Comandi per le preposizioni – Psicogrammatica Montessori

Comandi per le preposizioni – Psicogrammatica Montessori. Agli esercizi individuali di analisi, eseguiti con l’aiuto delle scatole grammaticali, seguono (o possono essere svolte parallelamente) le lezioni e i comandi sulle preposizioni.

Questi esercizi vengono proposti dall’insegnante a un gruppo di bambini alla volta. Il tema è espresso da due o tre preposizioni scritte su cartellini di colore viola e da un comando scritto. I comandi sono testi che contengono due o tre proposizioni particolarmente espressive.

Prima di distribuire i comandi, l’insegnante può dare piccole lezioni sulla preposizione per spiegarne il significato, scegliendo se possibile due o tre preposizioni ogni volta. Le lezioni dovrebbero sempre essere attive e pratiche e piene di azione. Il bambino capirà così la relazione che si stabilisce grazie a questa o quella preposizione tra gli oggetti (nomi) e le azioni (verbi) che vengono eseguite.

Date queste spiegazioni, l’insegnante distribuisce i comandi ai bambini che li eseguono.

Quando si propongono i comandi, si notano da parte dei bambini grande partecipazione, movimento, desiderio di interpretare la consegna il meglio possibile. Sembra di assistere a una piccola drammatizzazione. Tutto questo accende l’immaginazione al punto che i bambini stessi cominciano a scambiarsi comandi tra loro e a inventarne.

Il materiale è formato da 15 buste, ognuna delle quali contiene una  o più carte del comando e cartellini viola sui quali sono scritte le preposizioni usate nel comando.

Il bambino legge ed esegue il comando.

Alcuni comandi richiedono la cooperazione tra due o più bambini, mentre altri possono eseguiti in modo indipendente.

Qui il mio modello per confezionare le buste:

comandi aggettivi Montessori 2

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Presentazione

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Psicogrammatica Montessori: comandi sui verbi

Psicogrammatica Montessori: comandi sui verbi per bambini della scuola primaria. Presentazioni ed esercizi e il materiale pronto per il download e la stampa in formato pdf.

Come indicato da Maria Montessori si procede per tappe:

– per la prima attività coi verbi si preparano pacchetti formati da 10 cartellini rossi, legati da un elastico. Il bambino esegue le azioni una dopo l’altra e può infine copiare i cartellini sul proprio quaderno di grammatica. Questi sono i verbi originali:

1. passeggia, canta, salta, balla, inchinati, siedi, dormi, svegliati, prega, sospira

2. scrivi, cancella, piangi, ridi, nasconditi, disegna, leggi, parla, ascolta, corri

3. riordina, pulisci, spolvera, spazzolati, abbottonati, allaccia, annoda, aggancia, specchiati, saluta

4. pettinati, lavati, asciugati, saluta, abbraccia, bacia, sorridi, sdraiati, leggi, sbadiglia

comandi sui VERBI A corsivo

– successivamente proponiamo ai bambini come tema una serie di verbi sinonimi, mostrando ai bambini il loro significato eseguendo l’azione davanti a loro. Distribuisce quindi i comandi relativi. I bambini leggono ognuno per sé il cartellino che hanno ricevuto ed eseguono l’azione, ricordando la presentazione fatta.

comandi Montessori VERBI 16

Questi sono i comandi originali:

1. Tema: POSARE, GETTARE, LANCIARE, SCAGLIARE

– Prendi una marchetta e posala sul pavimento. Poi riprendila e gettala nello stesso punto.

– Annoda il tuo fazzoletto per farne una palla e poi lancialo in aria. Corri là dove cade e di là scaglialo contro la parete.

– Posa pian piano in terra il tuo fazzoletto; poi riprendilo e gettalo in terra. Riprendilo ancora fanne una pallottola e lancialo. Corri là dove è caduto, prendilo e scaglialo contro una parete della sala.

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Comandi sui verbi: lezioni accompagnate da esperimenti

Comandi sui verbi: lezioni accompagnate da esperimenti per bambini della scuola primaria, col materiale pronto per il download e la stampa in formato pdf.

Abbiamo visto che per aiutare i bambini a comprendere la funzione del verbo facciamo loro eseguire delle azioni, sia con le frasi della scatola grammaticale III, sia con le buste dei comandi.

Possiamo anche fare in modo che eseguendo determinate azioni, i bambini apprendano concetti scientifici: invece di eseguire semplici movimenti, l’insegnante eseguirà davanti ai bambini degli esperimenti, che poi i bambini potranno ripetere in autonomia nei giorni successivi, seguendo  le indicazioni scritte in comandi specifici

Questi sono i comandi originali, proposti da Maria Montessori:

Tema: Mescolare, emulsionare, stemperare.

