Materiale didattico sulle FORMICHE

Materiale didattico sulle FORMICHE – una raccolta di dettati ortografici, letture e altro materiale didattico, di autori vari, per la scuola primaria.

Le formiche

Le formiche hanno le loro regine, i loro maschi e le loro operaie. La formica attraversa i seguenti stadi di sviluppo: uovo, larva, pupa e infine insetto perfetto.

Dalle pupe schiuse escono regine e maschi, alati gli uni e le altre, e le formiche operaie, prive di ali, destinate a provvedere alla casa e al nutrimento…

Un giorno sereno d’estate le giovani regine ed i bei maschi escono dal nido e volano per l’aria soleggiata: è il loro giorno di nozze. Scesa a terra dopo il volo nuziale, la regina si mette a lavorare di mandibole e di zampe e si strappa le ali: la natura le ha insegnato che da quel momento il suo posto è nella casa, e la regina non volerà più: per tutto il resto della vita camminerà come le altre formiche: è finita la festa per lei, comincia il lavoro! Deve fondare una nuova colonia o deporre uova nella colonia già esistente. Quanto al povero maschio, le cose vanno diversamente: il suo giorno di nozze è l’unico della sua vita all’aria aperta: la mattina è sposo e la sera è morto. Che un uccello l’afferri al volo per portarlo ai suoi piccini, che un ragno lo divori o in qualunque modo la morte lo colga, è certo che vi si rassegna e non tenta nemmeno di rientrare nel formicaio. Se le formiche operaie della sua famiglia lo vedono abbandonato sul terreno, non lo aiutano, lo considerano ormai un essere inutile, e gli passano accanto indifferenti; venuta la notte, il maschio muore: è legge di natura.

Le zampe tuttofare delle formiche

Come gli altri insetti, le formiche hanno sei zampe attaccate al torace. Il primo paio, oltre che per camminare, serve per smuovere oggetti, spazzolare e lavare se stesse (soprattutto le antenne) ed i piccoli, e per centro altri lavoretti. Insomma, assieme alle mascelle, sono l’equivalente delle nostre braccia.

Ali principesche

Non tutte le formiche hanno le ali, ma solo i principi e le principesse, che ne possiedono quattro. Dopo il matrimonio, i principi consorti muoiono e le regine si strappano le ali.

Le antenne

Le formiche, come in genere tutti gli insetti, sentono gli odori con le antenne. Possono riconoscere se la formica che si avvicina è loro amica, possono inseguire i vari insetti, ritrovare la strada per il proprio formicaio. Con le antenne inoltre sentono gli oggetti come noi con i polpastrelli delle dita. Per questo le formiche, mentre camminano, sfiorano e picchiettano leggermente i corpi che incontrano e che vogliono conoscere, così come fa il cieco con la sua canna quando va a spasso. E quando le formiche si incontrano con questo mezzo si danno segnali e comunicazioni.

Dall’uovo alla formica

Le uova deposte nei formicai, impiegano quindici giorni a schiudersi, per dar vita ad una larva, dal corpo trasparente, fornito di testa, di anelli, ma non di zampe. Le formiche operaie nutrono le piccole larve, rigurgitando nella loro bocca i succhi elaborati dal loro stomaco. Poi portano i piccini al sole, all’aria; e, come balie premurose, quando si accorgono che il sole è troppo forte, ritirano i loro protetti in un luogo più riparato.

Dopo un certo tempo, le larve si schiudono in un bozzolo di colore grigio giallastro. Le ninfe sono prima biancastre, poi diventano scure, infine nere. Hanno già tutti gli organi, ma rinchiusi nel bozzolo. Allora le formiche operaie, che hanno fatto da balia alle larve, intervengono ancora ad aiutare le ninfe a liberarsi degli involucri: e l’insetto perfetto è pronto. Le balie gli portano ancora da mangiare, lo conducono a spasso, gli insegnano a lavorare.

Di che cosa si nutrono le formiche

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Poesie e filastrocche sulle FORMICHE

Poesie e filastrocche sulle FORMICHE – una collezione di poesie e filastrocche sulle formiche, di autori vari, per bambini della scuola d’infanzia e primaria.

La formica

Oh, formica, formichetta,

quante miglia devi fare?

Dove son le tue castella

che ti dai tanto da fare?

Tu non sei davvero oziosa,

chè lavori senza posa

dal mattino alla nottata,

formichetta affaccendata.

La pazienza della formica

La stradina che porta

al formicaio è storta

e, per di più, è in salita.

Benchè mezzo sfinita,

la povera formica

non bada alla fatica.

Va su per la collina

e dietro si trascina,

a stento ed a rilento,

un chicco di frumento.

E’ giunta quasi in vetta

quando una nuvoletta

sulla terra scodella

un po’ di pioggerella.

L’acqua che cade a picco

ora travolge il chicco

e il granellino biondo

tocca ben presto il fondo.

La formica che fa?

S’abbatte e si dispera?

O imprecando va

contro la sorte nera?

Macchè! Macchè! Sa bene

che i lamenti e le scene

non risolvono niente!

Perciò tranquillamente

riscende la pendenza

afferra il chicco d’oro

e con santa pazienza

ricomincia il lavoro. (Luciano Folgore)

La formica

Oh, formica, formichetta,

quante miglia devi fare?

Dove son le tue cestella

se ti dai tanto da fare?

Tu non sei davvero oziosa,

chè lavori senza posa

dal mattino alla nottata,

formichetta disperata. (Anonimo)

Indovinello

Siamo brave e piccoline

formiam file senza fine;

gironziam d’estate intorno,

lavorando tutto il giorno

per riempire i magazzini

di preziosi granellini. (Cambo)

Formichina

Formichina s’è sposata

ed è tutta affaccendata:

spazza, lava, rifà il letto,

ripulisce fino al tetto,

sforna il pane e, senza affanni,

fa la cena, stende i panni.

Poi riposa e, canticchiando,

con un piede dondolando

nella culla il suo piccino,

gli ricama un camicino. (A. Morani Castellani)

Il formicaio

Dal formicaio uscì una formica

scalò una collina a gran fatica

dal colle giù per la valle andò

nei granaio si arrampicò.

Prese un chicco dal granaio

e lo portò al suo formicaio.

Una alla volta le formichine

viaggiarono per valli e colline

e un grano alla volta, tutto il granaio

si portarono nel formicaio.

Le provviste della formica

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