dettati ortografici – CITTA’ PAESE VILLAGGIO

Dettati ortografici CITTA’ PAESE VILLAGGIO

Dettati ortografici CITTA’ PAESE VILLAGGIO – una raccolta di dettati ortografici, di autori vari, per bambini della scuola primaria. Difficoltà ortografiche miste.

Paese

Non c’è paese più piccolo del mio. Basta l’ala di una colomba per fargli ombra. Di notte basta una stella per fargli luce.

Quando Caterina munge la mucca, tutto il paese sa  di latte.

Quando Lena canta per far dormire il suo bambino, di quel canto si addormentano tutti i bambini del paese. Se una ha un dolore, tutti ne soffrono.

I vicini si prestano volentieri l’olio e il sale. Tutti prendono l’acqua allo stesso pozzo, cuociono il pane nello stesso forno. E tra loro, uomini, donne, bambini, si chiamano fratelli e sorelle e si vogliono bene. (R. Pezzani)

Cittadina di provincia

Ci sono qui delle piazzette fuori mano dove i camion non passano: e ai lati sorgono certe anziane case piene di  dignità con festoni di rampicanti. Pende, a fianco della porta, il tirante del campanello, il quale si ode risuonare di là dalla porta destando lunghi echi negli androni. (D. Buzzati)

Villaggio alpino

Poche, rustiche casette: le basi di pietra, le pareti di legno, i tetti di ardesia; brevi le finestre, fiorite di rossi gerani… Una chiesetta, un campanile. Null’altro. Sulle vie deserte qualche vecchia dalla gonna rossa e nera che fila e ricama; due o tre caprette e nidiate di bimbi rosei e biondi, che guardano curiosi, ma poi con i piedini nudi fuggono, pieni di vergogna. Chioccolio di fontane, qualche ragazza che lava. E un silenzio, una pace tale sotto quel sole diffuso, in quella pura aria frizzante, che tutto lo spirito ne gioisce. (R. Bacchelli)

Città

Vi sono foreste d’alberi e foreste di case: le città. La loro storia è antica come l’uomo, perchè l’uomo le ha costruite, nei giorni e nei secoli, con le pietre e col cuore: le ha difese col sangue, le ha amate come si amano le cose vive.

E nessun paese al mondo ne ha di splendide come l’Italia.

Tutta la storia è passata dalle loro strade; tutti gli eroi hanno bevuto alle loro fontane; tutte le civiltà sono venute a prendervi luce di verità e di bellezza.

La più umile nostra contrada ha una chiesa, un monumento, che basterebbe da sè a inorgoglire una metropoli d’oltremare. (R. Pezzani)

La mia città

E’ una città grande, bella, con ampie strade, con piazze vaste, piene di gente e di veicoli, con palazzi superbi, belle chiese e fontane e monumenti. Io vivo volentieri nella mia città perchè vi sono nato, perchè vi abitano i miei genitori, i miei amici. Se un giorno andrò lontano, non dimenticherò la mia bella città. (M. Menicucci)

Il tram

E’ un mezzo di trasporto urbano abbastanza comodo, ma rumoroso ed obbligato a seguire i binari senza potersi spostare quando occorra. Per questo è stato gradualmente sostituito dal filobus e dall’autobus.

Il filobus

In città, essendo notevoli le distanze tra un posto e l’altro, c’è un servizio pubblico per il trasporto delle persone. Ogni filobus ha un percorso stabilito illustrato su tabelle apposite, ed un numero. Chi viaggia deve conoscere il numero del filobus che passa per la via che lo interessa. Salendo paga il biglietto, che poi conserva per un eventuale controllo. Può scender a qualsiasi fermata. Le fermate sono segnate con dei cartelli: solo lì le persone possono scendere o salire. Si sale dalla parte posteriore, durante il tragitto ci si sposta in avanti per lasciare il posto agli ultimi e si scende dalla parte anteriore. (E. Refatti)

La metropolitana

Il tram, l’autobus e il filobus, ingombranti come sono, creano un grosso intralcio per la circolazione, specialmente nelle vie centrali della città. Per questo, nelle più grandi città si usano, come mezzi di trasporto pubblici, treni elettrici che corrono in gallerie sotterranee: la metropolitana. Questi veicoli hanno tutti i vantaggi sugli altri: non intralciano il traffico, non sono costretti a procedere lentamente nelle affollatissime vie centrali, non producono rumore all’esterno e trasportano un numero di passeggeri molto maggiore degli altri veicoli pubblici. Oltre a ciò, sono molto veloci.

