Poesie e filastrocche sulla pioggia il temporale l’arcobaleno

Poesie e filastrocche sulla pioggia il temporale l’arcobaleno la grandine: una raccolta di poesie e filastrocche per la scuola d’infanzia e primaria, di autori vari.

La pioggia

Pioggerellina, pioggerellina,

vien giù grossa, vien giù fina;

canta e ride, danza e svaria,

cento righe van per l’aria. ( A. A.)

Proverbi

Lampi di sera

bel tempo di spera.

Aria pecorina

acqua vicina.

Cielo a pecorelle

acqua a catinelle.

Il cielo si rischiara:

acqua prepara.

Prima dell’arcobaleno

Il brontolio si cangia in violento

sibilo e batte alle serrate porte;

voce di rabbia, sibilo di morte:

il vento, il vento, il vento.

Una luce sinistra, un guizzo, un vampo

ecco passa nel cielo rapidamente

aereo guizzo come di serpente:

il lampo, il lampo, il lampo.

Un tumulo, un fragore, un urlo, un suono

rauco, sfuggente, rotolante, cupo

voce d’antro di selva, di dirupo:

il tuono, il tuono, il tuono.

Il tuono, il lampo, il vento

e un’idea di sereno

tanto cruccio e sgomento

fino all’arcobaleno. (M. Moretti)

Una gocciola di pioggia

Una gocciola di pioggia

alla terra un dì guardò

e la vide tanto bella

che dall’alto si buttò.

Cadde e si trovò ruscello

fresco puro scintillante

poi divenne aspro torrente

impetuoso e spumeggiante.

Crebbe ancora e fu un gran fiume

calmo e lento fra le sponde

finchè giunse al mare unendo

a quell’onde le sue onde.

Nella notte il ciel brillava

d’infinite, chiare stelle

così limpide e lontane

così pure, così belle.

Sospirò la gocciolina:

“Vorrei essere lassù!”

Ed appena sorse il sole

gli gridò: “Tu sole,

che sei forte, che sei buono,

che a nessuno neghi amore,

dammi aiuto per salire

alla meta del mio cuore!”

Dentro il raggio il sol la prese

ve la tenne, la scaldò,

e la gocciola di pioggia

al suo cielo ritornò.

Pioggerella

Pioggerella fina fina

che dal cielo scendi giù

tu rimbalzi leggerina

sopra i fiori rossi e blu.

Beve il tetto, ride il mare,

canta lieto un uccellino;

al tuo lieve ticchettare

s’addormenta ogni bambino.

Si rinfresca il campo e il prato,

ti saluta il ruscelletto,

tutto il mondo par beato

sotto il provvido bagnetto.

Pioggerella fina fina,

che dal cielo scendi giù…

Pioggia

Che pazzerelle nuvole

scherzano su nel cielo

in un momento intessono

intorno al sole un velo.

Poi leste quattro gocciole

di pioggia spruzzan giù

e al sol fuggendo gridano:

“Adesso asciuga tu!”. ( L. Schwarz)

Canzonetta della pioggia

Già s’affacciano nel cielo

grossi densi nuvoloni

ogni pianta ed ogni stelo

si dispoglia a poco a poco.

Guizzan fulmini di fuoco

tra il rombar cupo dei tuoni.

Sopra l’arido selciato

è danzar di goccioloni.

Poi, d’un tratto, sul creato

col la furia di una piena

il diluvio si scatena.

Piove piove piove piove

oh, il monotono scrosciare

della pioggia che rimuove

che travolge, che trascina

ciò che incontra, ciò che intoppa

nella sua folle rapina:

cose vecchie, cose nuove,

è la furia che galoppa

verso il piano, verso il mare,

piove piove piove piove.

Piove piove piove piove

sopra i monti sopra i piani

hanno gli alberi intristiti

movimenti quasi umani.

Sono tutti infreddoliti

gli uccellini dentro i nidi

levan rauchi e strani gridi

le ranocchie nei pantani.

Sulle vette più lontane

le casette rusticane

nel grigiore mattinale

della pioggia torrenziale

sembran tutte linde e nuove

piove piove piove piove.

Malinconico concerto

di bisbigli e di richiami

come passano tra i rami

sinfonie di foglie al vento

musichette misteriose

delle piante e delle cose.

Dentro l’ombra del viale

non più trilli e guizzi d’ale.