Comandi:

Mescola in un bicchiere acqua e aceto.

– Metti in un bicchiere un po’ di olio e battilo fortemente finché sia emulsionato.

Stempera in due provette dell’anilina rossa e dell’anilina gialla; poi mescola in parti uguali le due acque colorate e osserva se si forma un altro colore.

Tema: Sciogliere, fare la sospensione, saturare.

Comandi:

– Metti un pochino di zucchero nell’acqua e muovila con un cucchiaino finché si è sciolto tutto. L’acqua deve restare limpida e lo zucchero deve sparire.

– Metti molto zucchero in poca acqua e muovila col cucchiaino; se lo zucchero sparisce solo in parte, ma ne resta ancora sul fondo, vuol dire che l’acqua è satura.

 Getta in un bicchiere d’acqua dell’amido e muovi forte col cucchiaino: l’acqua resta bianca perchè l’amido non si scioglie, ma resta sospeso.

Tema: Decantare, filtrare.

Comandi:

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Psicogrammatica Montessori: comandi per gli aggettivi

Psicogrammatica Montessori: comandi per gli aggettivi per la scuola primaria.

Il materiale dei comandi per gli aggettivi è formato da 20 buste, ognuna delle quali contiene una scheda per i comandi e cartellini marroni per gli aggettivi contenuti nella scheda.

comandi aggettivi Montessori 1

Il bambino legge ed esegue il comando.

Questo gioco può essere fatto in gruppo, con un bambino che legge a voce alta e un altro che esegue l’azione descritta. I comandi si riferiscono ai materiali sensoriali ed a quelli per la matematica, ma se non si hanno a disposizione possiamo riscriverne altri che implichino l’uso degli oggetti che abbiamo a disposizione.

Esempio di busta:

comandi per gli aggettivi
buste da stampare

buste da stampare in pdf

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Materiale pronto

Questi sono i cartellini pronti. Se preferite realizzarli in proprio, troverete il contenuto dei contenuti in fondo all’articolo.

Comandi per gli aggettivi (con l’uso dei materiali sensoriale Montessori) stampato minuscolo:

comandi aggettivi Montessori stampato minuscolo 2

Comandi per gli aggettivi (con l’uso dei materiali sensoriale Montessori) corsivo:

comandi aggettivi Montessori corsivo 11

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Comandi per gli aggettivi (senza materiali sensoriale Montessori) stampato minuscolo:

comandi aggettivi stampato minuscolo 16

Comandi per gli aggettivi (senza materiali sensoriale Montessori) corsivo:

comandi aggettivi corsivo 23

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Presentazione

– invitiamo un gruppo di bambini al tavolo

– mostriamo le buste dei comandi per l’aggettivo. Spieghiamo che si tratta di 20 buste chiamate “Comandi per l’aggettivo”, numerate da 1 a 20″.

comandi aggettivi Montessori 2
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Comandi sui nomi: le chiamate

Comandi sui nomi: le chiamate. Nell’articolo puoi trovare esempi di presentazione e d’uso, e il materiale pronto per il download e la stampa. Questi cartellini dei comandi sono utilizzati in relazione al lavoro con la scatola grammaticale I (nome e articolo).

Per saperne di più sull’uso dei comandi puoi leggere qui: LE LEZIONI E I COMANDI. 

Il gioco con i cartellini dei comandi piace molto ai bambini, e possono essere usati sia in ambito grammaticale, come quelli presentati in questo articolo, sia per esercitare la lettura interpretata, come quelli proposti qui: cartellini dei comandi per i primi esercizi di lettura e composizione.

In generale l’esercizio con i cartellini dei comandi si svolge così: in un piccolo gruppo di bambini, a turno, un bambino legge in silenzio un cartellino e poi lo esegue riproducendo le parole e le azioni indicate. Generalmente i comandi richiedono il coinvolgimento dei compagni, quindi si prestano allo svolgersi di piccole recite. Maria Montessori ricorda che a partire dall’età di cinque anni i bambini hanno una spiccatissima tendenza alla recitazione, e provano grande piacere nel pronunciare le parole con tono sentimentale, accompagnandole con dei gesti.

I comandi delle “chiamate” possono dar luogo a piccole commedie. Possono avere un tono imperioso,  di preghiera, gentile o brusco.

