Il topponcino Montessori

Il topponcino Montessori: cos’è, come e quando si usa, perché usarlo, come realizzarlo in proprio facilmente e con poca spesa.

La parola “topponcino” deriva da “toppone”, un rivestimento protettivo di più strati di tela sovrapposti e cuciti insieme, di notevole spessore, che si metteva tra il lenzuolo e il materasso nel letto dei bambini o dei malati. Il topponcino montessoriano, infatti, può essere realizzato alternando strati di ovatta di cotone a strati di mussola, come vedremo nel tutorial. Si tratta di un ausilio usato nel passato dalle madri di molte parti del mondo, e Maria Montessori ha probabilmente avuto modo di osservarne l’uso coi  neonati durante il suo soggiorno in India. Consigliatissimo nei centri per l’infanzia montessoriani, il topponcino ha oggi una grande diffusione ed è particolarmente amato, ad esempio,

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Holding: tenere il neonato tra le braccia

Tutte le cure materne verso il neonato si svolgono per mezzo di azioni che richiedono di prenderlo in braccio e di toccarlo con le mani, ma per holding si intende qualcosa di più del semplice fornire un sostegno fisico al suo corpo.

Per il bambino stare tra le braccia della madre significa essere accettato; tra le sue braccia riceve l’informazione che c’è un posto sicuro nel nuovo ambiente, dove si può vivere senza alcun pericolo. Questa informazione gli arriva se la madre si identifica con lui, comprende i suoi desideri e risponde ad essi come se fossero i propri.

L’holding ricostruisce un’unità madre-bambino simile a quella della gravidanza.

Un modo molto speciale di tenere in braccio il bambino è il momento dell’allattamento, se si fa il passaggio dal tenere il bambino solo per farlo mangiare, al tenerlo per stare in intimità con lui, per vivere il rapporto d’amore che c’è tra noi e lui, per condividere l’affetto e il piacere del contatto. Questa occasione che si ripete più volte al giorno, giorno dopo giorno, costruisce nel bambino il suo programma base per la capacità di amare come adulto.

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Il programma base per la capacità di amare futura è positivo se il bambino ha ricevuto informazioni corrette rispetto allo stare insieme alla persona che si ama e dalla quale si è amati, cioè se c’è:

– attaccamento senza violenza;

– intimità senza perdita di identità;

– accettazione;

– rispetto.

E’ estremamente difficile poter vedere la connessione che esiste tra la difficoltà di amare dell’adulto e ciò che è avvenuto all’inizio della sua vita, cioè come è stato tenuto in braccio da sua madre, eppure sappiamo tutti che non sempre i bambini ricevono informazioni positive per la costruzione del proprio programma base.

E’ frequente che i genitori si lamentino perchè i bambini piangono, e che si chiedano come si può calmare e far smettere il pianto di un bambino. La risposta è questa: i bambini soffrono di inedia mentale ed hanno ragione. Sono mentalmente denutriti, tenuti prigionieri in spazi limitati e pieni di ostacoli per l’esercizio delle loro facoltà. L’unico rimedio al pianto dei bambini è farli uscire dalla loro solitudine e permettere loro di entrare nella società.” scrive Maria Montessori nel 1949, ed è ancor oggi difficile far accettare la visione dei neonati come esseri umani molto intelligenti e con una mente ben funzionante.

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Handling: toccare il bambino con le mani

La caratteristica più straordinaria delle cure materne al neonato, è che presentano al bambino il mondo esterno, rendendoglielo comprensibile. Il tempo che il bambino trascorre con la madre è il tempo in cui riceve informazioni che riguardano tutti gli aspetti della vita: il cibo, il linguaggio, l’attività sociale, il piacere del contatto con gli altri.

Nell’handling il contatto non è stretto e completo come nell’holding, ma avviene principalmente attraverso le mani. In tutte queste occasioni madre e bambino stanno insieme in modo diverso, e la loro interazione può assumere tantissime varianti.

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Il lavoro delle mani è di solito svolto mentre il bambino si trova appoggiato su una superficie di fronte alla persona che dà le cure. Questa situazione è ideale per una migliore conoscenza reciproca, perchè l’adulto può guardare il bambino e il bambino può vedere meglio l’adulto.