Tutto geme e si commuove

nel gran pianto universale

piove piove piove piove!

Che tristezza, che tristezza

tutto è scuro, tutto è chiuso

sembra il mondo circonfuso

da un gran senso di stanchezza.

Stanno i bimbi ad ascoltare

dietro ai vetri dei balconi

quel continuo ticchettare

delle gronde sui lastroni.

Bimbi, è mesto il vostro cuore,

come il giorno senza cielo

ma verrà domani il sole

s’aprirà sopra ogni stelo

la corolla d’un bel fiore.

Torneranno le parole

della fede e dell’ardore

torneran gli azzurri incanti

della terra sorridente

sotto i cieli sfolgoranti

e sul vostro labbro ardente

canterà, bimbi, l’amore.

Pioverà? Non pioverà?

Farà brutto? Farà bello?

Dovrò uscire con l’ombrello?

Ma se uscissi con l’ombrelllo

lo so già farebbe bello.

Eppoi questo non è tutto.

Senza ombrello, ci scommetto,

muterebbe in tempo brutto.

Sole, pioggia, ma perchè

vi burlate ognor di me? ( Colombini Monti)

Acquazzone

Di nubi grige a un tratto il cielo fu

e il tuono brontolò con voce d’orco.

Si cacciò avanti, lungo lo stradone

carta foglie ed uccelli il polverone.

Si udirono richiami disperati

tonfi di imposte e d’usci sbatacchiati.

Si videro donne lottare in un prato

con gli angeli impauriti del bucato.

Poi seminò la pioggia a piene mani

tetti e vie di danzanti tulipani

tagliò il paesaggio, illividì ogni cosa

in un polverio d’acqua luminosa.

Quando si stava inebetiti e fissi

come sull’orlo d’infuocati abissi

dove il mondo pareva andar sommerso

il cielo sulle cose era già terso

e nei vetri appannati del tinello

risorrise il paese ad acquarello

sulla campagna dolcemente crespa

ronza la chiesa d’oro come vespa.

Non rimaneva dell’orrendo schianto

che il gocciolio di musicale pianto

della gronda, già buono già tranquillo;

lo raccolse morente il bruno grillo.

Coi tamburini gracili di pelle,

le rane lo portano alle stelle. ( C. Govoni )

Piccola nuvola

Dopo l’acquata, le nuvole pronte,

pigliano il volo, scavalcano il monte.

Or con la gonna di velo sottile,

la più pigra s’impiglia al campanile. (U. Betti)

Pioggia di primavera

Com’è dolce la pioggia

che sottile e leggiadra

scampanella nell’aria

oggi ch’è primavera!

E domani che festa,

quando il vento ed il sole

asciugheranno a gara

l’erba nuova del prato,

cogliere un mazzolino

di primule

e di viole,

un mazzetto fragrante,

nitido, di bucato! (Graziella Ajmone)

La pioggia

State a sentire che dice

la nuvoletta felice:

“Quando la pioggia mi scioglie

lustro le pietre e le foglie.

Per camminare sui tetti

mi metto gli zoccoletti.

Vado per orti e giardini

cantando come i bambini. (R. Pezzani)

Pioggia

I goccioloni han voglia di cantare

rimbalzando, saltellando

delle strade fan fossette

delle scarpe fan barchette.

Piove piove dappertutto

Cielo grigio. Tempo brutto.

Piove piove dappertutto.

Fan la doccia i fiorellini

nelle aiuole dei giardini

e nell’orto il seminato

beve l’acqua d’un sol fiato.

Io, se piove, non mi cruccio

vado a spasso col cappuccio. ( I. C. Monti)

Il temporale

Che succede? In un momento

calma e gaia era la terra

e di colpo… pioggia, vento,

lampi e tuoni in ciel fan guerra.

Son scomparsi gli uccellini

traman l’erbe e i fiorellini

e le piante… oh, che pietà,

par si spezzino a metà.  (A. Pozzi)

Non piove più

Non piove più. Le gocce

scendon con contagocce

dagli alberi inzuppati

che l’acqua ha rinfrescati.

Il vento, a poco a poco,

così come per gioco,

con soffi d’allegria

le nubi manda via.

Torna, torna il sereno:

guarda l’arcobaleno!

E’ già venuto fuori

con tutti i suoi colori  (I. C. Monti)

Pioggia

E’ un’arpa la pioggia, infinita,

fra terra e cielo

sottesa.