Il materiale che ho preparato io segue la stessa codifica delle scatole grammaticali, quindi, poichè questi comandi sono in relazione alla scatola grammaticale I, avremo i cartellini EI-1 ed EI-2.

Questi sono i cartellini dei comandi per il nome, anche detti “chiamate”:

Comandi sui nomi LE CHIAMATE
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Guida didattica Montessori per l’area linguistica dai 6 anni

Come si può vedere la guida è molto ricca. L’elenco serve all’adulto per avere una visione d’insieme, e non è da leggere come una sequenza cronologica in senso stretto.

Il piano di studi vero e proprio deve essere individuale, basato su ogni bambino, tenendo conto dei suoi interessi e dei suoi progressi in un campo piuttosto che in un altro.  Se il bambino, ad esempio, è particolarmente attratto dalla lettura, è bene concentrarsi su di essa, scegliendo nella guida tutte le attività che possono perfezionarla e incentivarla, e attraverso la lettura si può poi arrivare, ad esempio, all’analisi grammaticale o allo studio della punteggiatura. Il vero curriculum è quello che incontra il bambino esattamente dove egli si trova in quel dato momento.

Il consiglio generale per stabilire l’ordine migliore per le presentazioni è dunque quello di seguire gli interessi del bambino e le sue abilità. Detto questo, alcune presentazioni presuppongono la conoscenza di uno o più argomenti precedenti, e questi prerequisiti, quando sono presenti, sono indicati nei vari articoli.

Non ci deve essere l’ansia di seguire un programma, ma a volte può esserci il bisogno di padroneggiare un dato argomento prima di passare a quello successivo.

Il lavoro sul linguaggio inizia con la presentazione della quarta grande lezione cosmica, che si occupa della storia della comunicazione umana e della scrittura.

I bambini passano poi allo studio delle parole. Maria Montessori pensava che l’interesse crescente di un bambino per le parole, invece che per le lettere ed i suoni, fosse l’indizio più importante per considerare un bambino pronto per la scuola primaria.

Da questo punto in poi non c’è un ordine fisso da seguire per le diverse aree tematiche del programma di studi. Come già detto, ci sono alcune lezioni che hanno come prerequisiti altri contenuti.

Ma, ad esempio, questo non significa che dopo lo studio delle parole il bambino debba per forza passare allo studio della punteggiatura.

Allo stesso modo può essere un buon consiglio quello di non affrontare l’analisi logica prima di aver lavorato su un certo numeri di argomenti di analisi grammaticale, ma non occorre completare tutti gli argomenti della prima, prima di introdurre la seconda.

La nostra pianificazione delle presentazioni deve avere l’obiettivo di facilitare il successo nell’apprendimento del bambino, e non deve essere uno schema rigido che, per essere seguito, rischia di forzare il bambino stesso in campi per i quali in realtà non è pronto.

Guida didattica Montessori per l’area linguistica dai 6 anni

 1 INTRODUZIONE

1.0 Le dieci regole d’oro di Maria Montessori e l’autovalutazione dell’insegnante

1.1 Osservazioni sul linguaggio nella scuola d’infanzia

1.2 Approfondimenti sul linguaggio orale

1.3 L’area linguistica nella scuola primaria in chiave montessoriana

1.4 Il programma di insegnamento della lingua nella scuola elementare

1.5 Imparare a scrivere e leggere dopo i 6 anni col metodo Montessori

1.6 Il linguaggio orale nella scuola primaria

1.7 Insegnare l’uso del dizionario col metodo Montessori

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Psicogrammatica Montessori: le lezioni e i comandi

Maria Montessori nel 1899 lavorò nella Scuola Magistrale Ortofrenica di Roma, incarico ottenuto in seguito a un suo corso tenuto sempre a Roma per i maestri della scuola pubblica. L’insegnamento della grammatica, allora, non fu completo e profondo come è potuto riuscire coi bambini normali, ma fu un insegnamento brillante: la grammatica era “vissuta”, e i bambini vi prendevano il più vivo interesse. Fu durante questa esperienza che nacquero i “comandi” e le “scatole grammaticali”.

Come racconta Maria Montessori, in questi primi esperimenti di didattica preparò per i bambini serie di parole stampate su cartellini singoli, che insieme potevano comporre frasi o proposizioni.

I primi abbinamenti fatti dai bambini con questi cartellini potevano essere del tipo nome-aggettivo, ad esempio: “lana-rossa”, “confetto-dolce”, “cane-quadrupede”. Poi gli abbinamenti potevano includere articolo e verbo: “la minestra è calda”, “Maria mangia i confetti”.