I momenti delle cure materne devono essere sentiti come occasioni privilegiate per passare del tempo insieme, ma non è possibile provare questa sensazione se non si è consapevoli delle reali e straordinarie capacità dei neonati.

Consigli pratici:

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Montessori da zero a tre anni – l’allattamento misto e artificiale

Montessori da zero a tre anni – l’allattamento misto e artificiale.

L’allattamento misto prevede l’uso contemporaneo di latte materno e latte artificiale. Ci si può trovare in questa circostanza per un’insufficiente quantità di latte materno, o perchè la madre non è presente quando è l’ora del pasto del neonato.

Quando il latte materno è scarso bisogna ricordare che la sua produzione è legata alla stimolazione fisiologica prodotta dalla suzione. Per questo motivo è importante che ogni volta che i bambini devono mangiare vengano prima attaccati al seno, perchè avendo fame succhieranno con più vigore.

Se il latte è poco si devono attaccare i bambini prima ad un seno e poi all’altro, e quando tutto il latte materno è stato preso, si dà subito la necessaria quantità di latte artificiale già preparato nel biberon, per completare il pasto. Il latte materno e quello artificiale si mescolano nello stomaco e rendono il pasto complessivamente più digeribile. Questa tecnica è detta “allattamento misto complementare“: in questo modo non solo viene mantenuta la stimolazione naturale alla produzione del latte, ma viene anche mantenuto il contatto fisico.

Quando invece la madre non è presente al momento del pasto, è necessario dare poppate completamente artificiali e poppate di latte materno, con la tecnica chiamata “allattamento misto alternato“. Non è un metodo raccomandabile, salvo speciali circostanze, perchè la stimolazione del seno risulta essere molto ridotta e si può andare presto incontro a una sempre minore produzione di latte, che poi finisce con l’indurre la madre a smettere di allattare.

L’allattamento misto deve sempre essere sostenuto, ed è necessario incoraggiare le madri a continuarlo, ricordando loro che anche pochi minuti di suzione al seno hanno una grande importanza per tutti i benefici fisici e psicologici che ne ricava sia la madre sia il bambino. Se la madre riesce veramente a comprendere che anche una piccola quantità del suo latte è preziosa, allora le sarà possibile sedersi con calma insieme al suo bambino per offrire il seno, e può anche accadere che la produzione del latte aumenti.

In alcuni casi è invece necessario ricorrere all’allattamento artificiale, cioè a dare al neonato soltanto latte artificiale.

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Consigli pratici per l’allattamento artificiale:

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Montessori da 0 a 3 anni – la comunicazione col neonato

Montessori da 0 a 3 anni – la comunicazione col neonato.

I periodi sensitivi, secondo Maria Montessori, sono porzioni di tempo guidate da una sensibilità speciale per un determinato apprendimento. Per essere più precisi, la mente del bambino, a seconda del periodo sensitivo in cui si trova, è facilitata nell’assorbimento di un determinato elemento presente nel suo ambiente.

Nel periodo da 0 a 3 anni sono attivi in particolare tre sensibilità speciali:

– la sensibilità all’ordine

– la sensibilità al linguaggio umano

– la sensibilità al movimento.

La mente assorbe sulla guida di queste sensibilità profonde ma passeggere. La mente è dunque uno strumento che ha aree attive per un tempo limitato: si accendono in determinate fasi della vita e si spengono quando gli apprendimenti per cui si sono attivate si sono realizzati.

Tutti gli esseri viventi comunicano, a livelli diversi, ma gli esseri umani sono quelli che tra tutti hanno il maggior potenziale comunicativo e posseggono alcune forme di comunicazione che sono soltanto umane, come il linguaggio articolato e la scrittura.

Poiché la vita non può sostenersi senza comunicare con l’ambiente, la comunicazione deve essere considerata il bisogno fondamentale di ogni essere vivente.

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Montessori da 0 a 3 anni – lo sviluppo del linguaggio

Montessori da 0 a 3 anni – lo sviluppo del linguaggio.

I suoni prodotti dal nostro apparato fonatorio non sono molti, ma con essi possono essere create infinite combinazioni. Dal lontano passato fino al presente attuale, è straordinaria la creatività della mente umana nel cercare e trovare possibilità di comunicare e di conservare la comunicazione, per superare le barriere del tempo e dello spazio.