Con agili dita

tra fili sottili

di limpido argento

trascorre il vento

in brividi di seta

in rapidi fruscii

in lunghi mormorii.

Nasce dall’aspro archetto

di una fronda d’ulivo

un vivo

accordo di violino

e dall’orlo del tetto

una frangia di gocciole leggera

strimpella sul canale di lamiera. (L. P. Mazzola)

Dopo la pioggia

Dopo la pioggia viene il sereno,

brilla in cielo l’arcobaleno:

è come un ponte imbandierato

e il sole vi passa, festeggiato.

E’ bello guardare a naso in su

la sua bandiera rossa e blu.

Però lo si vede -questo è il male-

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,

questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra

fare la pace prima della guerra. (Gianni Rodari)

Piove

Piove da un’ora soltanto

ma il bimbo pensa che già

piova da tanto, da tanto

sopra la grande città.

Piove sui tetti e sui muri, piove

sul viale, piove sugli alberi

oscuri con ritmo triste e uguale. (Ada Negri)

La pioggia

La pioggia picchietta

sommessa e argentina

e narra una favola

piccina piccina

d’insetti, di passeri,

di grilli, di fiori,

di piccoli cuori.

Per loro ogni gocciola

che stride e saltella

che sfrigge e che mormora

è come una stella. (O. Visentini)

Pioggerella

Pioggerella fina fina,

che dal cielo scendi giù

tu rimbalzi leggerina,

sopra i fiori rossi e blu.

Beve il tetto, ride il mare,

canta lieto un uccellino

al tuo lieve ticchettare

s’addormenta ogni bambino.

Si rinfresca il campo e il prato,

ti saluta il ruscelletto

tutto il mondo par beato,

sotto il provvido bagnetto.

Pozzanghere

Accanto al marciapiede

brilla una pozza d’acqua

e dentro vi si vede

la nube che si sciacqua:

e dietro le veleggiano

nubi in un grande mare

che sembrano una greggia

che vada a pascolare.

Ma forse questa notte

dentro l’immensità

del cielo capovolto

un astro fiorirà:

fiorirà sul selciato

sporco della città

come un dono serbato

per chi lo scoprirà. (G. Porto)

Non piove più

Non piove più! Sui prati

sotto il raggio del sole,

tra l’erba luccicante,

s’aprono le viole.

Tra i rovi della siepe

l’azzurra vinca sboccia;

ad ogni fiore in seno

brilla una pura goccia.

Le galline sull’aia

ritornano a beccare,

e i fanciulletti garruli

riprendono a saltare.

L’aria odora di terra,

su, nel cielo sereno,

con sette bei colori

brilla l’arcobaleno. (O. G. Mercanti)

Piove

Piove. Sotto la gronda un nido è vuoto.

Beve le stanche lacrime del cielo

nel gran giardino un triste albero immoto.

Un bimbo biondo, col ditino in bocca,

guarda dai vetri, silenzioso, assorto.

Forse pensa alla neve, che, se fiocca

fa tutto bello, rifà tutte nuove

le cose morte. Chissà. Forse! Intanto

in un grigiore desolato, piove. (Zietta Liù)

Saluto al sereno

Addio, rabbia di tempesta!

Addio, strepitio di tuoni!

Vanno in fuga i nuvoloni,

e pulito il cielo resta.

Addio, pioggia! Qualche stilla

dai molli alberi si stacca;

ogni foglia, fiore o bacca

al novello sole brilla.

Consolato il mondo tace.

Su ciascuna afflitta cosa,

come un balsamo, si posa

la serena amica pace. (A. S. Novaro)

Gli ombrelli

La famiglia degli ombrelli

quando piove a catinelle

si apre tutta e, per la gioia,

non può stare nella pelle.

Balla e canta, beve l’acqua,

mulinella in braccio al vento,

ride a scrosci se diluvia,

senza il minimo sgomento.

Ma, passato il temporale,

quando il sole sbuca, ahimè,

ogni ombrello , immusonito,

torna a casa chiuso in sè. (Zedda)

L’acquazzone

E venne, dopo il vento,

d’impeto, come l’onda

che sopra il mar s’avventa.

Disperse in un baleno

gli agricoltori ai campi,

scrosciò per ogni gronda

ed allagò le strade.

