczka, sotto la quale è scavata una grande città sotterranea lunga quattromila metri e  larga milleduecent0, con una rete stradale lunga complessivamente novantatre chilometri. Strade scavate nel minerale grigio, lucido, che scintilla alla luce delle lampade elettriche; di tanto in tanto piazze coperte, dalle volte sostenute da eleganti colonne grige e luminose; scale che conducono da un piano all’altro: tutto ciò che vediamo è sale.

Monti anni fa i minatori che scendevano qui sotto, intagliarono la roccia salina e diedero forma a una bella chiesa che dedicarono a Santa Cunegonda e a una cappella che consacrarono a Sant’Antonio.

Muri, altari, statue, colonne, lampade: tutto è di sale.

L’aria

L’aria è un minerale allo stato gassoso, indispensabile alla respirazione e quindi alla vita degli animali e delle piante. Essa è costituita da un miscuglio di azoto, ossigeno e piccole tracce di altri gas, come l’anidride carbonica, il vapor acqueo, ecc…

L’aria avvolge la terra formando quell’immenso involucro che si chiama atmosfera.

Minerali da costruzione

L’argilla è una terra che, lavorata con acqua, si lascia modellare con facilità.  Viene usata per la fabbricazione di mattoni pieni e forati e di tegole e piastrelle per l’edilizia; per la preparazione di vasi, stoviglie, ceramiche, maioliche, porcellane.

Per ottenere i mattoni ed altri laterizi, impiegati come materiale da costruzione, l’argilla viene bagnata, impastata, modellata in una macchina, lasciata essiccare all’aria libera e poi cotta in fornace.

Il calcare è una pietra comune; cotta in fornaci ad alta temperatura, si riduce  in finissima polvere bianca (detta calce viva); bagnata con acqua (calce spenta), si riscalda gonfiandosi; rimescolata poi con sabbia dà la calcina o malta che si usa nella costruzione di edifici.

Il gesso è friabile allo stato grezzo. Cotto a forte temperatura, perde l’acqua che contiene e diviene polvere finissima; mescolato di nuovo con acqua, indurisce prestissimo. Si usa per intonaci e per decorazioni in rilievo di pareti e di soffitti e per la preparazione di statuette, di busti, di medaglioni decorativi. (I gessi per la lavagna si ottengono ricuocendo l’impasto di gesso).

Nei cementifici si cuoce e si tritura una miscela di calcare e di argilla ottenendo il cemento, un materiale da costruzione importantissimo. Il cemento, ridotto in polvere, mescolato alla ghiaia e alla sabbia, forma il calcestruzzo, un impasto con cui vengono gettate le fondamenta ed innalzate le strutture degli edifici. Il cemento armato è un insieme d calcestruzzo e di sbarre di ferro. E’ molto resistente alla compressione e alla trazione e garantisce la massima solidità.

Il marmo è la più pregiata tra le pietre da costruzione. Serve per statue, colonne, monumenti e per la preparazione di elementi decorativi nell’edilizia: rivestimenti di pareti e di scale, pavimentazioni, ecc…

I marmi più noti e pregiati sono: il bianco di Carrara, il rosso di Verona, il verde di Polcevera, il nero Portoro, il Botticino, il badiglio, l’alabastro, l’onice, il cipollino, il serpentino.

Una cava di marmo

Operai al lavoro con la perforatrice e il martinello. Il marmo viene staccato dalla montagna in grandi blocchi. Si praticano alcuni fori profondi con la perforatrice, nei fori si introduce una carica di dinamite, si accende la miccia e, pochi minuti dopo, uno scoppio. Il blocco si stacca e viene poi tagliato in grosse lastre col filo metallico elicoidale, formato da tre fili d’acciao avvolti in spirale. Il filo sega il marmo con l’aiuto di un poco di sabbia silicea bagnata con molta acqua.

Cave di marmo

Quasi tutti del paese lavorano  in vario modo il marmo. Chi sale la montagna all’alba per scavarlo. E chi lo trasporta dalle montagne al piano.

A mezzo di certe strade lisce e storte, come il gioco delle montagne russe; il masso imbracato con doppie corde, le cui cime attorcigliano i pilastri, si muove e scende, piano, sgusciando sui travetti di legno, insaponati.

Gli uomini visti da lontano sembrano api attorno a un pezzo di pane bianco che si muove lentamente verso un alveare in pianura.