Da un punto di vista generale si può dire che gli esseri umani hanno meccanismi per l’acquisizione del linguaggio già presenti nella mente dei bambini molto prima che essi imparino a parlare. Questi meccanismi sono definiti da Noam Chomsky come una perfetta conoscenza della grammatica universale già programmata nel cervello dei bambini alla nascita, ma poi ogni individuo userà il linguaggio in un modo che sarà solo suo, partecipando alla creatività della lingua con l’unicità del suo modo personale di comunicare.

Il linguaggio non è ripetizione di parole: le parole sono sostenute dal pensiero e l’uso delle parole sostiene e aumenta il pensiero.

Il linguaggio è lo strumento per comunicare all’esterno e allo stesso tempo consente il dialogo con noi stessi, ci permette di focalizzare i nostri pensieri, esaminarli, di porci domande e darci risposte. Per comunicare veramente con gli altri è molto importante saper parlare a noi stessi.

Purtroppo linguaggio parlato e linguaggio interiore possono dissociarsi: anche i bambini possono imparare a separare i loro pensieri dalle loro parole se fanno l’esperienza che ciò che hanno in mente non è accettato dall’ambiente. A questo punto le parole non servono più a manifestare i propri pensieri, ma piuttosto a coprirli.

Nell’acquisizione della lingua si osservano sempre due periodi principali:

– pre-linguistico: dalla vita prenatale fino ai 12 mesi;

– linguistico: dai 12 mesi ai 3 anni.

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Il periodo pre-linguistico

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Montessori da 0 a 3 anni – L’abbigliamento dei bambini

Montessori da 0 a 3 anni – L’abbigliamento dei bambini.

Nella scelta dell’abbigliamento dei bambini dovremmo dare grande importanza alla loro libertà di movimento. Può sembrare un’affermazione superflua, però spesso sembra che le uniche preoccupazioni dei genitori riguardino il fatto che i vestiti dei bambini proteggano convenientemente dalla temperatura esterna, che siano puliti, e che soddisfino gli adulti dal punto di vista estetico.

Così i vestiti dei neonati diventano un ostacolo alle loro attività motorie:

– li copriamo con indumenti troppo grandi per loro, con maniche troppo lunghe che coprono le manine,

– li avvolgiamo in una coperta,

creando una situazione di regresso e portandoli a condizioni di movimento peggiori di quelle che hanno sperimentato prima di nascere. Mentre nell’utero erano liberi di muovere le diverse parti del corpo, adesso, invece di trovare più spazio, si trovano intrappolati.

I neonati cercano di lottare contro questa restrizione del loro movimento e la frustrazione produce il pianto.

Questo è un esempio classico di come è possibile, fin dal primo giorno di vita, trasformare le forze della vita tese alla crescita in esperienze sbagliate.

Il neonato ha bisogno di potersi abituare adagio alla sua nuova vita fuori dall’utero. Gli indumenti adatti:

– devono dare il minor fastidio possibile alla pelle;

-devono richiedere il minor numero di spostamenti possibile per essere indossati;

– devono proteggere dagli sbalzi di temperatura.

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Il primo mese

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Montessori da 0 a 3 anni: la vita simbiotica nelle prime 6-8 settimane

Montessori da 0 a 3 anni: la vita simbiotica nelle prime 6-8 settimane.

Nelle prime 6-8 settimane dopo il parto, tra madre e bambino si vive un rapporto di bisogno reciproco molto stretto; in questo periodo questi due esseri viventi ricevono e danno l’uno all’altro qualcosa di assolutamente necessario per la loro vita e per questo si parla di vita simbiotica.

La madre offre, con la sua presenza continua, la sicurezza dei punti di riferimento acquisiti nella vita prenatale, consente l’attaccamento e fornisce il cibo adatto al neonato.

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Il neonato, con la sua persona, rassicura la madre rispetto al fatto che ciò che è uscito dal suo corpo non è perduto, condivide con la madre il legame preferenziale che c’è tra loro, aiuta il corpo della madre attraverso la suzione al seno, che produce in lei contrazioni dell’utero che servono a ristabilirne dimensioni e posizioni normali, prevenendo il rischio di emorragie ed infezioni.