Poi, senza tuoni e lampi,

quasi senza sussurro,

finì con grosse, rade

gocce. Quando nel cielo

del già chiaro orizzonte

s’alzò l’arcobaleno,

candide come un velo

di sposa, navigavano

le nubi in mezzo a un mare,

divinamente azzurro. (V. Bosari)

Dopo il temporale

Spenti in ciel gli ultimi tuoni

vanno in fuga i nuvoloni

e la pioggia viene meno.

Ecco, appar l’arcobaleno…

Qualche gocciola sospesa,

qualche farfallina illesa,

galli nuovi, erta la cresta,

ai fioretti fanno festa:

goccia un frutto, una corolla,

c’è per tutto odor di zolla,

e quel giglio s’è trovato

un vestito di bucato! (L. Carpanini)

Temporale

Un bubbolio lontano…

Rosseggia l’orizzonte,

come affocato, a mare;

nero di pece, a monte;

stracci di nubi chiare:

tra il nero un casolare:

un’ala di gabbiano. (G. Pascoli)

Piove

Piove da un’ora soltanto

ma il bimbo pensa che già

piova da tanto! Da tanto!

Sopra la grande città.

Piove sui tetti e sui muri,

piove sul lungo viale,

piove sugli alberi oscuri

con ritmo triste ed uguale;

piove; e lo scroscio si sente

giungere dalle vetrate

che versano lacrime lente

come fanciulle imbronciate.

Piove e laggiù, sulla via,

e in ogni casa, già invade

l’intima malinconia

di quella pioggia che cade.

Piove da un’ora soltanto:

ma il bimbo pensa che già

piova da tanto! Da tanto!

Sopra la grande città. ( A. Novi)

Filastrocca della pioggia

Pioggerellina, pioggerellina,

vien giù grossa, vien giù fina;

canta e ride, danza e svaria,

cento righe van per l’aria.

Pioggerella viene in fretta,

col profumo di violetta:

pioggia tiepida di maggio

nelle cose metti un raggio.

Dai fossati, a crocchi, a crocchi,

la salutano i ranocchi;

l’anatroccolo diguazza,

pioggia allegra, pioggia pazza!

La pioggia

La pioggia picchietta

sommessa, argentina,

e narra una favola

piccina piccina,

d’insetti, di passeri,

di grilli, di fiori,

di piccoli cuori:

per loro, ogni gocciola,

che stride, saltella,

che sfrigge, che mormora,

è come una stella. (O. Visentini)

La pioggia continua a cadere

La pioggia continua a cadere

e tutta la terra trafigge:

le luci grondanti e affiochite

incerte sui marciapiedi.

La pioggia continua a cadere

sottile pungente accidiosa

e tutte le strade son colme

e lacrime stillano gli alberi.

La pioggia continua a cadere,

nel grande silenzio a cadere,

ed ombre, fantasmi, s’allungano,

enormi fantasmi i palazzi. (L. Fiorentino)

Il temporale

Il cielo è carico di nuvoloni

fulmini e tuoni

fremon lassù.

La chioccia vigile

chiama i pulcini:

“Qua, piccolini,

vi coprirò”.

Ed essi corrono.

C’è il temporale

ma sotto l’ale

non treman più.

Il tuono

E nella notte nera il nulla

a un tratto, col fragor d’arduo dirupo

che frana, il tuono rimbombò di schianto:

rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,

e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,

e poi vanì. Soave allora un canto

s’udì di madre, e il moto di una culla. (G. Pascoli)

Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;

il cielo ingombro, tragico, disfatto:

bianca bianca nel tacito tumulto

una casa apparì sparì d’un tratto;

come un occhio, che, largo, esterrefatto,

s’aprì si chiuse, nella notte nera. (G. Pascoli)

La mia sera

Il giorno fu pieno di lampi;

ma ora verranno le stelle,

le tacite stelle. Nei campi

c’è un breve gre-gre di ranelle.

Le tremule foglie dei pioppi

trascorre una gioia leggera.

Nel giorno, che lampi! Che scoppi!

Che pace la sera.

Si devono aprire le stelle

nel cielo sì tenero e vivo.

Là, presso le allegre ranelle,

singhiozza monotono un rivo.

Di tutto quel cupo tumulto,

di tutta quell’aspra bufera,

non resta che un dolce singulto

nell’umida sera.

E’ quella infinita tempesta


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