L’autobus

E’ il mezzo di trasporto ideale, perchè è veloce ed autonomo, cioè non deve seguire nè binari nè fili elettrici. Però è più rumoroso del filobus, emette gas di scarico e consuma carburante che è più costoso della corrente elettrica.

La corriera

Una corriera fa spesso servizio fra il comune ed il capoluogo di provincia. Molti sono gli operai che si recano al lavoro nei grandi stabilimenti della città. Un tempo si recavano in bicicletta, oggi si servono della corriera. Essa si trova puntuale, ogni mattina sulla piazza del paese e parte affollatissima. La sera riappare nella piazza, riportando coloro che in città hanno trascorso una intensa giornata di lavoro.

Il Comune

I cittadini, con le libere elezioni amministrative, eleggono il Consiglio Comunale, il quale è formato da un numero di membri proporzionato alla popolazione del Comune.

I Consiglieri Comunali, a loro volta, fra i propri membri eleggono il Sindaco ed alcuni Assessori. Assessori e Sindaco costutuiscono la Giunta Comunale. Sindaco, Assessori e Consiglieri Comunali durano in carica quattro anni.

Compito degli Amministratori del Comune è quello di provvedere a tutti i servizi pubblici: l’illuminazione delle strade, la manutenzione degli edifici pubblici, il funzionamento delle scuole, la tutela della salute pubblica, ecc…

Il paese

Nel paese ci si conosce tutti, si dividono le gioie e le afflizioni, ci si aiuta.

Le donne si incontrano sulle soglie di casa intente agli stessi lavori, o nei negozi, o alla fontana; gli uomini nella piazzetta, durante le soste del lavoro; i ragazzi, attratti dagli stessi giochi, nei cortili, per le strade, nella scuola, nell’oratorio.

Tutti gli abitanti del paese si trovano poi riuniti nella stessa Chiesa e allora sono proprio fratelli e pregano con le stesse parole, per gli stessi bisogni.

Fratelli ancora,  solleciti e generosi, nel dare aiuto in casi di necessità.

La nostra città

Quasi tutte le nostre città hanno una loro storia particolare, che risale al tempo degli antichi Romani.

La nostra città, come la vediamo noi, ci è venuta in eredità dai nostri antichi padri, ed è testimone di un lavoro secolare.

Noi giovani abitatori della città dovremmo essere grati a coloro che ce la tramandarono così nobile e grandiosa, e dovremmo fare del nostro meglio per ingrandirla ed abbellirla sempre più al fine di consegnarla, fra mezzo secolo, ai nostri figli, più bella e più gloriosa.

I fondatori delle nostre città si ispirarono tutti ad un criterio pratico:  o le fondarono in riva ai fiumi, come ad esempio Torino sul Po, Firenze sull’Arno, Roma sul Tevere; o le fondarono in riva ad un lago, come ad esempio Como e Lecco; o in riva al mare, come ad esempio Genova, Palermo, Napoli, Venezia. Questo criterio, comune a tutti i fondatori di città, sta ad indicare che i nostri antenati consideravano le vie d’acqua come la più facile via per le comunicazioni e per i trasporti.

Un paese

Un paese è caratterizzato da vari aspetti. Primo, l’aspetto naturale e geografico. Infatti, un paese di montagna avrà caratteristiche diverse da un paese di pianura. Un paese ammantato di boschi sarà ben diverso da quello che si adagia nel verde della campagna. Ma quello che lo caratterizza più profondamente è l’opera dell’uomo. Vogliamo dire la costruzione delle case, le strade, i ponti, le coltivazioni e infine le industrie e i commerci. Non c’è un paese uguale all’altro, perchè in ognuno di essi c’è, evidente e differente, l’opera della natura e l’opera dell’uomo. (Mimì Menicucci)

Amo il mio paese

Io amo il mio paese perchè vi sono nato, perchè vi abitano i miei genitori, i miei parenti. E’ un paese piccolo, senza grandi palazzi, senza grandi strade, senza superbi monumenti, ma lo amo ugualmente per il silenzio, per il verde che lo circonda, per il suo cielo azzurro, per l’aria buona che vi si respira. Anche se un giorno andrò lontano, non dimenticherò mai il paese dove ho trascorso la mia infanzia. (Mimì Menicucci)

I servizi pubblici

Una casa sempre sporca, buia, disordinata non merita questo nome, e in una casa simile ci si vivrebbe proprio male. Ma perchè la nostra casa sia accogliente, la mamma ed il papà ci lavorano lunghe ore e guadagnano il danaro necessario a comperare tutto quello che occorre per renderla sempre più comoda.


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