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Montessori da 0 a 3 anni – LO SVILUPPO SENSORIALE NELLA VITA PRENATALE

Montessori da 0 a 3 anni – LO SVILUPPO SENSORIALE NELLA VITA PRENATALE, la relazione madre-bambino e il ritmo sonno/veglia.

Nella vita prenatale il feto prepara gli organi di senso che consentono di conoscere l’ambiente e interagire con esso:

– la pelle è il primo e più importante organo di senso ed è già completa a 8 settimane di gravidanza. Il tatto è quindi il primo e fondamentale organo di informazione  su noi stessi e sull’ambiente che ci circonda;

– l’olfatto è pronto già al secondo mese di gravidanza: molte sostanze contenute in ciò che mangia la madre possono passare nel liquido amniotico e produrre memorie olfattive;

– il gusto è pronto verso il terzo mese di gravidanza: nel liquido amniotico passano anche i sapori dei cibi che mangia la madre;

– la vista: è pronta verso il quarto mese. Alla nascita sono presenti tutti i fotorecettori, perchè l’utero materno non è oscuro come si immagina. Il feto può sperimentare la differenza tra buio completo e una certa luminosità, e ricerca attivamente gli stimoli luminosi;

– l’udito completa la costruzione dei suoi organi tra il secondo e il quinto mese di gravidanza. Nella vita prenatale questo senso è molto stimolato: alcune stimolazioni sono interne (battito cardiaco, respirazione), altre esterne (voce materna, voci e suoni dell’ambiente esterno).

La voce materna è il suono più importante, è già al sesto mese il feto produce i movimenti muscolari necessari per articolare i fonemi delle parole pronunciate dalla madre (sincronia muscolare fonemica). Possiamo quindi vedere come già nella vita prenatale il bambino lavora all’apprendimento del linguaggio.

La voce della madre è anche il vettore principale della sua carica affettiva verso il bambino: cantare e parlare al bambino durante la gravidanza è di grandissima importanza. Queste azioni creano una memoria nel feto, e dopo la nascita daranno alla voce materna l’effetto di rassicurare e calmare il bambino.

Il cantare, inoltre, è come un massaggio per il cervello e il corpo del feto, e ha effetti positivi anche sul corpo della madre: stimola e tonifica il diaframma e i muscoli del torace e del bacino, che sono proprio quelli coinvolti nel parto.

Il bambino, dunque, riceve molte informazioni durante la vita prenatale, e queste informazioni lo aiutano anche ad una prima costruzione dello schema corporeo, che serve a percepire i confini del proprio corpo.

Le esperienze fornite dall’ambiente modellano le vie nervose e creano le strutture associative di base, e la capacità di ricordare risulta più facile quando i canali sensoriali (visivo, uditivo, olfattivo, tattile) hanno ricevuto maggiori esperienze iniziali.

In fase di sviluppo può avvenire (anche in relazione all’ambiente culturale in cui il bambino vive) che alcuni sensi siano stimolati più di altri.

Questo è particolarmente importante se pensiamo all’apprendimento: per le persone che hanno sviluppato di più il canale sensoriale uditivo, ogni spiegazione entra meglio se viene fatta con molte parole; per quelle che hanno sviluppato di più il canale visivo, un disegno; per quelle che hanno sviluppato di più il canale tattile, la possibilità di toccare degli oggetti.

A scuola, in ogni età, i migliori risultati nel campo dell’apprendimento si ottengono se l‘insegnamento coinvolge tutti i canali sensoriali, perchè in questo modo aumenta la possibilità di riuscire ad interessare ed utilizzare le strutture di base di tutti gli studenti.

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La relazione madre-bambino nella vita prenatale

La gravidanza è una situazione nella quale un essere vivente è contenuto in un altro essere vivente, ed entrambi sono contenuti in un ambiente più grande, il mondo.

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Montessori da 0 a 3 anni – IL PARTO E LA NASCITA

Montessori da 0 a 3 anni – IL PARTO E LA NASCITA. Alla fine del settimo mese di gravidanza il bambino ha raggiunto già uno sviluppo che gli consentirebbe la sopravvivenza all’esterno della madre, ed è proprio a partire da questo momento che comincia a “fare le valigie”.