Invece sono uomini che trafficano, intorno ad un masso gigante, con pali, con legni, con cavi ininterrottamente, finchè il masso non è sulla carretta che lo aspetta sulla via carraiola. (E. Pea)

Minerali combustibili

Gli strati profondi della crosta terrestre racchiudono alcuni minerali che hanno una grandissima importanza per la vita dell’uomo: i combustibili. Essi costituiscono una preziosa fonte di energia perchè, bruciando, sviluppano calore e forniscono alle macchine l’energia necessaria per compere il loro lavoro. I combustibili più importanti sono il carbone, il petrolio e il metano.

Il carbone

Il carbone ha un’origine antichissima. In epoche lontanissime, quando l’uomo ancora non esisteva, profondi sconvolgimenti si susseguirono nella crosta terrestre. La Terra era in gran parte ricoperta di alberi giganteschi e, quando i terremoti squassavano il suolo, intere foreste rimanevano sepolte sotto enormi strati di fango e di roccia.

I vegetali subirono una lenta trasformazione. Si carbonizzarono e diedero origine a una roccia nera e compatta: il carbon fossile.

Il carbon fossile più antico, e quindi più pregiato, è l’antracite. Esso brucia lentamente, sviluppando grande calore.

Un altro tipo di carbone, meno antico dell’antracite, ma anch’esso assai pregiato, è il litantrace, che viene usato nella fabbricazione di gas illuminante.

Al termine della lavorazione per produrre il gas, rimane un carbone chiamato coke. Esso veniva usato per il riscaldamento e, negli altiforni, per la produzione della ghisa.

La lignite è un carbone non molto pregiato perchè bruciando sviluppa poco calore e lascia molte scorie.

Il carbone più recente è la torba, che è un combustibile di scarso rendimento.

In Italia esistono miniere di carbon fossile in Val d’Aosta e in Sardegna, ma la quantità prodotta è scarsa e insufficiente al fabbisogno nazionale.

In una miniera di carbone

Dal pozzo della miniera salgono le gabbie dell’ascensore.

Ritornano alla luce, dalle profondità della terra, i minatori che hanno terminato il loro turno di lavoro.

Sono neri di polvere di carbone e stanchi per la dura fatica.

Una nuova squadra è già pronta per dare il cambio.

Ogni minatore indossa la divisa di lavoro: pantaloni chiusi negli stivaloni, giubbotto ed elmetto di cuoio. Sul davanti dell’elmetto brilla la lente di una piccola torcia elettrica.

Montano nella gabbia, ordinati a gruppi di sei alla volta. Il cancelletto si chiude. Un rumore di catene e di ruote indica che l’ascensore è in movimento e che gli operai della miniera scendono nella profondità della terra. Un’altra gabbia si riempie a parte.

Ancora gabbie che risalgono e che scendono.

Nella miniera il lavoro non si interrompe mai.

Dai fondo del pozzo si diramano a destra e a sinistra gallerie larghe e basse. Ogni due o tre metri, puntelli di legno reggono la volta del soffitto. Un cartello vistoso ammonisce che dentro la galleria non si deve fumare nè accendere qualsiasi fiammella. Una sigaretta accesa, un piccolo insignificante fuoco, può produrre scoppi di grisou, incendiare il carbone e seppellire nelle frane i minatori.

Carrelli pieni e vuoti percorrono in su e in giù le gallerie, sferragliando sulle piccole rotaie. Arrivano all’imbocco di speciali pozzi, dove vengono agganciati a resistenti cavi di acciaio, che li afferrano e li fanno salire alla superficie per depositare il loro carico.

Tornano vuoti in fondo alla miniera, per essere di nuovo riempiti. In ogni braccio di galleria si sente il martellante picchiettio delle perforatrici, che scavano e intaccano i blocchi di carbone.

Allo scialbo chiarore delle lampade elettriche, i minatori, nudi fino alla cintola, perforano le pareti. Sotto i colpi dei martelli elettrici, blocchi di nero minerale si staccano, vengono subito frantumati in piccoli pezzi e caricati sui carrelli. Il lavoro è febbrile.

Gli uomini, lucidi di sudore, illuminati dalle lampade attaccate agli elmetti, sembrano strani fantasmi. Il calore è soffocante. L’aria, pressata nelle gallerie dalle pompe esterne, è pesante, calda, e non dà alcun refrigerio.

Nella miniera non si canta e non si parla; si s’intende coi gesti. Il rumore assordante delle perforatrici, lo sferragliare dei carrelli in movimento, i sordi colpi dei picconi, lo stridere delle catene delle ruote, sovrastano qualunque voce.

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