Per facilitare la scelta dei cartellini, Maria Montessori li dispose all’interno di alcuni casellari separati, un casellario per il nome, uno per l’aggettivo, uno per il verbo, uno per l’articolo, ecc… Ogni casellario era poi suddiviso ulteriormente per tipo. Ad esempio il casellario del nome era diviso in: persone, vestiario, cibi, animali; il casellario dell’aggettivo in: colori, forme,…; il casellario dei verbi in: infinito, presente, passato, futuro.

Grazie a questi casellari i bambini non solo erano in grado di comporre frasi, ma imparavano con la pratica a riporre ogni parola nella giusta scatola, e in questo modo si preparavano all’analisi grammaticale. Dopo un certo numero di esercizi, infatti, Maria Montessori poteva spiegare ai bambini il significato delle parole stampate sui casellari, ad esempio “Nome”, “Verbo”, “Aggettivo”, ecc…

Per spiegare il nome diceva ai bambini, semplicemente: «Col nome chiamo le persone e gli oggetti. Le persone rispondono se le chiamo; gli animali pure; gli oggetti no, perchè non possono, ma se potessero risponderebbero. Per esempio, se dico: «Maria!», Maria risponde. Se dico: « Ceci!», i ceci non rispondono perchè non possono, ma risponderebbero, se potessero. Però è anche vero che quando dico “Ceci!” potete portarmeli voi, anche se non sanno venire da soli, e lo stesso se dico “Quaderno!” oppure “Mele!”. Se non vi dico il nome dell’oggetto, voi invece non potreste capire di cosa parlo, perchè ogni oggetto ha un nome diverso; il nome è la parola che rappresenta l’oggetto. Se io non dico il nome voi non capite di che cosa voglio parlare; per esempio se dico: “portatemi qui… presto, portatemelo qui, lo voglio!”. Voi non potete portarmi niente, perchè non capite di che oggetto parlo, se non dico il suo nome. Per capire se la parola è un nome bisogna chiedersi:”E’ qualche cosa? Risponderebbe se potesse? Lo potrei portare alla maestra? ». 

Dopo questa breve lezione, prendeva dai casellari un po’ di cartellini di nomi, aggettivi e verbi, ad esempio, mischiandoli. Poi li leggeva ai bambini, ad esempio: «Dolce ! Portami dolce! C’è un oggetto che risponde? Mi porti un confetto, ma io non ho detto confetto, ho detto dolce. Mi vuoi dare lo zucchero, io non ho detto zucchero, ho detto dolce. Io volevo l’acqua dolce della bottiglietta dei sapori… Dunque dolce non è un oggetto, perchè se dico dolce, voi non potete indovinare l’oggetto che voglio. Invece se dico: confetti, zucchero, acqua, bottiglia, allora sì che capite cosa voglio, perchè queste parole chiamano degli oggetti, queste parole sono nomi».

Queste prime lezioni che sembravano degli ordini imperfetti, dei comandi a cui mancava la parola e che servivano a presentare una parte del discorso nell’ambito dell’analisi grammaticale, sono state la spinta all’elaborazione delle lezioni di psicogrammatica nella scuola primaria, lezioni che comunemente vengono ancor oggi chiamate “Comandi”.

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INIZIALE MAIUSCOLA per i nomi propri col metodo Montessori

INIZIALE MAIUSCOLA per i nomi propri col metodo Montessori, presentazione ed esercizi. E’ un argomento che prepara i bambini allo studio della punteggiatura ed è adatto anche alla prima classe.

Presentazione delle lettere maiuscole e minuscole

Materiali

– cartellini delle lettere maiuscole e cartellini delle lettere minuscole

– carta di controllo delle lettere disposte in ordine alfabetico.

cartellini del maiuscolo e del minuscolo con tavole di controllo

– cartelli dei titoli per l’esercizio

titoli per maiuscole e minuscole

Esercizio

Invitare un gruppo di circa cinque bambini alla lezione e srotolare un tappeto.

Distribuire le lettere minuscole tra i bambini, dicendo : “Vi sto dando le lettere minuscole”

Poi dire loro: “Mettiamo queste lettere in ordine. Quale lettera viene prima? “. Cominciare a mettere le lettere, in ordine alfabetico, sul tappeto, dalla lettera a alla lettera z.