Come si prepara:

– accumula anticorpi materni;

– prepara un riserva di ferro, perchè il latte materno ne è povero;

– accumula grasso sottocutaneo per mantenere la sua temperatura corporea;

– orienta la testa verso il canale del parto;

– intensifica i movimenti per richiamare l’attenzione della madre sulla sua presenza;

– modifica il suo ritmo di sonno-veglia rendendolo simile a quello della madre.

Il bambino sta per arrivare tra noi.

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La nascita: un luogo diverso con la stessa persona

E si udì sulla Terra

Mi dissero di un uomo, vissuto nell’oscurità più profonda;

i suoi occhi non avevano visto mai nessun lieve chiarore,

come in fondo a un abisso.

Mi dissero di un uomo, vissuto nel silenzio;

non un rumore, nemmeno impercettibile

era mai giunto al suo orecchio.

Sentii parlare di un uomo che era vissuto

sempre immerso nell’acqua

un’acqua di strano tepore

e che tutt’a un tratto spuntò fuori tra i ghiacci

e spiegò dei polmoni che mai avevano respirato

-lievi sarebbero le fatiche di Tantalo al confronto-

ma visse.

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La gravidanza esterna o etero-gestazione – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI

La gravidanza esterna o etero-gestazione – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI. Secondo Maria Montessori dovremmo pensare che la vita embrionale del bambino si estende sia prima che dopo il momento del parto.

Dopo la nascita madre e bambino devono continuare a vivere insieme anche perchè il bambino è incapace di mangiare il cibo degli adulti e di muoversi da solo nello spazio.

Il movimento volontario ha bisogno di altri otto-nove mesi per arrivare a camminare a quattro zampe, e la completa autonomia dal latte materno richiede lo stesso tempo. Giunto a questo punto, biologicamente il bambino può sopravvivere senza la madre.

Questo periodo dura esattamente quanto dura una gravidanza, e per questo i nove mesi dopo la nascita sono considerati “gravidanza esterna” (o etero-gestazione).

Perchè il feto umano lascia l’utero prima di essere veramente pronto per il mondo esterno?

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I bisogni fondamentali del neonato – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI

I bisogni fondamentali del neonato – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI. I periodi sensitivi, secondo Maria Montessori, sono porzioni di tempo guidate da una sensibilità speciale per un determinato apprendimento. Per essere più precisi, la mente del bambino, a seconda del periodo sensitivo in cui si trova, è facilitata nell’assorbimento di un determinato elemento presente nel suo ambiente.

Nel periodo da 0 a 3 anni sono attivi in particolare tre sensibilità speciali:

– la sensibilità all’ordine

– la sensibilità al linguaggio umano

– la sensibilità al movimento.

La mente assorbe sulla guida di queste sensibilità profonde ma passeggere. La mente è dunque uno strumento che ha aree attive per un tempo limitato: si accendono in determinate fasi della vita e si spengono quando gli apprendimenti per cui si sono attivate si sono realizzati.

I bisogni fondamentali del neonato sono almeno sei:

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La cesta del neonato – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI

La cesta del neonato – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI. Prima della nascita del bambino, prepariamo per lui uno spazio adatto.

L’ovetto non lo è: costringe il piccolo a stare rannicchiato e bloccato nei suoi movimenti, e può essere utile soltanto per i brevi spostamenti in auto.

Anche le culle tradizionali non lo sono, perchè sono in genere profonde e non permettono al bambino di partecipare con la vista a ciò che accade attorno a lui quando è pronto per farlo. Lo stesso vale per i lettini con le sbarre, che penalizzano tantissimo la vista.

Molti genitori scelgono di utilizzare dal primo giorno il classico lettino montessoriano di cui parlerò in seguito, mentre molti educatori montessoriani pensano che una culla che accolga il neonato nei primi mesi di vita sia necessaria.

Presto potremo preparare per lui, oltre alla culla per dormire, anche uno spazio attività dove potrà trascorrere il suo tempo da sveglio, ma nei primi giorni dovrà avere la possibilità di abituarsi gradualmente alla sua vita fuori dall’utero.

Le braccia della madre sono la prima culla del bambino, e lo spazio delle sue braccia sono lo spazio ottimale di cui ha bisogno il neonato per la sua prima culla.

Si consiglia una cesta ampia e bassa con due manici, ovale. Le misure consigliate sono:

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101 e più lettini montessoriani – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI

101 e più lettini montessoriani – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI da realizzare in proprio o da acquistare, con idee per arredare la stanza del bambino piccolo e tutorial.

101 lettini Montessori

Essenzialmente il famoso “lettino montessoriano” è un letto molto basso e decisamente più spazioso di quelli che vengono in media preparati per i bambini a partire dai 7 mesi d’età, e che ancora troppo sono rappresentati dai lettini con le sbarre.

Nella pratica esistono soluzioni a centinaia che rispondono ai principi pedagogici che stanno dietro al lettino montessoriano, e possiamo raggrupparle così:

un materasso o futon posato sul pavimento, su di un tappeto o su un pezzo di moquette o su dei tatami;

un materasso posato su una tavola di legno rialzata di non più di 8 cm da terra (semplice soluzione fai da te, con innumerevoli varianti di costruzione)

un letto montessoriano acquistato pronto

una struttura ricavata da altri mobili: segare le gambe di un economico letto Ikea è la soluzione più praticata, almeno nel web, ma si può anche rovesciare un tavolo, usare la struttura di una vecchia libreria, ecc…

una struttura auto-costruita, che naturalmente richiede qualche nozione di falegnameria, ma non è impossibile.

Per tutte queste varianti, poi, è sempre possibile sbizzarrirsi con tendine, paracolpi, baldacchini, ecc…

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1. Lettino Kidkraft a slitta, misura 157 x 73 x 55 cm e costa € 148,98 su Amazon:

lettino kidkraft

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2. Dal sito Instructables questo telaio solleva il materasso di circa 4 cm, cioè per un’altezza sufficiente ad assicurare il flusso d’aria e isolarlo dal pavimento. E una soluzione davvero economica e può essere realizzata velocemente e facilmente. Con tutorial fotografico:

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3. Idea di allestimento per chi sceglie il solo materasso, qui:

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4. idea semplicissima (fonte originale sconosciuta): se temete che il bimbo rotoli nel sonno fuori dal materasso, forse basterà mettere un noodle di schiuma galleggiante tra materasso e lenzuolo…

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L’idea applicata qui:

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Il letto ideale per il bambino – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI

Il letto ideale per il bambino – MONTESSORI DA ZERO A 3 ANNI. Verso i 7 – 9 mesi il cerchio formato dalle braccia della madre e riprodotto dalla culla si dilata: il bambino a terra si rotola, punta sulle mani, alza la testa, ride alla propria immagine riflessa allo specchio e a chiunque lo guardi sorridendo, porta gli oggetti vicino alla bocca, tenta di stare seduto, esplora gli oggetti che gli vengono offerti e molto presto comincia a prenderli da solo.

Se il bambino ha trascorso i primi mesi nella cesta, intorno ai 7 – 9 mesi dovrebbe poter dormire in un letto basso e comodo. Questo nuovo letto può essere usato fino almeno ai 3 anni.

Il lettino montessoriano è tutto il contrario dei lettini con le sbarre, che si usano proprio per impedire ai bambini di uscire dal letto da soli quando il tempo del sonno è terminato.

Se l’ambiente è ben organizzato, privo di pericoli e con giochi a disposizione, molti bambini si alzano dal letto e cominciano a giocare di loro iniziativa, a tutto vantaggio dell’indipendenza e della concentrazione, senza che il risveglio venga programmato dall’adulto.

Il bambino non cadrà mai da un letto così, inoltre se nel sonno avrà qualche paura, lasciando accesa una piccola luce che lo aiuti ad orientarsi, potrà raggiungere da solo la stanza dei genitori, o semplicemente saprà di poterlo fare.

Durante il giorno il lettino può essere luogo per la lettura, il gioco degli incastri, le capriole e le coccole. L’unico inconveniente di questo letto è che è un po’ più faticoso da rifare rispetto ai letti di altezza normale.