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CARTELLINI DEI COMANDI per i primi esercizi di lettura e composizione

CARTELLINI DEI COMANDI per i primi esercizi di lettura e composizione, scaricabili e stampabili gratuitamente in formato pdf. Le serie comprendono:

  • Cartellini di comandi per i primi esercizi di lettura
  • Comandi per la composizione di parole
  • Comandi per la composizione di frasi
  • Comandi per la composizione di liste
  • Comandi per la composizione di una storia

e puoi scaricarli qui:

Troverai invece i cartellini dei comandi per l’analisi grammaticale tra gli esercizi dedicati alla presentazione delle parti del discorso.

Nella scuola d’infanzia, quando il bambino è pronto inizia a leggere spontaneamente ciò che compone con l’alfabeto mobile, ed in questa fase lo aiutiamo a scoprire che ora può conoscere anche il pensiero di altre persone.

L’esercizio dei comandi, che consiste nello scrivere frasi alla lavagna (o su foglietti di carta), davanti ai bambini, senza parlare, è di grande importanza. Se non parliamo, cioè se isoliamo il linguaggio scritto dal linguaggio parlato, il bambino percepisce in modo profondo il valore della scrittura, come vero linguaggio.

Questa esperienza rappresenta il primo avviamento alla scrittura creativa. La scrittura creativa si realizza quando pensiamo in termini di “vi mostro qualcosa che prima non c’era, un pensiero che era nella mia mente e che ora, grazie alla mia scrittura, posso mostrarvi”.

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La pratica della lettura secondo il metodo Montessori I COMANDI

La pratica della lettura secondo il metodo Montessori: lettura meccanica, interpretativa, a voce alta. Nell’articolo puoi trovare vario materiale pronto per il download e la stampa, in formato pdf. Tra questo materiale:

primi esercizi di lettura: scatole degli oggetti, scatole delle illustrazioni, schede delle sei immagini, cartellini di parole da abbinare ad oggetti, gioco di lettura di parole con gli oggetti, cartellini di lettura di parole, gioco alla lavagna per la lettura di frasi, cartellini dei comandi per la lettura di frasi (cinque serie)

esercizi di lettura successivi: la lettura ad alta voce, il primo libro di lettura, comandi per la lettura interpretata (7 serie), comandi per la lettura di poesie, le audizioni.

La lettura comincia, nella scuola d’infanzia, fin da quando i bambini rileggono le prime parole che hanno composto con l’alfabeto mobile, anche se non si tratta di lettura vera e propria, perché manca l’elemento della comprensione: i bambini infatti conoscono già il significato della parola, avendola scritta loro stessi. In questa fase, comunque, l’attenzione del bambino è rivolta alla pronuncia dei suoni della parola scritta, ma questa attenzione lo porterà poi a voler riconoscere le parole scritte da altri.

La buona pronuncia della parola letta ha un grande valore: si può dire che sia lo scopo principale della lettura nella scuola d’infanzia. Tuttavia è difficile raggiunger questo obiettivo, se nel suo sviluppo il bambino ha sviluppato difetti di pronuncia nella lingua orale.  Quando l’intelligenza vuole volare, le sue ali devono essere pronte. Immaginate se il pittore, nel momento in cui giunge l’ispirazione, dovesse mettersi a fabbricare i pennelli!

Secondo Maria Montessori nella lettura intervengono due fatti diversi: l’interpretazione del senso, e la pronuncia ad alta voce della parola scritta. L’osservazione dimostra che i bambini interpretano il senso leggendo mentalmente: l’interpretazione richiede raccoglimento, perché è l’intelligenza che legge.

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Insegnare l’uso del dizionario col metodo Montessori

Insegnare l’uso del dizionario col metodo Montessori

Insegnare ai bambini l’uso del dizionario è molto importante nella scuola primaria, e può essere fatto con una serie di attività di ispirazione montessoriana molto semplici ed efficaci. Qui propongo:

  • Gioco dell’ordine alfabetico (7 set)
  • Cesto delle parole
  • Gioco delle parole guida
  • Cartellini dei comandi per l’uso del dizionario

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Insegnare l’uso del dizionario col metodo Montessori

Gioco dell’ordine alfabetico

Prepariamo un cartellino per il titolo ORDINE ALFABETICO, e vari set di cartellini di parole da mettere in ordine alfabetico. Puoi scaricarli qui:

Set 1: parole dalla lettera A alla lettera Z

Set 2: parole dalla lettera A alla lettera Z

Set 3: parole dalla lettera A alla lettera Z

Set 4: parole dalla A alla Z con lettere mancanti

Set 5: Parole con la stessa lettera iniziale

Set 6: parole con le prime due lettere uguali

Set 7: parole con le prime tre lettere uguali

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