Il letto può essere simile a un tatami perchè i piccoli stanno molto volentieri per terra:

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Guida didattica Montessori da 0 a 3 anni

Guida didattica Montessori da 0 a 3 anni: aspetti pedagogici, igiene e sicurezza, arredamento e giocattoli, alimentazione, svezzamento, attività di gioco, artistiche, di vita pratica, primi materiali sensoriali, buone maniere e gentilezza, esercizio del filo (camminare lungo la linea), primo approccio alla matematica, alla lettura, alle scienze, ecc…

Pubblico qui l’elenco dei post pubblicati ed in fase di pubblicazione che compongono la guida : gli articoli pubblicati giorno per giorno saranno aggiornati col relativo link che comparirà in rosso (quelli di pubblicazione imminente sono in grassetto).

“Il bambino è costruttore dell’uomo, e non esiste uomo che non sia stato formato dal bambino che egli era una volta.

Ciò che la madre crea è il neonato, ma è il neonato che produce l’uomo.

Il lavoro dei bambini crea l’umanità stessa: non una razza, una casta, un gruppo sociale, ma l’intera umanità.

L’educazione intesa come aiuto alla vita, che comincia dalla nascita, alimenta una rivoluzione non violenta che unisce tutti per un fine comune e li attrae verso un solo centro. E’ questa la nuovo luminosa speranza dell’umanità. Non ricostruzione, ma aiuto alla costruzione che l’anima umana è chiamata a portare a termine, costruzione intesa come sviluppo di tutte le immense potenzialità di cui il bambino, figlio dell’uomo, è dotato”

Maria Montessori – La mente del bambino

INTRODUZIONE

I piani di sviluppo

L’ambiente

La casa: pericoli dell’ambiente, sicurezza e autonomia

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Montessori da 0 a 3 anni: I PIANI DI SVILUPPO

Montessori da 0 a 3 anni: I PIANI DI SVILUPPO nella pedagogia montessoriana. L’educazione scientifica di Maria Montessori è facile da applicare e non richiede necessariamente un grande impegno economico, soprattutto per quanto riguarda i primi anni di vita; ciò che richiede davvero, e soprattutto nei primi anni di vita,  è una comprensione profonda dell’essere umano.

Se è vero, infatti, che il processo educativo dell’uomo dura per tutta la sua vita, è anche vero che l’importanza dell’educazione è tanto maggiore quanto più il bambino è piccolo, e i primi anni sono fondamentali perchè in questo periodo si gettano le basi della personalità. Non bastano quindi amore, buona volontà e impegno personale, occorrono anche informazioni corrette. Dobbiamo unire all’amore la conoscenza scientifica del bambino.

I bambini sono esseri meravigliosi e vivere con loro è una preziosa occasione per arricchire se stessi, mentre si svolge un lavoro che serve la vita.

Conoscere, comprendere, cambiare: questo ci consente in campo educativo di dare un aiuto migliore alla vita. Una buona educazione fin dall’inizio della vita può cambiare la società presente e futura.

L’umanità può sperare in una soluzione dei suoi problemi, fra cui i più urgenti sono quelli di pace e di unità, soltanto volgendo la propria attenzione e le proprie energie alla scoperta del bambino e allo sviluppo delle grandi potenzialità della personalità umana in corso di formazione“.

Maria Montessori

Lo sviluppo delle potenzialità umane non può essere deciso da noi. Noi possiamo solo servire questo sviluppo. Lo scopo dell’educazione è aiutare l’essere umano a scoprire cosa può fare per crescere e realizzarsi, migliorando la sua vita e quella del suo ambiente.

Ricordiamo sempre che:

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Montessori da 0 a 3 anni – LO SVILUPPO DEL SISTEMA NERVOSO

Montessori da 0 a 3 anni – LO SVILUPPO DEL SISTEMA NERVOSO e il cervello. Riporto qui le informazioni scientifiche di base che possono aiutare a comprendere meglio il concetto montessoriano di mente assorbente. L’anatomia e la fisiologia devono essere messe in rapporto con l’educazione perchè ciò che permette di sviluppare bene il cervello è l’ambiente. Poiché viviamo molto al di sotto del nostro potenziale cerebrale, l’educazione ha il compito di procurare, fin dall’inizio, il miglior ambiente possibile.

“Il concetto fondamentale per l’educatore è non farsi ostacolo allo sviluppo del bambino”.

Il concepimento e la gravidanza sono il primo grande capitolo della storia personale di ogni uomo, e ogni uomo è fin dall’inizio ricco, attivo, interessato all’ambiente e a tutto ciò che gli offre per il suo sviluppo fisico e psichico.

E’ ampiamente dimostrato che le emozioni e le esperienze della vita prenatale e dei primi tre anni influiscono sulla costruzione delle strutture cerebrali, e dobbiamo cancellare il pregiudizio che la gravidanza sia un periodo nel quale il bambino è totalmente protetto. L’impressionante sviluppo fisico che avviene a partire dal concepimento è accompagnato da uno sviluppo psichico altrettanto impressionante.

Non deve sembrare strano parlare di attività psichica prenatale, se intendiamo per attività psichica la capacità di ricevere informazioni, dare ad esse un significato, rispondere in modo appropriato e memorizzare l’esperienza fatta. L’unico sforzo che dobbiamo fare per comprendere questo concetto, è separare il concetto di “attività psichica” da quello di “attività cosciente”.

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Il sistema nervoso

Le cellule cerebrali sono dette neuroni. Come tutte le cellule, i neuroni presentano:

– una membrana esterna che li delimita;

– una parte chiara interna, il citoplasma;

– il nucleo.

Ogni neurone ha inoltre prolungamenti di due tipi:

– i dendriti (dal greco dendron=albero): prolungamenti corti che si intrecciano tra loro come i rami di un albero. I dendriti provvedono a creare una rete di scambio dei neuroni tra di loro, formando reti di informazione che consentono un lavoro sempre più rapido ed accurato;

– un assone: prolungamento più lungo. Gli assoni creano una continua e fitta rete di scambio tra i neuroni e tutte le parti del corpo, portando informazioni dalla periferia al centro (cioè al cervello) e dal centro alla periferia.

Complete neuron cell diagram it

Le connessioni anatomiche (dendriti e assoni) cominciano a svilupparsi durante la gravidanza, ma soprattutto durante i primi tre anni dopo la nascita.

Il sistema nervoso umano è costituito da circa 100 miliardi di neuroni e ogni singolo neurone può produrre da 1.000 a 10.000 connessioni con gli altri neuroni.

Messier 81 HST

“Ogni cervello umano è una galassia di intelligenze dove brilla la luce di un miliardo di stelle”

 (Timothy Ferris – The mind’s sky).

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Montessori da 0 a 3 anni – LA MENTE ASSORBENTE

Montessori da 0 a 3 anni – LA MENTE ASSORBENTE.  L’anatomia e la fisiologia devono essere messe in rapporto con l’educazione perchè ciò che permette di sviluppare bene il cervello è l’ambiente. Poiché viviamo molto al di sotto del nostro potenziale cerebrale, l’educazione ha il compito di procurare, fin dall’inizio, il miglior ambiente possibile. Parlando dello sviluppo del sistema nervoso e del cervello abbiamo detto che:

– il cervello è un organo straordinario con potenziali immensi;

– il cervello compie lavori altamente specializzati.

Ora dobbiamo aggiungere che nei primi anni di vita il cervello lavora in modo diverso da come farà in seguito.

Nei primi anni di vita, infatti, ogni apprendimento avviene senza sforzo per mezzo di un assorbimento inconscio: tutto ciò che è presente nell’ambiente entra nel cervello, viene processato, compreso e conservato nelle sue cellule.

Maria Montessori definisce questa capacità, già attiva durante la vita prenatale, “mente assorbente“.

La mente assorbente dei primi anni di vita dell’essere umano è uno dei più grandi aiuti che la natura mette a disposizione del bambino per il suo sviluppo, rendendolo particolarmente sensibile all’ambiente.

I periodi sensitivi, secondo Maria Montessori, sono porzioni di tempo guidate da una sensibilità speciale per un determinato apprendimento. Per essere più precisi, la mente del bambino, a seconda del periodo sensitivo in cui si trova, è facilitata nell’assorbimento di un determinato elemento presente nel suo ambiente.

Nel periodo da 0 a 3 anni sono attivi in particolare tre sensibilità speciali:

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